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Vinitaly. Ecco i premi dell'assessorato regionale all'Agricoltura
Riconoscimenti a Pierpaolo Messina e a Planeta

di Paola Pottino
05 aprile 2009 22:32
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Due giovani produttori di vini siciliani, hanno lasciato il segno alla quarantatreesima edizione del Vinitaly di Verona. Pierpaolo Messina vincitore della medaglia d’oro per il pregiato Moscato di Noto e del Premio Cangrande 2009 ricevuto per i “benemeriti dell’enologia italiana”, assegnato dall’Assessorato regionale all’agricoltura che riconosce quanti con la propria attività professionale abbiano sostenuto il progresso qualitativo della produzione viticola ed enologica della Sicilia.

 

L’azienda  Marabino di Pierpaolo Messina, è’ un’azienda giovane, che nasce nel 2002 nel territorio di Noto, inizialmente creata per il solo piacere di offrire un buon bicchiere di vino agli amici. Per passione, infatti, Pierpaolo Messina insieme al papà, hanno creato un’azienda che dopo solo tre anni di attività produce 150 mila bottiglie , anche se il potenziale previsto è di circa 500 mila etichette. L’obiettivo del giovane manager è quello di rivalutare il territorio di Noto, perché proprio qui nasce il Nero d’Avola, ma secondo Messina è giusto rivalutare anche il Moscato di Noto, un vino quasi scomparso, e grazie al quale ha conquistato l’ambita medaglia d’oro. La filosofia aziendale di Messina, riguarda soprattutto il cambiamento della vinificazione, conservando la tradizione del territorio unita alle innovazioni tecnologiche in cantina.

 

Altro  prestigioso riconoscimento, è andato allo Chardonnay Igt Sicilia 1996 dell’azienda Planeta. Il vino è stato infatti inserito nella lista dei dodici bianchi immortali. Una sorta di rivalutazione del vino bianco lungamente “accusato” dalla critica enologica mondiale di essere rigorosamente giovane, fresco e d’annata, mentre si sa che un buon vino bianco ha le capacita intrinseche di invecchiare bene. E’ quanto sostiene Alessio Planeta comproprietario e fondatore dell’azienda nata molti anni addietro e che ben 50 anni fa grazie all’attenzione e alle cure portate dal nonno, agricoltore molto attento, che fondò una cantina sociale che oggi è diventata una delle cantine più grandi d’Europa. Saranno poi i giovani della famiglia Planeta, alla metà degli anni ’80 a sviluppare e migliore sempre più la qualità dei vini che oggi vengono prodotti nei diversi territori siciliani: da Vittoria, con l’ottimo Cerasuolo a Noto, per giungere nel territorio etneo, dove la famiglia Planeta ha comprato un’azienda nella quale sono stati piantati dei vigneti con l’intenzione anche lì di produrre dei pregiati bianchi dell’Etna.

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