Un addio che ha il sapore dell'arrivederci. Un Tour de France sempre più aperto, con ancora cinque corridori in poco più di un minuto a giocarselo fino alla fine e con Schleck che conserva il giallo anche dopo la 16/a tappa vinta dal francese Dessel, lascia l'Italia che ha regalato alla corsa francese calore e amore, nonostante non si sia ancora spento l'eco della positività di Riccardo Riccò. Comunque vada a finire la 95/a edizione della corsa francese sarà ricordata come una delle più equilibrate di sempre. La picchiata verso Jausiers, antipasto dell'Alpe d'Huez, ha parlato francese, con la voce di Cyril Dessel. Il trentatreenne dell'Ag2r-La Mondiale ha conquistato la seconda delle tre tappe alpine battendo in volata i tre compagni di fuga: secondo il connazionale Sandy Casar, terzo lo spagnolo David Arroyo.
Prima affermazione alla Grande Boucle per il corridore di Rive, la quarta del 2008. La durissima tappa con Colle della Lombarde e della Bonette vive sull'attacco iniziale di Lemevel, Voeckler e Schumacher, con quest'ultimo che resta da solo all'inizio della Lombarde. Una trentina di corridori, tra i quali Cunego e il gruppetto che é giunto al traguardo, si gettano all'inseguimento mentre la maglia gialla Frank Schleck lascia fare. Il tedesco della Gerolsteiner, vincitore della crono di Cholet, è protagonista di un'azione solitaria che si conclude a poco meno di tre chilometri dalla cima della Bonette. Ai piedi dell'ultima salita, Schumacher ha undici minuti sulla maglia gialla, circa quattro sul gruppetto degli inseguitori. La prima flessione importante è quella di Damiano Cunego. Il veronese della Lampre cede a circa otto chilometri dalla vetta perdendo progressivamente il vantaggio sul leader, così come il tedesco in fuga che viene raggiunto a tre dallo scollinamento. I migliori sono tutti insieme: la fortissima Csc detta il ritmo con Sastre, sempre incaricato di testare le gambe degli avversari con qualche scatto, e Andy Schleck, vero metronomo della formazione.

Ma la faccia della sedicesima tappa è quella del sudafricano John-Lee Augustyn. Il corridore della Barloworld allunga a meno di un chilometro sul gruppetto di Dessel, Arroyo, Casar, Popovych, Hincapie e si toglie la soddisfazione di scollinare in solitaria sul tetto del Tour de France (2.800 metri). Augustyn inizia la picchiata verso Jausiers, ma sbaglia a impostare una curva verso destra e finisce nella scarpata perdendo la bicicletta. Dal cielo alla polvere, ma niente di grave e il sudafricano può concludere la corsa. Nella discesa, la maglia gialla è guidata dalla squadra e giunge al traguardo con i migliori. Tutti presenti tranne il russo Denis Menchov e il lussemburghese Kim Kirchen, per loro un ritardo da Schleck superiore ai trenta secondi. Per quanto riguarda Riccò sono di oggi le dichiarazioni pubblicate da 'Le Monde', con il corridore modenese che ha negato di aver assunto Epo nel corso dell'interrogatorio subito dopo il fermo: "Ho preso soltanto vitamine. Le iniezioni me le ha fatte unicamente il medico della squadra, per farmi recuperare". Al rilievo riguardante la sua positività, Riccò risponde: "é impossibile, farò le controanalisi, non ho alcuna spiegazione, può darsi che le controanalisi dimostrino che non è vero". Intanto in un clima da carnevale fuori stagione, con i carri pubblicitari della carovana gialla al posto di quelli allegorici, ma senza Sarkozy che all'ultimo ha annullato la sua visita, il Tour de France ha festeggiato a Cuneo, la partenza della 16/a tappa, con migliaia di appassionati e cittadini in bicicletta (o a piedi) in movimento fin dall'alba per raggiungere il grande palco allestito in piazza Galimberti, dove tutti i corridori sono sfilati alle 11 per la punzonatura, offrendosi agli applausi dei tifosi.
E' probabile che anche l'edizione del 2010 passi nuovamente in territorio piemontese, con un possibile arrivo a Pinerolo. Domani la tappa più attesa di questo Tour de France. Il Galibier, la Croix de Fer e l'arrivo in salita all'Alpe d'Huez, per un totale di 210 chilometri, potrebbero essere i giudici della corsa e non saranno ammessi passaggi a vuoto. L'ultimo a vincere sull'Alpe d'Huez fu proprio Frank Schleck nel 2006: i pretendenti sono avvertiti.