Casa Italia, Pechino, conferenza stampa di apertura della squadra olimpica italiana di atletica leggera.
Il presidente federale Franco Arese, in compagnia del DT Nicola Silvaggi, ha incontrato i giornalisti accreditati ai Giochi, esponendo, tra le altre cose, intenzioni ed aspettative. "Mi sono gustato i primi giorni di Olimpiade da casa - le parole del numero uno FIDAL -, alzandomi anche in piena notte per le finali del nuoto, e devo dire che è davvero un grande spettacolo. Siamo fortunati, noi che viviamo il mondo dello sport; le immagini da Pechino riportano un'atmosfera di festa, decisamente in contrasto con quelle provenienti da altre parti del pianeta".
Il primo ringraziamento va al CONI: "Ha creato ottime condizioni di preparazione, e ci ha accompagnato al meglio in questi lunghi anni di lavoro. La squadra è numerosa, è vero, ma perché questi atleti hanno tutti ottenuto i limiti di ammissione richiesti, equivalenti a prestazioni di livello internazionale”.
L’obiettivo che pone
il presidente è chiaro: “Vorrei soprattutto che aumentassero i finalisti di Atene. Quattro anni fa portammo cinque atleti nei primi otto, compresi i tre medagliati. In questa occasione, auspico che il numero possa crescere”.
Sulla questione medaglie, Arese è stato chiaro: “Abbiamo degli atleti in grado di puntare al podio, è chiaro. Non vuol dire che tutti riusciranno a salirci, ma insomma, abbiamo le nostre chances. Ho fiducia in Howe, ha lavorato seriamente malgrado la stagione difficile, e ha dimostrato tante volte di saper esprimere tutto il suo talento. Ho incontrato Alex Schwazer a Saluzzo qualche giorno fa, e quando gli ho chiesto che intenzioni avesse, mia ha risposto: 'Voglio vincere'. Credo che questo tipo di approccio sia importante nell’atletica di oggi, avere le idee chiare può aiutare a fare la differenza”.
Non solo loro, però: “La Di Martino ha dimostrato di avere qualità tecniche ed agonistiche
straordinarie, merita pieno supporto. Così come sono da considerare uomini di primo piano Ivano Brugnetti e Stefano Baldini, i nostri due campioni in carica. Il maratoneta non è nella forma di Atene, è vero, ma sa come comportarsi in gara, e in queste condizione non è una spetto da trascurare”.
Poi, l’invito agli atleti: “Mi aspetto che tutti diano il massimo, e che riescano ad esprimersi vicino ai propri limiti nell’occasione più importante. Impegno, agonismo, voglia di lottare: poi, il campo sarà l’ultimo giudice”.
Nicola Silvaggi ha relazionato sull’andamento della preparazione. “Hanno lavorato tutti nel migliore dei modi. La squadra è tranquilla, serena, tutti hanno anche assorbito il disagio del fuso orario, ci sono le premesse per fare bene”. Sul fronte medaglie, Silvaggi se la cava con una battuta: Io vorrei vincerne tante, figuriamoci. Ma sarà molto difficile, bisogna rendersene conto”.