Chi dovresti sposare secondo il tuo ordine di nascita (e lo psicologo) 

Chi dovresti sposare secondo il tuo ordine di nascita (e lo psicologo) 
Fonte: adnkronos.com

Trovare il compagno o la compagna per la vita è già una sfida durissima. Se poi, oltre al cuore, ci si mette in mezzo anche la psicologia, allora le cose si fanno più complicate: è convinzione comune tra alcuni esperti, infatti, che l’ordine secondo il quale nasciamo possa essere decisivo nella scelta del partner e nella durata di un matrimonio. La buona riuscita di una storia d’amore non sarebbe quindi solo una questione di sentimenti, ma anche e soprattutto di nascita.  Secondo lo psicologo Kevin Laman – autore di ‘The New Birth Order Book: Why You are the Way You are’ – l’ordine di nascita può addirittura determinare la ‘salute’ di una coppia, mentre i tratti distintivi associati ai diversi ordini di nascita – alcuni dei quali sono stati descritti in uno studio del 2003 pubblicato su ‘Human Nature’ – possono servire
come un indicatore per stabilire se due persone possano effettivamente fare coppia o meno. Ed è proprio partendo dal libro di Laman, che il britannico The Independent ha stilato una lista degli ‘accoppiamenti’ migliori o peggiori. Il tutto ricordando ai lettori che ogni matrimonio e ogni storia d’amore sono un caso unico e che queste sono – e non potrebbe essere altrimenti – solo delle linee generali. Ecco quali: Se siete primogeniti – Miglior compagno di vita è un ultimogenito, peggiore è un altro primogenito. Secondo uno studio su 3000 famiglie a firma di Walter Toman, professore di Psicologia Clinica all’università di Erlangen-Nuremberg in Germania, ci sono infatti ottime possibilità di un matrimonio di successo se a sposarsi saranno un primogenito con un ultimogenito. Il motivo? Un primogenito potrà fare da guida al compagno di vita sull’organizzazione delle piccole cose mentre l’ultimogenito ricorderà costantemente al compagno di non prendere tutto troppo sul serio. Secondo lo studio citato da The Independent, la migliore corrispondenza possibile avviene quando una primogenita si unisce in matrimonio con un maschio ultimogenito, perché le loro esigenze sono perfettamente in armonia con l’altro. Nell’unione fra un primogenito con un altro primogenito, sottolinea Leman, è probabile invece che si instauri una lotta di potere: perfezionisti e puntigliosi, tenderebbero a scontrarsi per avere il controllo. Per imparare a lasciarsi andare, afferma Leman, si dovrebbe solo smettere di cercare di migliorare il coniuge, mordersi la lingua e smettere di criticare. Secondo lo psicologo, inoltre, è necessario definire con attenzione i ruoli, quindi evitare giochi di potere su chi paga le bollette o chi fa la spesa. Una relazione fra un primogenito e un figlio ‘di mezzo’ potrebbe invece creare confusione nei primi, perché sovente i secondi tendono ad essere più chiusi e a comunicare male i propri sentimenti. A queste coppie, Leman suggerisce in generale di aprirsi di più gli uni con gli altri, mentre in particolare ai primogeniti si consiglia di incoraggiare i partner a parlare attraverso domande mirate come, ad esempio, “Cosa ne pensi? Come ti senti veramente? Puoi dirmi di più?”. Se siete figli di mezzo – Miglior compagno di vita è un ultimogenito, peggiore un altro figlio di mezzo. I figli di mezzo, sostiene Leman, tendenzialmente non sono bravi a comunicare, e questo risulta doppiamente visibile in un rapporto fra loro, perché sono portati a non confrontarsi affatto, reprimendo le loro emozioni. Tuttavia, i figli di mezzo sono anche quelli con la percentuale più alta di possibilità di buona riuscita di un matrimonio. Il perché? Semplicemente, spiega Leman, sono abituati al compromesso e alla negoziazione sin da piccoli, dovendo rapportarsi con i fratelli maggiori e quelli minori. Un aspetto che potrebbe però generare confusione nel partner, visto che potrebbero nascondere le loro emozioni e ciò che sentono veramente proprio in nome del compromesso.  Per allentare la tensione, Leman suggerisce al partner di trovare piccoli modi per aumentare l’autostima del compagno, magari facendo cose speciali per l’altro, dimostrargli rispetto con piccoli gesti – ad esempio avvertendolo con una telefonata se si ritarda – e lasciargli spazio per coltivare le amicizie. Le coppie composte da un figlio di mezzo e un ultimogenito sono quelle che combaciano meglio. Leman è infatti convinto che un figlio di mezzo, abituato al compromesso, sia il miglior partner per un ultimogenito, socialmente più estroverso. Ma se tra di loro è possibile che ci sia una buona comunicazione, si corre anche il rischio che il figlio di mezzo sia eccessivamente condiscendente: per l’esperto è perciò importante rendersi conto che gli ultimogeniti hanno una vena egoista e possono essere esigenti. Più in generale, sostiene lo psicologo, è buona norma evitare di prendere in giro il coniuge, ma preferibile ridere sempre con lui/lei e non di lui/lei.  Se siete ultimogeniti – Miglior compagno di vita è un primogenito, peggiore un altro ultimogenito. Una relazione fra ultimogeniti, spiega The Independent, potrebbe essere il caos. Gli ultimi nati hanno infatti la tendenza a mettersi nei guai in campo finanziario durante il matrimonio e in questo tipo di rapporto richiede molti sforzi capire e lavorare su chi sia deputato al pagamento delle bollette, a chi spettano le pulizie, a chi tocca ricordarsi delle scadenze: se nessuno dei due partner è in grado di prendere decisioni importanti, la coppia sarà inesorabilmente destinata ad avere enormi problemi.  Secondo Leman, gli ultimogeniti hanno infatti la tendenza a ‘passare la mano’ sulle questioni più importanti, e se entrambi sono determinati a dare le colpe all’altro per qualunque questione, il matrimonio non potrà di certo non risentirne. Per evitare che questo accada, lo psicologo suggerisce di essere cauti nell’ascolto del partner e di assicurarsi che non ci si stia manipolando l’un l’altro. Ci si dovrebbe inoltre ritenere reciprocamente responsabili per le cose ed evitare di mettersi sulla difensiva. Ancor più importante, tentare per quanto possibile di mantenere il senso dell’umorismo e la rilassatezza, qualità naturali di ogni ultimogenito.

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