Piccole, grandi curiosità giungono dal padiglione 2 della Sicilia, dalla fiera Vinitaly di Verona. Il mondo del vino con le sue diverse sfaccettature legate all’amore per la nostra terra, alle tradizioni gastronomiche e alla cultura del vino e della poesia. Questa la filosofia aziendale di Al-cantàra, l’azienda vitivinicola dell’imprenditore Pucci Giuffrida che sorge a Randazzo, in provincia di Catania. Il nome scelto dall’azienda (Al-cantàra) del resto racchiude lo spirito con la quale essa si propone sul nostro mercato, preso a prestito dal nome del fiume che scorre vicino il territorio di Randazzo e che in arabo significa “ponte”.
Mezzo e simbolo di unione tra poesia, arte e vino. I nomi dei pregiati vini sono ripresi dalle silloge di sonetti di Nino Martoglio, così, non a caso, il DOC rosso è stato denominato “O’ scuro o’scuro”, il DOC bianco “Luci, luci”, da “luci, luci picuraru”, quelle lucciole delle quali il poeta parla nel primo dei sonetti, o, ancora, un IGT rosso denominato “Capidazzu paga tutto”, tratto da una commedia scritta a quattro mani da Martoglio e Luigi Pirandello. L’aspetto artistico delle etichette è stato invece curato da Alfredo Guglielmino di Cartura, il quale ha interpretato in modo raffinato il messaggio poetico di Martoglio.
C’è chi invece, qui al Vinitaly, si è presentato con l’idea originale di trasformare il vino in crema. “Da una vita bevi il vino, ora prova a spalmarlo”, questo lo slogan dell’azienda di Vittoria dell’enologo Calò Giordano, che appena tre anni fa ha avuto la geniale idea di creare delle gustose creme di vino, da abbinare a diverse pietanze come il formaggio, la carne, salumi, frutta e anche i dolci. Crema al Nero d’avola o Crema di Marsala, dunque per condire i nostri piatti, senza tracce di alcool perche nel procedimento adottato dal signor Giordano, l’alcol sparisce quasi totalmente. L’enologo, ha messo a punto un procedimento di concentrazione del vino a caldo e a freddo, in modo tale da riuscire a renderlo spalmabile senza che perda il profumo originale.