Vinitaly, da Salemi ecco il vino dell'Unità d'Italia. Agueci: "La Sicilia mira all'eleganza"

04 aprile 2009 17:58
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E' stato scelto il vino che rappresenterà Salemi in occasione del centocinquantenario come prima capitale d'Italia. Ad assicurarsi la selezione, l'azienda agricola Terre di Salemi con un Nero d'Avola del 2007.

 

Ma non si fermano qui le iniziative legate al vino ed alla Sicilia. L'Istituto della vite e del vino ha infatti edito tre volumi che raccontano la Sicilia del vino a 360 gradi: “La civiltà della vite in Sicilia” è un

estratto di un volume edito negli anni Settanta dall'Istituto il cui autore, il professore Bruno Pastena, analizza la storia della vitivinicoltura in Sicilia; “L'annuario della filiera vitivinicola siciliana” è un focus sulla situazione della regione scritto da Salvatore D'Agostino – dirigente tecnico dell'Istituto; “Vini di età, filosofia dell'invecchiamento” è invece un opuscolo che racchiude i segreti dell'enologia del famoso wine maker Giacomo Tachis.

 

Oggi pomeriggio è stata inoltre lanciata la necessità di una Doc che interessi l'intera regione per la promozione dei vini a livello internazionale.

 

“Per promuovere e far riconoscere la Sicilia anche all'estero – ha detto l'assessore regionale all'Agricoltura, Giovanni La Via – serve un elemento riconoscibile da tutti in qualsiasi luogo. La creazione della Doc Sicilia è uno degli obiettivi di questo assessorato”.

 

“Siamo alla fine di questo Vinitaly – ha aggiunto il direttore dell'Istituto della vite e del vino, Leonardo Agueci – ci auguriamo che le degustazioni nelle manifestazioni di rilievo diano vita a quel passaparola fondamentale a far arrivare i vini siciliani sulle tavole di tutto il mondo. Qualche anno fa le nostre bottiglie erano apprezzate per la potenza, oggi stiamo lavorando bene in direzione dell'eleganza”.

 

In conclusione anche una nota di colore: madrina della giornata è stata infatti la presentatrice della prova del cuoco Elisa Isoardi: “Amo la Sicilia da anni – ha raccontato - mi piacciono i vini dell'Etna per i gusti decisi. Ho poi notato che molti produttori sono giovani, mi piace l'idea che le nuove generazioni possano portare avanti produzioni di qualità”.

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