Sembrava la ruota della tombola, ma ora si è finalmente fermata: non è uscito il tanto desiderato 10, né l'11 o il 20, bensì l'inedito 80 e così sia. Ronaldinho ha scelto il numero in base al suo anno di nascita e l'80 sarà stampato sulle 11 mila magliette già prenotate dai tifosi con il nome del brasiliano sulle spalle.
Come piace molto fare al Milan in questi tempi, la telenovela si è conclusa davanti ai giornalisti convocati per la presentazione delle nuove divise e aperta con un simpatico siparietto: Kakà ha portato la maglia personalizzata di Galliani con il n.9 spiegando con un sorriso che "il 10 non era libero..." e infatti Clarence Seedorf non lo ha mollato al suo amministratore delegato e men che meno al nuovo arrivato. Galliani ha negato che ci siano mai state pressioni sull'olandese perché "in 23 anni di Milan, mai nessun dirigente si è sognato di chiedere a un giocatore di cedere il suo numero.
Sarebbe una mancanza di rispetto e quindi una trattativa diplomatica con Clarence non è mai esistita". E siccome Seedorf attese pochi minuti dalla cessione di Rui Costa per chiamare Galliani e chiedere il 10, la questione si poteva considerare chiusa ancora prima di iniziarla. Non c'era esigenza di marketing che potesse convincerlo e poi non sarà il cambio di maglia a far fallire la linea di abbigliamento R10 di Ronaldinho.
Seedorf si è fatto una risata, il brasiliano forse ci ha riso su un po' meno ma si è adeguato, e così ha optato per il suo anno, essendo nato il 21 marzo 1980, e la questione si è chiusa senza eccessivi problemi. Domani inizieranno le vendite delle nuove divise (tornate a strisce più larghe e fitte con girocollo, seconda maglia bianca e terza tutta nera), e Ronaldinho potrà indossare il 10 con la nazionale olimpica brasiliana che raggiungerà in serata nel ritiro di Ginevra.
Risolta con buona pace di tutti la questione 'maglia di Ronaldinho', Adriano Galliani ha affrontato invece l'ascesa delle cifre teoricamente offerte dal Chelsea per Kakà: "Le offerte per lui salgono solo sui giornali, che creano delle vere e proprie leggende metropolitane che poi si autoalimentano. Oggi si parla di 150 milioni, domani qualcuno scriverà 200, a settembre magari arriveremo a 300, ma non è vero niente. Né dal Chelsea né da nessun altro è arrivata questa offerta". Kakà non si muove e l'unica concessione di Galliani in merito è l'eventualità che il brasiliano se ne volesse andare: "Se non fosse più felice qui, potremmo parlarne. Ma non mi risulta che Kakà non stia bene al Milan".
Al momento, comunque, "non esiste nessuna offerta di 150 milioni" perché nel colloquio a Portofino con Abramovich "non si è parlato di cifre: lui ci ha chiesto Kakà, noi Shevchenko, è finita 0-0". C'é stato, invece, anche un ritorno del Real Madrid su Kakà ma agli spagnoli in difficoltà nella trattativa per Cristiano Ronaldo, è stata data la solita risposta: "Kakà non si muove". E lo sponsor tecnico rossonero ha pensato bene di regalargli una minimaglia numero 2008 e la scritta Luca. Non lo ha scelto lui, ma anche al figlio di Kakà è toccato l'anno di nascita.