Cisl feroce sul governo: rischio perdita lavoro per 18 mila. E miliardi di debiti rifiuti, meglio commissario

Cisl feroce sul governo: rischio perdita lavoro per 18 mila. E miliardi di debiti rifiuti, meglio commissario

“Dal primo gennaio circa 18mila  famiglie rischiano di non avere più lavoro. E’ una responsabilità  tutta politica. Non si può attendere la finanziaria nazionale per un  anno intero per avere poi un emendamento al Senato. Questi giochini  della prima Repubblica non funzionano più. In mezzo c’era il  referendum e un po’ di cautela, a mio avviso, era necessaria”.  Lo ha detto il segretario della Cisl Sicilia Mimmo Milazzo, a margine  di un’iniziativa del sindacato sui rifiuti, commentando il ricorso  all’esercizio provvisorio e la situazione dei precari siciliani.

“La responsabilità è tutta di Crocetta – ha aggiunto – Noi abbiamo  chiesto più volte e non siamo stati ricevuti. Ci auguriamo che il  governatore si svegli dal suo torpore. Temi così complessi non si  possono affrontare da soli è necessario coinvolgere la parti sociali,  le categorie”.  Discariche siciliane sature “entro  maggio 2017”, 1,8 miliardi di debiti accumulati dai 27 Ato dell’isola, oltre mille posti di lavoro persi su un totale di 10.500 lavoratori e  il “continuo mancato rispetto da parte dei sindaci delle ordinanze  regionali sul passaggio dei lavoratori alle Srr. E’ la fotografia  della gestione del sistema dei rifiuti siciliano scattata da Cisl  Sicilia e presentata oggi in una conferenza stampa nella sede del  sindacato a Palermo. Il sindacato chiede il commissariamento da parte  del governo nazionale e l’istituzione di “un tavolo di crisi  permanente con istituzioni, Anci e parti sociali  per far fronte  all’inadeguatezza dei servizi”.

Il sindacato denuncia anche una sovrapposizione di norme e una  situazione che presta il fianco al malaffare. “C’è un tema politico  che è l’assenza di governance – ha detto il segretario Fit Cisl Amedeo Benigno – C’è una Regione che non attua le ordinanze. Le richieste di  oggi sono solo un punto di partenza e dopo le festività natalizie  programmeremo una grande mobilitazione regionale”. Per il segretario  Fit Cisl Ambiente Dionisio Giordano “il settore dei rifiuti in Sicilia è ormai ricco di ombre. Se questo è il governo della legalità ha di  fatto favorito il ritorno agli anni ’80”. Il sindacato, insieme alla  Cgil e la Uil, ha sollecitato un intervento dell’Anac e di varie  procure dell’isola per chiedere “la verifica di legittimità delle  modalità di assegnazione dei servizi da parte dei Comuni attraverso  l’utilizzo strategico delle procedure d’urgenza”. A preoccupare il  sindacato anche lo stato della raccolta differenziata, ferma al 13%, e il gap sulle infrastrutture per lo smaltimento. “Serve una reale  programmazione, soprattutto per l’impiantistica e i centri di  stoccaggio – ha evidenziato Milazzo – Non possiamo continuare ad  abbancare tonnellate di rifiuti creando bombe ecologiche”.

“Siamo  favorevoli ai termovalorizzatori – ha aggiunto Benigno – ma questa  storia è diventata una barzelletta. Decidiamo quanti e quando farli  perché fino adesso abbiamo solo perso tempo”. Il  sistema dei  rifiuti, rimarcano Fit e Cisl, è strettamente connesso con il tema  della sostenibilità finanziaria che è pubblica attraverso il pagamento della Tari “ed è ormai insostenibile la deficitaria lotta delle  amministrazioni locali all’evasione e all’elusione fiscale ma ancor  più grave appare la non volontà di molte amministrazioni, a volte per  incapacità manifesta, persino di recuperare le somme da coloro che  risultano iscritti a ruolo”. Nell’isola la media di riscossione della  Tari è del 55% ma, sottolinea Benigno, “ci sono comuni, Lampedusa per  esempio, in cui neanche i proprietari delle ville pagano la Tari e il  tasso di riscossione è fermo al 45%“.  (Man/Adnkronos)

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