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Catania, ciao ciao Coppa Italia. La Roma approda in finale

09 maggio 2008
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E' Roma-Inter la finale di Coppa Italia, per il quarto anno consecutivo, una sfida infinita che sta rendendo vivo anche il campionato. Dalla Sicilia arriva un verdetto annunciato, perché al Massimino si registra un 1-1 tra Catania e giallorossi: così la squadra di Spalletti salta l'ostacolo etneo e va all'atto conclusivo, che giocherà in campo amico il 24 maggio. Il risultato di stasera è frutto di un rigore trasformato da Aquilani e di un gol di testa di Silvestri. Non offre molto spettacolo la semifinale tra Catania e Roma che qualifica i giallorossi alla finale con l'Inter, grazie alla rete segnata all'andata da Totti prima di infortunarsi a Livorno. Il risultato odierno del Massimino, con la Roma che raggiunge in finale l'Inter, amplia l'accesso alla Coppa Uefa allargandola alle tre formazioni che arriveranno, in campionato, dal quinto alla settimo prossimo. Il verdetto della Coppa rispecchia quello della serie A: sabato 24 maggio a Roma torneranno ad affrontarsi le due squadr più forti del campionato. Il Massimino accoglie la Roma con una 'calda ostilita'. I tifosi non hanno dimenticato il 7-0 all'Olimpico dello scorso campionato ed è la prima volta che i giallorossi giocano alle pendici dell'Etna, dove dovranno tornare tra dieci giorni per l'ultima di Serie A, che potrebbe rivelarsi decisiva per la salvezza di siciliani. Le curve, ancora prima dell'inizio dell'incontro, cantano slogan contro la Roma e i suoi tifosi, brucia troppo la ferita, e non si fermeranno durante la gara. Tutto già previsto, tanto che i tifosi della Roma hanno avuto il divieto di sbarco in Sicilia. Tutto previsto anche sul campo. Le due squadre sembrano non volere giocare, tanto che la palla staziona a lungo a centrocampo, dove la supremazia tecnica della Roma è evidente. Ma i giallorossi sembrano non volere premere sull'acceleratore. Zenga si affida a un insolito rombo affidandosi a un evidente turn over. Lo stesso a.d. del Catania, prima della gara, sottolinea la scelta della società: "la nostra priorità - dice Pietro Lo Monaco - è la salvezza. Il resto viene dopo". E si vede. Quanto alla Roma, Spalletti si chiude dietro e punta su un centrocampo che fa pressing ed è difficile da saltare. La prima a tirare in porta è la Roma all'11' con Vucinic che corregge un cross di Antunes. Al 15' Giuly tira fuori. Per vedere il primo tiro del Catania bisogna aspettare il 20' con una 'bomba' da lontano di Edusei finita fuori. Al 26' il vantaggio della Roma: Izco atterra Vucinic in area, l'arbitro fischia il rigore e Aquilani lo trasforma con sicurezza. Due minuti dopo Perrotta mette giù un giocatore del Catania, Morganti estrae il cartellino rosso ma è quello sbagliato, se ne accorge e si corregge di corsa estraendo quello giallo, tra i fischi del Massimino. Mascara calcia la punizione e Silvestri, fratello della prima fidanzata di Totti, pareggia di testa. Al 32' rischia Curci che atterra in area Biagianti. Poi cade Pià ma l'arbitro lo ammonisce per simulazione. La partita si 'scalda' un po', e il primo tempo, con i tiri fuori di Mascara e Giuly che non vanno a segno finisce 1-1. Nel secondo tempo la Roma mostra tutta la sua superiorità ed ha alcune occasioni per chiudere definitivamente la partita. Al 3' è Aquilani che si fa chiudere dal portiere Bizzarri. Al 7' una triangolazione volante con Aquilani libera Perrotta ma para ancora il portiere del Catania. Un minuto dopo tira pericolosamente Cicinho. Al 13' Perrotta colpisce di testa la traversa. Poi comincia il valzer dei cambi, tre per parte, e la partita sembra di nuovo sopirsi. Al 47' un brivido: Vucinic in contropiede si presenta solo davanti a Bizzarri che respinge il suo tiro. Ma nel secondo tempo non si registrano soltanto i cambi in campo ma anche l'obiettivo dei tifosi del Catania che non è più la Roma ma l'amministratore delegato della società Lo Monoco. I secondi 45 minuti sono un lungo e continuo scandire di slogan e canti contro di lui. La gara finisce la curva canta: 'torneremo in Serie B...''.

Fonte: Ansa
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