Aeroporto Pace del Mela, Crocetta riceve Panchavaktra e assicura cooperazione

Aeroporto Pace del Mela, Crocetta riceve Panchavaktra e assicura cooperazione

In data odierna il presidente della Regione siciliana, Rosario Crocetta, ha incontrato l’imprenditore indiano Mahesh Panchavaktra, accompagnato dal comitato per l’aeroporto della Piana del Mela. Nel corso dell’incontro mr. Panchavaktra ha illustrato il progetto imprenditoriale che individua l’area del Mela come punto di riferimento e di sviluppo delle attività aeree, marittime e ferroviarie, integrate nel sistema di trasporto internazionale. Il presidente ha assicurato la cooperazione della Regione per accelerare il progetto. Crocetta considera fortemente positiva l’idea di sviluppare attività portuali su Milazzo per l’intercettazione dei grandi traffici marittimi che dall’Asia, attraversano il canale di Suez, il Mediterraneo, per arrivare fino a Rotterdam, considerando positivo, per la Piana del Mela, un hub intermodale di trasporti, passeggeri e merci, che possano contribuire fortemente allo sviluppo dell’intera area metropolitana di Messina e della Sicilia.

“La Sicilia – dice il presidente – è nella posizione ideale per potere essere una stazione di collegamento tra nord e sud Europa, tra occidente e oriente. In tale contesto, ho promosso diversi incontri con le amministrazioni locali per coinvolgere le comunità nel progetto. Per metà febbraio è prevista la firma di protocollo di intesa con la società, le comunità, gli assessorati interessati per la realizzazione dell’aeroporto, il potenziamento dell’attività portuale e del trasporto ferroviario”.

  1. Crocetta non ragiona da presidente della regione, ma cerca di assecondare le richieste dei suoi potenziali elettori di turno. Non si dissocia, dunque, dalla politica del passato secondo la quale le infrastrutture vanno fatte non per soddisfare le esigenze della popolazione di un’isola, ma per coltivare feudi locali cedendo alle pressioni dei potenti di turno. Così avremo sempre due o tre ospedali, uno o due aeroporti, che servono lo stesso bacino di popolazione, lasciando altre zone completamente marginalizzate e abbandonate. Un piano nazionale degli aeroporti non è un piano, ma una fotografia dell’esistenza, se non fa proprie le esigenze di mobilità di una terra e si limita a consolidare l’esistente figlio della vecchia politica. Così ci troviamo ad avere quattro aeroporti in due zone dove ne basterebbero due, Palermo/Trapani e Catania/Comiso, dove evidentemente due sono di troppo Trapani e Comiso o Palermo e Catania! Mentre non abbiamo aeroporti nelle zone di Messina ed Agrigento. Per questo alcuni anni fa, alla luce della mia esperienza obbligata di viaggiatore, ho lanciato la proposta della realizzazione di una nuova infrastruttura aeroportuale nell’area di Buonfornello, nei pressi di Termini Imerese, per la sua centralità, veramente funzionale alle esigenze di mobilità aerea dell’isola. I vantaggi che una tale opera presenterebbe sarebbero innumerevoli. Si verrebbe a creare un vero aeroporto strategico e competitivo. Sarebbe raggiungibile in tempi ragionevoli ed agevolmente dalla gran parte degli abitanti delle province di Messina, Caltanissetta, Enna ed Agrigento e, perfino, da Catania(circa un’ora!), rispetto al cui aeroporto rimarrebbe indenne dagli sbuffi dell’Etna. Non penalizzerebbe per nulla gli abitanti di Palermo, da dove sarebbe raggiungibile in mezzora. Apporterebbe un decongestionamento del traffico su viale Regione Siciliana ed eliminerebbe, per quanti dalle sopra menzionate province devono recarsi in aeroporto, l’incognita del tempo di percorrenza di tale arteria che mina ogni puntualità, e gli agguati delle supermulte. Potrebbe dare nuovo sviluppo ad una zona depressa dalla chiusura dello stabilimento Fiat. Sarebbe adiacente alla rete autostradale, ferroviaria e marittima, al di là delle analisi che sul loro stato attualmente si possano fare. E, in particolare, potrebbe entrare in un rapporto sinergico con il porto di Termini Imerese. In un’epoca in cui è la logistica uno dei settori di maggior sviluppo, potrebbe caratterizzare l’aspetto della Sicilia come piattaforma centrale e nevralgica nel Mediterraneo, nonché ponte tra l’Africa, l’Asia e l’Europa. Sulla parte occidentale dell’isola rimarrebbe pur sempre l’aeroporto di Trapani che dalla scelta sopra delineata potrebbe trarre, a sua volta, occasione di potenziamento. Come comprensibile, questo comporterebbe la chiusura di Punta Raisi. Ma un piano è tale se mira a migliorare la realtà, non se si limita a descriverla. Scusate il mio volo pindarico!

    Reply

Leave a Reply

Your email address will not be published.

Time limit is exhausted. Please reload the CAPTCHA.