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Gattuso ringhia e suona la carica: "Dobbiamo scendere in campo per attaccare"

05 giugno 2008
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Due anni fa un'Italia fortunata, questa volta un'Italia d'attacco. Detta cosi', non sembrerebbe di Rino Gattuso la descrizione delle due nazionali, quella che vinse il Mondiale 2006 con Lippi e quella che si appresta ad affrontare l'Europeo 2008 con Donadoni. Ma la convinzione del 'ringhio' azzurro - assai fiducioso nella squadra ''piu' offensiva'' allestita da Donadoni - e' dettata solo dalla voglia di non fermarsi alla vittoria di Berlino.

 

''Tranquilli, sono sempre lo stesso: io mi mangio cartellini e pallone, in campo...''. E in effetti sembra un morso continuo ai luoghi comuni, la sua conferenza stampa che a -4 dall'esordio con l'Olanda irrompe come una tempesta di allegria e determinazione sul tranquillo ritiro della nazionale. Tra una battuta su Carla Bruni e una su Mourinho, il mattatore Gattuso ha espresso senza remore le sue certezze. ''Ho rivisto tutte le partite del Mondiale in tv, prima di venir qui: abbiamo dato il massimo, ma diciamo la verita': siamo stati anche fortunati - la sorprendente convinzione di uno degli eroi di Berlino - Rischiammo a ogni partita, potevamo perdere ovunque. Segno che nel calcio ci vuole anche un po' di buona sorte''. Non e' per mettere le mani avanti, assicura,: ma per ricordare a tutti come sia indispensabile ''evitare una presunzione da Campioni del mondo, e piuttosto scendere in campo con il coltello tra i denti''.

Quanto al confronto Mondiale- Europeo, Gattuso motiva con precisione la certezza di molti protagonisti: ''Un Europeo e' molto piu' difficile di una Coppa del mondo: le squadre si conoscono, hanno un alto livello tecnico-tattico, e con tutto il rispetto sono piu' evolute di certe squadre sudamericane''. Figurarsi se puo' essere un approccio morbido quello dell' Italia, inserita nel girone della 'morte' con l'Olanda (''dal centrocampo in su ha giocatori fortissimi''), la Romania (''sulla carta la piu' scarsa, ma gioca all'italiana e nelle qualificazioni e' arrivata prima dell'Olanda) e la Francia. Risultato, ''sono quattro le squadre che si possono qualificare''. Questa volta pero' l'Italia se la gioca da pari a pari, senza star troppo dietro alla sua fama difensivista. ''Cosa e' cambiato da Lippi a Donadoni? Si lavora in maniera molto simile, prepariamo le partite con tanto lavoro, massima attenzione. Di diverso c'e' che abbiamo perso il nostro capitano, e l'assetto tattico: con tre punte, non si puo' negare che questa Italia sia molto offensiva''.

Merito di Donadoni, e' il messaggio di Gattuso, che sin dai primi giorni del dopo-Mondiale invito' tutti a dare fiducia al giovane ct di Bergamo. ''Lui ha un'idea molto chiara su come deve giocare la nazionale: non dimentico che a Glasgow andammo con tre punte, nonostante per la qualificazione ci bastasse un pareggio. Dice che la stampa non ci perdonera' nulla? Ma lo sa anche lui - aggiunge il centrocampista - che questa rispetto al Mondiale e' una luna di miele. Poi pero', come sempre, si giudichera' in base ai risultati''. Chiede di non aspettarsi dall'Italia un altra vittoria purificatrice, ''perche' portare la maglia azzurra e' gia' pesante e caricarla di altre responsabilita' non mi pare giusto. I problemi del nostro campionato - aggiunge - si risolvono con gli stadi di proprieta'. Sui giovani e gli stranieri, dico al presidente del Coni Petrucci, andiamo gia' meglio di qualche anno fa. Ora a preoccuparsi devono essere in Inghilterra o Germania''.

Poi, a raffica, una serie di elogi per i compagni. ''Abbiamo due centrocampisti che con Gerrard fanno a gara per il titolo di migliore al mondo, nel ruolo - dice Gattuso - Ma l'arma in piu' puo' essere Aquilani: mi ha impressionato l'assist del secondo gol contro il Belgio, quelli sono gran colpi''. E ancora: ''Buffon e' un punto di riferimento per noi, che sia capitano o no. Per anzianita' la fascia di capitano andrebbe a Del Piero, in caso giochi. Soprattutto, io confido in Toni: lui puo' essere il giocatore decisivo. Non sara' esteticamente eccezionale, ma riesce a trasformare ogni palla in un'azione, anche i rinvii. Speriamo solo di non averlo gufato con tutti questi elogi...''. Detta cosi', Gattuso finirebbe tra le riserve. ''No, no: io sono sempre lo stesso. Il bruciore allo stomaco e' cominciato, l'adrenalina sale. Vedrete cosa combino in campo''. Ma perche' - e' la domanda fuori nota di un inviato da Madrid - alla Spagna non riesce mai.... ''Nel calcio ci vuole fortuna, l'ho detto''. Appunto, buena suerte Gattuso.

 

di Francesco Grant

Fonte: ansa
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