Si chiamano Cruci monaci e Noir e sono i due nuovi cru aziendali di Valcerasa, piccola azienda vitivinicola del Catanese. Due vini naturali che esprimono il territorio da cui provengono e su cui Alice Bonaccorsi, responsabile della cantina assieme al marito Rosario Pappalardo, ha deciso di puntare. Cruci monaci è ottenuto da una selezione di vecchie vigne di Nerello mascalese e Nerello cappuccio; Noir, a dispetto del nome, è un bianco che in seguito ad una macerazione non filtrata dà luogo ad un prodotto più scuro di come ce lo si aspetterebbe. Un mistero che evoca l’omonimo genere letterario, il Noir, appunto.
Sono gli ultimi nati di un processo di innovazione legato alla tradizione che ebbe inizio nel 1996 quando la giovane manager decise di dare una mano al padre Vincenzo, medico che si dedicava al vino solo per piacere e per una produzione a livello familiare. Cominciarono così a imbottigliare presso una cantina vicina, con la consulenza dell’enologo Salvo Foti.
Di tempo ne è passato e in questi tredici anni i Bonaccorsi sono riusciti a crescere passando da una produzione di neanche 10 mila bottiglie a oltre 40 mila. «La prima vendemmia che abbiamo imbottigliato è stata la 1997 – ricorda Alice –. Era un Etna rosso Doc Valcerasa che abbiamo portato al Vinitaly 1999 e che ha riscosso successo nel mercato americano tanto che 500 delle prime 1000 bottiglie sono state vendute negli Usa proprio a Verona».
Viste le potenzialità del prodotto, i due imprenditori decisero di acquistare altri vigneti, arrivando così a una superficie di 20 ettari. Nel 2003 ci fu la cessione dell’azienda agricola che da quel momento si chiamò Alice Bonaccorsi.
La nuova generazione riconobbe però l’importanza del passato per avere successo nel presente. «Prima di tutto abbiamo riprodotto le vecchie vigne utilizzando le marze del primo vigneto di famiglia conservando così il materiale genetico con cui avevamo iniziato a lavorare – precisa l’imprenditrice – inoltre abbiamo mantenuto un metodo biologico di coltivazione, tuttora certificato Icea, anche se non lo scriviamo in etichetta».
Oltre ai due nuovi arrivati, Valcerasa produce l’omonima linea di Etna Doc, rosso e bianco e due Igt Sicilia, Rocca delle campane, blend di Carricante e Chardonnay, e Rosso relativo, un Nerello mascalese in purezza vinificato “come una volta”, dando luogo ad un rosato intenso che esalta le note tipiche del vitigno etneo.
L’azienda si trova sul versante Nord-Est del Vulcano con esposizione delle vigne a Sud. I terreni sono sabbiosi con scheletro prevalente dunque difficili da lavorare. Grazie però alla coltivazione ad alberello delle viti, che permette al vento di evitare che l’umidità ristagni, i trattamenti sono ridotti al minimo e, talvolta, a zero. «A volte pensiamo di essere fortunati – conclude la manager – in realtà è tutto merito del terroir».