Quell'ultima, maledetta freccia, brucerà nell'orgoglio di Mauro Nespoli almeno fino alle prossime Olimpiadi quando, forse, potrà dimenticare di aver tinto d'argento le medaglie italiane, anziché d'oro. Il ventitreenne aviere di Voghera, al suo esordio olimpico, ha sbagliato l'ultimo tiro, proprio quando la squadra italiana di Marco Galiazzo e del capitano Ilario Di Buò, aveva agganciato gli strafavoriti coreani con una clamorosa rimonta. "Nell'arco a squadre diciamo che le frecce sono senza nome, ma quella dell'errore la sento mia eccome". La sua freccia si è conficcata nel cerchio rosso da 7 punti, anziché in quello dal diametro di dodici centimetri che di punti ne vale dieci. Mezzo palmo più in là e l'Italia sarebbe sul tetto del mondo. La giornata comincia male per gli azzurri. E soprattutto per Nespoli.
Contro il Canada esordisce con un 6, segno che la tensione si fa sentire. Non che sia facile colpire un bersaglio a 70 metri di distanza, ma a questi livelli i tiri dentro il cerchio giallo (9 o 10 punti a seconda della precisione) sono più frequenti di quelli fuori. Gli italiani però si riprendono presto e nella terza voleé (serie da sei frecce per team) agguantano i canadesi, per poi vincere 219 a 217, nonostante un 8 finale di Galiazzo, l'unico per l'olimpionico per il resto della giornata colpirà solo 'gialli'.
Partenza sofferta anche contro la Malesia: all'inizio della terza voleé l'Italia è un punticino sopra, complice un altro 7 del solito Nespoli. Poi, un 6 di uno dei tre malesiani apre la strada alla vittoria azzurra: 218 a 213. L'Italia approda in semifinale. Per assicurarsi il podio bisogna battere gli ucraini. Gli azzurri partono in quarta con un doppio 10 del duo Galiazzo-Di Buò e un 8 di Nespoli. Ma il finale è un crescendo dell'esordiente che chiude con un doppio 10, mentre il capitano (sei Olimpiadi alle spalle) infilza per due volte il rosso da 8: l'Italia, con 223 punti a 221, è in finale. Nella sfida per l'oro la Corea parte fortissimo: Dong-Hyun Im, Chang-Hwan Lee e Kyung-Mo Parkk piazzano un triplo 10. Gli azzurri rispondono bene: Galiazzo e Di Buò infilzano due centri. Ma ancora una volta è l'esordiente a farsi prendere dall'emozione: prende un 'rosso' da 7 punti.
Nella seconda serie gli italiani recuperano un punto. Ancora una volta grazie a due centri perfetti dell'olimpico e del capitano; Nespoli piazza un tiro da 9 punti, mentre i coreani colpiscono un 10 e un 8. Le due prime voleé dei coreani sono comunque impressionanti: su 12 tiri sbagliano solo due volte; e di un soffio. Gli italiani arrancano e restano in gara solo grazie all'esperienza dell'oro di Atene e del capitano che raccolgono 40 punti in 4 colpi. Nella terza voleé, però, nel muro coreano si intravede qualche crepa. Di pochissimo, ma sbagliano anche loro: colpiscono cinque volte il 9 in sei tiri, consentendo agli azzurri di riprendersi anche grazie ad un fantastico triplo 10. Stavolta anche Nespoli imbrocca una tripletta perfetta. Il finale è al cardiopalma: la Corea è nervosa e nella prima serie dell'ultima voleé centra un triplo 9; gli italiani ci credono e colpiscono due volte il cerchio più piccolo ed una volta, stavolta con Galiazzo, quello da 9. L'Italia agguanta al Corea: è 199 pari. Siamo all'ultima serie: iniziano gli italiani. Galiazzo piazza un 9, il capitano Di Buò uno straordinario 10. Tocca a Nespoli. "Tira come sai", gli dice il campione olimpico.
L'aviere sembra sicuro, ha voglia di infilarsi l'oro al collo: "Non ho sbagliato per paura, ma semmai per troppa foga", dirà poi ai giornalisti. Carica l'arco, ma quando rilascia capisce subito di aver tirato alto ("lo senti dal rumore quando sbagli"). Ha ragione: la freccia si infila nel cerchio rosso, sono solo 7 punti. Pochi contro i coreani che ritrovano il sangue freddo e con un 9, 10, 9 si riprendono l'oro. "E' stata una freccia pesante e amara", racconta rammaricato Nespoli che, correttamente, si assume subito la responsabilità della sconfitta. I compagni di squadra lo consolano. Ridono, scherzano e gli fanno i complimenti: "E' stato bravissimo", dice Di Buò (tenterà di andare alla sua settima Olimpiade: "L'avevo promesso in caso di medaglia"). L'oro olimpico Galiazzo è serafico, come sempre: "Sono stati aiutati dal tifo da stadio, ma siamo lì a giocacela coi migliori del mondo". Nespoli, l'esordiente, è comunque felice: "Sono contentissimo per questo argento alla prima Olimpiade". Intanto, sul podio, persino il volto del gelido Park, che nonostante il cielo grigio di Pechino si ostina a tenere gli occhiali da sole, si solca di lacrime.
di Federico Galimberti