''L'orgia? Tutto vero, tranne la storia del nazismo. Chi mi critica pensa che il sesso sia solo quello classico, ma non e' cosi'. Mia moglie si e' arrabbiata, ma non divorzieremo. Presto saprete il nome di chi ha voluto incastrarmi''. Il presidente dalla federazione automobilistica internazionale, Max Mosley, si confessa e allo stesso tempo attacca in una intervista alla Gazzetta dello Sport parlando della vicenda dello scandalo a luci rosse, del presente e del suo futuro a capo della Fia: ''Con Ecclestone e' tutto risolto, ma non mi ricandidero' a ottobre 2009, alla fine del mio mandato''.
Non sarebbe stato piu' dignitoso dare le dimissioni appena scoppiato lo scandalo? ''Non l'ho mai considerato - spiega Mosley - Visto la falsita' della colorazione nazista ho pensato a contrattaccare. La Fia mi ha appoggiato: non avessi avuto il voto favorevole, me ne sarei andato''. Grandi case come Bmw, Mercedes, Toyota e Honda hanno pero' avuto parole dure.
''Ma senza che nessuno sentisse le mie ragioni - ribatte il n.1 della Fia - Non ho ricevuto neppure una telefonata. Messo in croce senza conoscere i fatti''. La Ferrari invece e' sempre stata prudente appoggiandola...''Si' - ammette Mosley - Lo hanno fatto anche Berger, Mateschitz, Frank Williams, Mallya...''. E' vero che Ecclestone l'aveva ammonita sin da gennaio, informandola che qualcuno stava cercando il modo di incastrarla? ''Certo. Anche il capo della polizia di Londra mi disse la stessa cosa. Bernie mi ha persino fatto il nome di una persona sospetta non distante dalla F.1. Vedremo, presto si sapra' ''.