L'immagine di Pechino nei primi giorni dei Giochi Olimpici, parla di una città preoccupata per la grande prova che sta vivendo, ma al tempo stesso desiderosa di mostrare al mondo intero la sua immagine più vera, viva, dinamica, che è quella di una popolazione che, pur oppressa da ansie e incertezza, non si lascia fiaccare, ma anzi dalle proprie angosce riesce a trarre la carica per affrontare le sfide che l'attendono. E' questa l'immagine di Pechino che emerge da un'indagine
Censis sulle paure globali in 10 metropoli del mondo, che verra' presentata dal 24 al 26 settembre in occasione del World Social Summit della Fondazione Roma dedicato alle paure planetarie. Secondo il sondaggio la maggiore paura e' quella che si verifichi un disastro naturale, come il recente terremoto che ha colpito il Paese (71,2%), ma al secondo posto, c'è la paura di restare vittima di un attentato terroristico (61,8% del campione).L'indagine Censis-WSS, condotta tra la fine di giugno e gli inizi di luglio su un campione rappresentativo di Pechinesi, mostra comunque una Pechino euforica, in fiduciosa attesa del grande evento.
Eppure, analizzando in profondità le tensioni presenti nell'animo di una popolazione che si trova al centro dell'interesse mondiale, e per questo più vulnerabile rispetto al rischio di possibili atti dimostrativi, si scopre una citta' piu' impaurita di quanto non voglia far apparire. Impaurita innanzitutto dal rischio del ripetersi di eventi che hanno da poco lasciato il segno. Il 71,2% dei pechinesi dichiara infatti di avere paura che si possa verificare un disastro naturale, come il recente terremoto che ha colpito il Paese: una paura questa avvertita soprattutto tra gli anziani e tra le donne. Al secondo posto, vi sono la paura di restare vittima di un attentato terroristico (61,8% del campione), seguita da quella di essere vittime di epidemie di massa o intossicazioni alimentari (58,4%), come è stata la sars qualche anno fa.
A fianco tuttavia a paure esterne, che nascono dall'esistenza di rischi oggettivi, o da esperienze vissute se non in prima persona, forse indirettamente, vi sono anche paure legate all'estrema dinamicità, intraprendenza e protagonismo mostrato dal sistema produttivo locale. Nella capitale del Paese che più sta mettendo paura all'Occidente, per la sua competitivita' e grande forza concorrenziale in tutti i settori si ha paura che ''il sogno si interrompa'' e i vari strati della popolazione temono di non riuscire a rimanere agganciati alla locomotiva che li sta trainando: sono infatti il 57% i pechinesi che affermano di avere paura di non riuscire a cogliere le opportunita' di crescita, economica e sociale che oggi ci sono, e di avere paura di ''restare indietro.