Il ghiacciolo, una pausa ideale in una giornata afosa. Ecco la ricetta per prepararli in casa

di Paola Pottino
03 luglio 2009 09:57
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La sua storia risale ai primi anni del XX secolo e l’origine della sua nascita è casuale, dovuta a alla scoperta di un bambino americano, Frank Epperson, che, in una fredda notte invernale, lasciò sul davanzale della finestra un bicchiere di acqua e soda con dentro il bastoncino usato per mescolare il liquido. L’indomani il piccolo Frank, trovò questo blocco di ghiaccio, ed ebbe il piacere di gustare il primo ghiacciolo della storia. Nel 1923 Epperson ottenne il brevetto di quello che gli americani chiamarono “posicle”. Il ghiacciolo piace proprio a tutti, grandi e piccini, e il momento magico per apprezzarne il gusto è proprio l’estate. Quando il caldo si fa insopportabile e non abbiamo voglia di appesantirci con pranzi ipocalorici, un ghiacciolo è un break ideale particolarmente adatto per chi con le calorie deve fare quotidianamente i conti come, ad esempio, gli sportivi, infatti per l’elevato contenuto d’acqua e la quantità minima di grassi, il peso corporeo non risente di oscillazioni e la nostra coscienza rimane a posto. Oltre all’acqua, contengono frutta e quindi apportano sali minerali che in parte perdiamo con la maggiore sudorazione estiva. L’unico piccolo inconveniente mentre gustiamo il ghiacciolo, (se proprio vogliamo trovare un difetto), è quella sensazione sgradevole di sentire le proprie dita “appiccicaticcie”, ma sembra che da Londra sia arrivata la soluzione a questo problema. Inventori inglesi pare infatti che abbiano inventato una formula segreta grazie alla quale il ghiacciolo non dovrebbe sciogliersi e quindi non sgocciolare, perché il ghiaccio si trasformerebbe in una gelatina dello stesso gusto del ghiacciolo. L’interrogativo, non risolto, riguarda comunque la genuinità del prodotto. Se vogliamo soffermarci ancora sul mondo delle stravaganze, non possiamo non citare quella che riguarda uno dei popoli più stravaganti del mondo: gli americani. In Virginia, infatti, è stato inventato il ghiacciolo alla birra. L’idea è nata dal gestore di un ristorante il quale per sbaglio, aveva messo nel congelatore una birra, e una volta assaggiata, la trovò gustosa e molto rinfrescante. L’unico problema sorse da una legge vigente in Virginia, secondo cui la birra va bevuta direttamente dal contenitore originale o immediatamente dopo essere versata in un bicchiere. I giudici, però, hanno dato un’interpretazione elastica della norma e la vendita del ghiacciolo alla birra è quindi diventata perfettamente legale. Noi, invece, amiamo pensare il ghiacciolo tradizionale, genuino, economico e preparato in casa. Senza conservanti e coloranti che, nelle produzioni industriali, vengono utilizzati in larga misura. Per preparare dei ghiaccioli sani e genuini, abbiamo chiesto la collaborazione di uno dei massimi esperti gelatieri siciliani: il maestro Antonio Cappadonia ha consigliato ai lettori di SiciliaInformazioni la ricetta più semplice e gustosa per preparare in casa degli ottimi ghiaccioli artigianali, naturali e dissetanti:

Master mediazione familiare

 

Materie prime:

- Frutta fresca di stagione

- Saccarosio

- Acqua minerale naturale

 

Ingredienti:

- Frutta fresca di stagione gr. 700

- Saccarosio gr. 250

- Acqua minerale gr. 250

 

Principali attrezzature o accessori:

- Caraffa o secchio

- Spremi agrumi

- Coltello per frutta

- Frusta

- Frullatore ad immersione

- Stampi professionali per ghiaccioli

 

 

Fasi di procedimento:

1. Frullare la frutta (o spremere se si tratta di agrumi), aggiungere acqua minerale naturale e saccarosio.

Mescolare bene con una frusta o con un frullatore ad immersione.

 

2. Munirsi di uno stampo per ghiaccioli e di un estrattore di bastoncini di legno (acquistabili presso fornitori di attrezzature per gelateria).

 

3. Versare la miscela di frutta precedentemente preparata negli appositi stampi.

 

4. Passare tutto nell'apposito abbattitore di temperatura,per l'indurimento della miscela versata negli stampi.

 

5. Dopo aver completato il processo di congelamento, si passerà alla delicata fase di estrazione dei ghiaccioli dagli stampi. E’ necessario immergere l'esterno degli stampi in acqua temperata.

 

6. Riporre i ghiaccioli estratti in appositi sacchetti di carta politenata e conservarli o esporli in apposito armadio frigorifero a temperatura negativa.

 

 

E ancora……

Se vogliamo intraprendere un viaggio introspettivo sui nostri gusti alimentari, sappiate che la professoressa Viviana Finistrella, psicologa in tematiche nutrizionali, sulla rivista Airone, ha pubblicato un test sulle nostre preferenze in materia di gelati, ritenendo che:

  • Chi mangia il cono è un tipo voglioso

  • Chi mangia lo stecco è un tipo intraprendente, ma anche insicuro.

  • Chi mangia il ghiacciolo tollera poco la frustrazione dell’attesa.

  • Chi mangia il biscotto cerca una rassicurazione

  • Chi mangia la coppetta è un tipo controllato.

  • Chi mangia le praline ha una personalità moderna e attuale.

 

© Riproduzione riservata
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Anonimo 03 luglio 2009   12:31

E chi mangia la brioches? Quella siciliana intendo con tanto gelato e panna....

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