‘Io non so ma perché tu sei sempre accanto a me, accanto a me sul sofà con lo zigo zigo za’.
Non era difficile passare tra i cortili di Mondello senza ascoltare questa cantilena scandita da giovani in costume da bagno con uno zoccolo che passava di mano in mano per decidere chi dovesse pagare la penitenza.
‘Io vengo da Corfù fammi quello che vuoi tu’, e giù con la penitenza uno schiaffo, un bacio o altro.
Nel
precedente articolo sui ‘giochi e sport da strada’ avevamo lasciato un gruppo di ragazzi che, dopo aver realizzato in spiaggia la pista per la corsa con le palline, si cimentava in un’appassionante gara di biglie all’ultimo sorpasso.Oggi ci occuperemo di altri giochi e sport tradizionali da spiaggia, non del tutto dimenticati. Anche se la maggior parte delle attività sportive praticate quotidianamente sulle spiagge oramai sono precedute dal vocabolo inglese Beach: Beach Volley, Beach Soccer, Beach Tennis e chi più ne ha più ne metta.
Il vecchio gioco dei tamburelli oggi si chiama Pallatamburello ed è una disciplina sportiva riconosciuta dal Coni. In spiaggia si giocava ai tamburelli. La sfida non era tra i due giocatori, l’abilità dei contendenti non consisteva nello spiazzare l’avversario, ma di riuscire, in coppia, a fare il più alto numero di scambi e palleggi. Ore e ore sotto il sole per abbronzarsi, sudare prima di un rinfrescante tuffo. Era questo il gioco dei tamburelli in spiaggia. Niente di più. A volte i tamburelli erano sostituiti da più pesanti racchettoni o si poteva giocare anche a quello che oggi si chiama badminton ma che ieri si chiamava semplicemente volano.
Le ragazzine più piccole giocavano ai cerchietti. Due bambine si mettevano una di fronte l’altra a una distanza accettabile. La prima, con le braccia incrociate in alto, teneva in mano due asticelle anch’esse incrociate. Su queste asticelle c’era un cerchietto che volava quando la bambina, aprendo le braccia, dava lo slancio. La bambina di fronte doveva cercare di prendere il cerchietto infilandolo con un’asticciola. Tutto qua. Gioco semplice poco costoso e tanto divertimento.
Un altro vecchio gioco da spiaggia è quello delle bocce, nella versione "marina o da sabbia", diverso da quello tradizionalmente praticato nei bocciodromi ufficiali. In spiaggia è impossibile eseguire i lanci geometrici da sponda, né il lancio della boccia può fare scivolare il pallino o la boccia dell’avversario. La spiaggia non permette certi virtuosismi. Nelle bocce in spiaggia ci vuole precisione di mira. In spiaggia di solito si giocava e si gioca anche con leggere bocce di plastica anziché con quelle pesanti in legno utilizzate nelle competizioni ufficiali nei bocciodromi.
La ‘Palla cavaliere’ era un gioco praticato soprattutto agli inizi del novecento.
Un altro gioco praticato in mare è quello della Cavallina blu, una forma acquatica del gioco della cavallina. Nel nostro caso bisogna giocare dove l’acqua arriva all’altezza del petto. I giocatori si dispongono in fila con le gambe divaricate, ciascuno a due o tre metri di distanza dall’altro. L’ultimo della colonna s’immerge e passa sotto le gambe del compagno che ha davanti a sé, poi riemerge per saltare sopra al giocatore successivo. Quest’ultimo per permettere il salto della cavallina, inclina di 90° il busto fino ad andare sott’acqua. Mentre il primo giocatore continua la sequenza d’immersione e di salto, l’ultimo della fila inizia a fare lo stesso percorso. Quando un giocatore ha superato tutti i suoi compagni, riprende la posizione per stare all’inizio della colonna.
In spiaggia e a mare si possono inventare tanti giochi. Prima dei moderni pedalò di plastica si andava per mare sui cosiddetti mosconi a remi, pesanti e di legno, dove si ingaggiavano battaglie e navali e arrembaggi. In spiaggia si spiegavano e si spiegano in volo ancora gli aquiloni e il lancio del frisbee. Il tiro al bersaglio con le pistole ad acqua, sostituiti in seguito da micidiali armi spara acqua, era un gioco, dove spesso gli arnesi del mestiere erano sequestrati.
Un altro gioco acquatico molto diffuso era quello di nuotare in un modo molto particolare. I giocatori divisi in coppie e si muovevano insieme. Il primo nuotava solo con le braccia, mentre il secondo si attaccava saldamente alle sue gambe (afferrando con le mani le ginocchia del compagno... non i piedi!) e nuotava solo con i piedi. Se un giocatore perdeva contatto dal compagno, la coppia veniva eliminata dalla gara.
Tralasciamo il gioco con la palla, col vecchio e insostituibile ‘Super santos’ si faceva e si fa di tutto, calcio, pallavolo solo con i passaggi sia in acqua bassa che in spiaggia, rugby popolare etc.
I più piccoli erano e sono ancora legati allo scavo di buche fino a "trovare l'acqua"! Un passatempo classico e intramontabile che ancora oggi tiene testa alla concorrenza di giochi da spiaggia indubbiamente più moderni ma meno affascinanti è quello di Paletta, secchiello e rastrello. Il "kit" essenziale di ogni bambino nelle sue prime esperienze di vita in spiaggia ha rappresentato, per ognuno di noi, importanti strumenti attraverso i quali esprimere il proprio estro creativo in un rapporto del tutto esclusivo tra fantasia e ambiente circostante, la sabbia, il mare. Con la paletta e il secchiello in mano si diventa tutti un po' artisti, e persino "ingegneri e architetti" costruttori dei mitici castelli di sabbia, tanto affascinanti e apprezzati da vantare sulle spiagge italiane numerosi concorsi di realizzazione. Piccoli costruttori improvvisati, dunque, o semplicemente dediti a sfornare pezzi di varia fattura con le mitiche "formine" o "stampini" a forma di stella, fiore, animali e via di seguito.
Un altro di quei giochi per tutte le stagioni che si praticava in spiaggia, e non solo, era quello con le "Palline Clic Clac", dette anche ‘spacca polsi’ e difatti furono ritirate dal mercato per la pericolosità.
A carte si giocava e si gioca la sera, dopo il bagno pomeridiano, quando il sole comincia a tramontare ma l’ombrellone si lascia sempre aperto perché come si dice in gergo ‘cala il sereno’ e l’umidità sulla testa fa male.
Un consiglio, godetevi il mare, prendete il sole e soprattutto non portate anche in spiaggia il vostro PC portatile e l'ormai inseparabile chiavetta per connettervi ad Internet. Se potete spegnete anche tutti i vostri cellulari.
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