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Il Mangiathlon: uno sport estremo davvero singolare...

di Maurizio Crispi
06 agosto 2008
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Nel variegato mondo dello sport ne possono succedere di tutti i colori. Prendono piede le discipline sportive più diversificate, da quelle che richiedono l'apprendimento di abilità tecniche particolarissime, a quelle in cui prevale la dura fatica o il confronto con difficoltà estreme (come, ad esempio, correre nel deserto in condizioni di autosufficienza, oppure scalare una montagna altissima, sapendo bene che la posta in gioco potrebbe essere molto elevata).

Di tutto e di più.
Sembra che il motto che si cerca di seguire sia "Estremo e rischioso è bello". Sarebbe molto interessante approfondire un'indagine sociologica sui motivi più profondi che spingono molti ad intraprendere attività fatiganti o rischiose, in cui ci si muove davvero sul filo del rasoio.

A dire il vero, alcuni lo hanno già fatto come il sociologo france Le Breton.

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In ogni caso, uno degli elementi portanti dello sport è il confronto: o quello diretto con l'avversario, oppure quello "in differita" in cui l'impresa si tenta in solitaria ma dove, comunque, si cerca di superare un record, un primato, una migliore prestazione stabilita in precedenza da qualcun altro.
Per contro, se c'è il confronto con gli avversari, c'è sport e c'è agonismo (inteso nel senso di "lotta"): ed è così che attività apparentemente "statiche" possono essere rubricate come sport. Per esempio, in una vecchia "Enciclopedia dello Sport" pubblicata nei tardi anni Sessanta, tra gli sport trattati con singole voci monografiche figuravano anche il gioco degli scacchi o il bridge.

Non biogna nemmeno dimenticare, peraltro, che una delle pù forti radici dello sport è il gioco, l'altra è la guerra.
Tutto questo preambolo spiega i motivi per cui una società sportiva rinomata per le sue intense attività organizzative nel territoio di Rimini e provincia (il Golden Club), promuova da anni una singolare conmpetizione denominata "Mangiathlon" in cui alcuni avversari (grandi mangiatori di base) si confrontano sulla quantità di cibo che riescono ad ingurgitare in un tempo limite dato.

Come si fa a stabilire chi sia il vincitore?

Non è sufficiente effettuare misurazoni sulla quantità di cibo ingurgitato, sulle portate che sono state servite oppure sulla velocità con cui sono tate "spazzolate" (anche se il cronometraggio di ogni singola prova è di prattica, perchè anche il tempo di consumo riveste una sua importanza), ma ci si riferisce al dato più inoppugnabile che è quello dell'incremento ponderale subito da ciascun concorrente dall'inizio della gara alla sua conclusione, quando si sente il suono rituale del fischietto del giudice di gara.

Ciò presuppone che gli avversari effettuino una pesata pre-gara, per stabilirne in modo inoppugnabile le condizioni ponderali base.
E' chiaro che qui non c'è alcuna gioia (o piacere) nel mangiare, nè alcuna regola del galateo da seguire.
Gli avversari sono obbligati per regolamento a mettere in mostra un'ancestrale natura ferina ed animalesca.

Infatti, sono bandite le posate ed è del pari vietato l'uso delle mani: per regola di gara, bisogna mangiare, usando solo la bocca, quindi grufolando direttamente nel piatto..

La capacità di sopportare di insozzarsi il volto e gli biti di cibo fa parte delle qualità richieste ai partecipanti.
Questo tipo di competizione dimostra in modo esemplare che - come dicevo prima - nel campo dello sport, ce ne è davvero per tutti i gusti.

Contenti loro!!!
Ma ecco di seguito la notizia che riguarda lo svolgimento del recentissimo Mangiathlon riminese, svoltosi solo pochi giorni fa (il 31 luglio, per l'esattezza).
Dall'elencazione (e descrizione) delle diverse prove che i concorrenti si sono trovati ad affrontare si comprende bene che la sfida è stata degna di Gargantua e Pantagruel, ma in ogni caso vi si riconosce un sapore tipicamente romagnolo (e forse anche felliniano).

Guardando alle descrizione delle diverse "prove", si può ben dire: "Non importa quello ch mangi, ma quanto mangi!".



La grande notte del Mangiathlon Tricolore: un trionfo per Frenkybello

Nella notte di venerdì 31 luglio si è consumata un’altra “Mangia-impresa”, l’ennesima in questi dodici anni in cui il Golden Club Rimini raggruppa attorno ai tavoli del ristorante "La Casa Colonica" di via della Fiera a Rimini i più voraci mangiatori in circolazione. Il campione assoluto del Mangiathlon Tricolore 2008 è il ravennate Franco Camerini detto "Frenkybello" che ha sbaragliato al fotofinish l’agguerrita concorrenza ingrassando la bellezza di 7,300 chilogrammi dall’inizio alla fine delle ardue prove di questa competizione che meriterebbe, senza tema di smentita, di finire nel programma olimpico degli imminenti Giochi di Pechino.
Fatta questa premessa ricordiamo che la gara ha visto sfidarsi 8 super mangiathleti e che, sul podio, sono finiti anche "Il Duca" alias Glauco Natali e Davide Faenza in arte e di fatto "Bagoin", cresciuti rispettivamente di 7,2 e 4,4 chilogrammi.
Riscaldamento - Ogni concorrente era giunto al ristorante Casa Colonica con i tifosi al seguito trasformandola in una arena di mangiatori. I mangiathleti dopo la pesatura si sono preparati alle tremende prove speciali con un riscaldamento a base di profumati crostini.
1 fiamminga di Tagliatelle al ragù - Dalla prima prova speciale si è capito subito che si trattava di un confronto spettacolare ed equilibrato all’ultimo boccone. Nella fiamminga di tagliatelle al ragù” si è registrato un ex-equo fra il Duca e Frenkybello che hanno stabilito il nuovo record gara in 35”68 quello precedente di 41”65 apparteneva al toscano Pupo “Manuele Pupilli” che resisteva dal lontano 2002. Alle loro spalle chiudeva Giangibar al secolo Gianluca Bortolucci in 1’ 40” 15.
10 Salsicce bollenti - Passando alle salsicce il più vorace è stato Frenkybello che si è sparato giù 10 morelli in 1’ 21”02 davanti al Duca che le spazzolava via in 1’57”71 e a GiangiBar in 3’ 39” 92. Sulle salsicce si registravano gli abbandoni di “Dinosauro” Dino Nicoletti e “Ultrarun” Bruno Tacchi.
5 uova sode - Nel terzo tempo della gara “5 uova sode” ancora un alloro per Frenkybello che le strozzava in 29”04 alla media di 6” a uovo davanti al Duca che chiudeva in 34”74 e a Giangibar 1’ 30’20”. Sulle uova cadeva “Mastrolindo” Andrea Casotti.
1 Filone di Ciambella -
All’ultima prova approdavano in cinque: Frenkybello, Duca, Giangibar, Bagoin e Ruspa “Davide Migani”. Sulla ciambella il Duca (Campione in carica del Mangiathlon) sfoderava tutte le sue doti mangiatorie spazzolando via il filone di dolce in 2’ 03” migliorando il record che già gli apparteneva davanti al tosto e agguerrito rivale Frenkybello che chiudeva in 2’19”. Alle loro spalle Bagoin, con una tecnica puramente suina, ingurgitava il filone in 13’19”15”. Nonostante i massaggi addominali si arrendevano Giangibar e Ruspa.
Verdetto - La bilancia decretava, a sorpresa, per appena 100 grammi il successo del ravennate Frenkybello “Franco Camerini” davanti al cesenate il Duca “Glauco Natali” e il riminese Bagoin “Davide Faenza”. Frenkybello sulla bilancia faceva registrare un peso finale di kg 180,300 con un incremento di kg 7,300 davanti al Duca 212 kg con un aumento di 7,200 chilogrammi ed infine Bagoin 82,200 kg più 4,4 kg.
Lo scettro d’incremento di peso rimane nelle mani del Duca con kg 7,9 stabilito nella scorsa edizione.
Per tutti gli altri, per i mangiathleti non competitivi, è stata una piacevole serata nel corso della quale hanno potuto ammirare all’opera degli autentici campioni.
E l’appuntamento è già stato lanciato, per il 13° Mangiathlon, nell’estate 2009.


Golden Club di Rimini - per info: 328-4659162; www.golden-club.it

 

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