"Non c'e' bisogno di vincere la Coppa Italia o aspettare le prossime due partite di campionato. Io la stagione della Roma la posso giudicare gia' adesso, e il giudizio e' estremamente positivo". Quella della Roma e' una grande stagione, indipendentemente dall'esito degli ultimi impegni della squadra. E' il pensiero del tecnico giallorosso Luciano Spalletti, che elogia i suoi giocatori per l'impegno profuso quest'anno, nel quale la Roma, in corsa per la finale di Coppa Italia e per lo scudetto, ha ottenuto il record di punti e di vittorie. "Questi giocatori vanno ringraziati per la professionalita' e l'attaccamento alla maglia -spiega Spalletti-. Se si sono ottenuti certi risultati, non e' certo frutto della casualita'. Una partita si puo' vincere o perdere, dipende da tanti fattori. Mentre la continuita' si ottiene con il lavoro".
Nella stagione della Roma, secondo Spalletti, forse e' mancato un pizzico di fortuna. "Ci sono stati degli episodi che potevano girarci a favore -dice il tecnico-, anche se poi alcuni ci sono stati,come domenica contro la Sampdoria. Ma in un quadro generale si puo' dire che c'e' chi e' stato piu' fortunato di noi". Intanto domani sera
la Roma e' attesa dalla semifinale di ritorno della Coppa Italia contro il Catania che potrebbe consegnare la terza finale consecutiva ai giallorossi. "Secondo me una squadra importante e' quella che non stacca mai, cosi' come il giocatore importante e' quello che non stacca mai la spina -commenta l'allenatore giallorosso-. Noi abbiamo la possibilita' di andare in finale per la terza volta consecutiva e, per come sentiamo questa partita, faremo di tutto per arrivarci. La mentalita' deve essere sempre questa".
In finale la Roma potrebbe affrontare una tra Inter o Lazio, ma Spalletti non ha preferenze. "Non mi interessa -afferma il tecnico-, guardiamo alla nostra partita. Ci aspetta una gara difficile viste le ambizioni del Catania che mettera' tutto quello che ha a disposizione, e poi abbiamo visto che quando si abbassa la tensione si rischiano brutte figure". "L'accoglienza del Catania? -aggiunge- Devo sapere quale sara' il nostro comportamento, loro possono accoglierci come gli pare". Contro i siciliani e' ipotizzabile il ricorso al turn-over, anche se Spalletti assicura che
"noi cerchiamo sempre di mettere in campo la miglior formazione valutando gli elementi e non i nomi. Qualcosa saremo costretti a cambiare, ma la squadra e' buona comunque la scelga. Noi andiamo per fare la partita e portare a casa la qualificazione".
C'e' pero' il rischio che la Roma debba fare a meno di Daniele De Rossi, alle prese con la fascite plantare. "De Rossi sta effettuando un accertamento per un dolore sotto al piede -spiega Spalletti-, vediamo cosa viene fuori, non sappiamo se sara' a disposizione". Oltre alla Coppa Italia c'e' da pensare al campionato, e alla possibilita', anche se remota, di rimontare l'Inter e vincere lo scudetto. La Roma non molla, ribadisce Spalletti, ma deve pensare a se stessa e non ai nerazzurri. "Totti ha detto che lo scudetto e' gia' dell'Inter? -commenta l'allenatore toscano- Si puo' dire, loro hanno grandissime possibilita'. Noi dobbiamo, comunque, pensare a fare il massimo". "Il nervosismo dei nerazzurri? -prosegue- Dobbiamo pensare a noi stessi e a far bene. Noi abbiamo la gara con l'Atalanta e dobbiamo battere l'Atalanta. Si dice che abbiamo gia' vinto le prossime due partite, ma non e' cosi'. Noi con l'Atalanta dobbiamo vincere. Poi si possono fare altri discorsi come quello dell'Inter contro il Siena, ma per ora penso solo alle nostre cose".
In merito al futuro della Roma, spiega poi Spalletti, la campagna acquisti seguira' sempre la stessa linea, indipendentemente dai discorsi legati alle ipotetiche cessioni della societa': "Il discorso e' sempre lo stesso: c'e' un progetto comune da portare avanti, e un equilibrio da rispettare in funzione delle situazioni che si possono programmare. Poi serve lavorare tutti insieme cercando di fare il meglio possibile. Noi abbiamo una buona squadra, non mi manca niente, ma tutto e' migliorabile".
Si parla del possibile acquisto di un attaccante. Anche in questo caso, Spalletti sottolinea come la cosa piu' importante e' l'equilibrio della squadra: "Averne uno che fa dieci gol e un altro che ne fa fare altri dieci per me e' lo stesso. Non mi interessa
questa diversificazione, una squadra non deve dipendere da nessuno. E deve comandare la proprieta', non i calciatori". Anche il modulo potrebbe cambiare, ma per il tecnico sono discorsi prematuri: "Totti puo' fare anche il trequartista, ma e' un discorso che da parte mia viene fatto dopo. Qui c'e' questa caratteristica ambientale di anticipare sempre tutto, e non lo capisco. Come sempre valutero' la rosa a disposizione e le caratteristiche dei giocatori". "Quello fatto fino a questo momento -conclude- non verra' certo dimenticato".