''Non ho preso nulla, dottore'': Cosi' si difende Andrea Baldini, questa mattina, durante una telefonata con il medico federale Antonio Fiore dopo essere stato trovato positivo all'antidoping.
Per lui, quelle di Pechino, sarebbero dovute essere le Olimpiadi della consacrazione. E invece i giochi a cinque cerchi del 2008 finiscono ancor prima di iniziare, con la macchia indelebile del doping. Il 23/enne fiorettista di Livorno (membro della squadra dell'Aeronautica Militare Italiana), leader nella Coppa del Mondo 2008, è risultato positivo ad un diuretico, durante gli ultimi campionati europei di Kiev, che gli costa l'esclusione immediata dalla squadra azzurra.
Sarà il bresciano Andrea Cassarà a prendere il suo posto nella prova del fioretto individuale. Cassarà, campione europeo in carica, ha già conquistato una medaglia d'oro ai giochi olimpici, nella prova a squadre del fioretto ad Atene 2004.
Baldini arrivava a queste olimpiadi come uno dei grandi favoriti per la corsa all'oro. Una carriera fulminante quella del toscano, che a Pechino andava a caccia della sua prima medaglia olimpica. Due volte campione d'Europa, nel 2005 a squadre e nel 2007 nel fioretto individuale, Baldini ha sfiorato più volte il colpo grosso ai campionati del Mondo, finendo secondo nell'individuale sia a Torino nel 2006 che a San Pietroburgo nel 2007, ma centrando il titolo iridato nella gara a squadre di quest'anno, proprio a Pechino.
L'esplosione del fiorettista toscano arriva a soli 19 anni, nel 2005, quando giunge poi terzo ai campionati europei (oro nella prova a squadre) guadagnandosi la conferma per il campionato mondiale di Lipsia, dove arriva secondo nella competizione a squadre e sesto in quella individuale.
Il 2006 è l'anno della conferma: terzo nella classifica generale di Coppa del Mondo, conquista l'argento individuale in ottobre al campionati mondiale di Torino dove viene sconfitto in finale dal tedesco Peter Joppich e rimedia anche bronzo nella competizione a squadre. Nella Coppa del Mondo del 2007 dopo una partenza lenta infila una serie di risultati che lo portano alla vittoria finale: vittoria a Seul, secondo posto a L'Avana, terzo a Bonn, Espinho e Il Cairo.
Ai Mondiali di San Pietroburgo l'oro gli sfugge ancora (battuto nuovamente da Joppich), ma a consolare il livornese nello stesso anno arriva il titolo europeo individuale, battendo 15-13 il tedesco Benjamin Kleibrink, secondo a meno di venti punti nella Coppa del Mondo dello stesso anno. L'anno olimpico sembrava cominciato con i migliori auspici per l'azzurro, con la leadership in Coppa del Mondo e l'oro a squadre ai campionati mondiali di Pechino, poi la delusione agli europei di Kiev con un deludente quinto posto e infine questa positività al doping che lo elimina dai giochi ancor prima del via.
SCARSO: PER BALDINI RAMMARICO E STUPORE Rammarico e stupore nelle parole del Presidente della federazione scherma italiana Giorgio Scarso. "Pur riconoscendo la correttezza sempre manifestata in passato dall'atleta, il quale nel corso della stagione è stato già sottoposto a decine di controlli antidoping - ha spiegato - Esprimo grande rammarico e stupore per quanto evidenziato dal controllo antidoping".
Nell'ottica di fornire all'opinione pubblica e al mondo schermistico nazionale ed internazionale la più ampia trasparenza di comportamenti, il presidente Scarso, ha altresì richiesto alla Procura Federale della Fis, di aprire un'immediata inchiesta al fine di accertare eventuali responsabilità di altri tesserati, laddove venisse confermata la positività di Baldini anche alla controanalisi.