C'è un po' d'Italia nei successi di Phelps. Il campione del nuoto divora pasta e pizza

12 agosto 2008
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La pasta, uno dei simboli più noti del made in Italy, è un elemento chiave nella dieta degli atleti, come lo stesso Michael Phelps ha raccontato dopo il terzo oro in questi Giochi. Insieme al pane e alla pizza, rappresenta una ottima fonte di carboidrati: la digestione e l'assorbimento sono rapidissimi - spiega il nutrizionista Carlo Cannella, dell'Università La Sapienza di Roma. L'attività sportiva richiede sforzo fisico intenso - aggiunge l'esperto - e
comunque il dispendio di molto zucchero che è contenuto nell'amido dei cereali.

Per far contenti i cinesi anche il riso andrebbe bene. Il glucosio che si libera dalla scissione dell'amido è il miglior carburante per i muscoli. Così si comprende come le diete iperproteiche non vadano bene per gli atleti. Gli atleti - aggiunge Cannella - hanno bisogno di immagazzinare il glicogeno nelle riserve dei muscoli e del fegato, e svuotarle riattivando la pompa del glicogeno. Per questo è differente l'alimentazione in allenamento e in gara.

Ecco alcune proprietà della pasta: è preziosa per fibra e carboidrati. L'amido, in particolare, è un carboidrato complesso che, una volta digerito, viene assorbito come zucchero semplice (glucosio) e inviato alle cellule. Ricca di vitamine del gruppo B, di ferro, ha di per sè poco sodio e non contiene colesterolo. Chi consuma regolarmente la pasta ha un livello più basso di trigliceridi nel sangue rispetto a chi trascura questo alimento; se consumata con un condimento semplice, una porzione di pasta da 80 grammi non fornisce più di 400 kcal e garantisce un senso di sazietà che dura a lungo.

Fonte: ansa
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