Ebbene sì, se a qualcuno sembra che sia tanto di moda correre la maratona, sappiate che oggi sono sempre più diffuse le ultramaratone; cioè tutte quelle gare che si corrono su distanze superiori alla più tradizionale tra le gare podistiche, in un'infinita varietà: ci sono le gare di 50 km, di 100km, di 100 miglia (l'equivalente di circa 160 km), quelle di 200 miglia. Poi ci sono le gare "a tempo": quelle in cui si corre per un dato tempo e vince chi - in quell'intervallo - ha coperto più chilometri. E quindi: le 6 ore, le 8 ore, le 12 ore podistiche, per arriare all'impegno più severo delle 24 ore podistiche, delle 48 ore, della 6 giorni.
Quest'anno (2008) sono partiti in 14 e, a tutt'oggi, sono arrivati solo i primi 3 atleti, mentre s’è ritirata l'unica donna presente, Suprabha Beckjord.
A vincere dopo 44 giorni e 4 ore (con una media di 113km al giorno) il finlandese Asprihanal Aalto che ha all'attivo una miglior prestazione pari a 43 giorni e 4 ore che risulta essere anche la seconda miglior prestazione mondiale all-time.
A seguirlo lo slovacco Pranab Vladovic che ha concluso dopo 45 giorni e 19 ore (che, aggiornando quella precedente di 46 giorni e 14 ore, è adesso la sua nuova miglior prestazione.
Sul terzo gradino del podio, l'esordiente australiano Grahak Cunningham, con 46 giorni e 20 ore.
Se a qualcuno che ha dimestichezza con il podismo dovesse interessare una simile esperienza, basti pensare che è come dover correre una gara come la 100 km del Passatore (una delle più famose 100 km in Italia e nel mondo, per 50 giorni di seguito!
La sfida è aperta: tra l'altro ancora nessun Italiano si è cimentato in questa avventura così estrema.
Maurizio Crispi