Più forte del maltempo, più resistente degli scandali sul doping. E' davvero grande la passione per il ciclismo e per il Tour de France, che dopo nove anni ha fatto capolino in Italia. Centomila persone, in auto, in bici e persino a piedi, si sono riversate sui tornanti di Prato Nevoso (Cuneo), a 1.440 metri d'altezza sulle Alpi del monregalese. Una grande festa, iniziata ieri sera con la notte 'gialla' di Cuneo, che ha riconciliato le due ruote alla sua gente.
"Un po'
di delusione per faccenda di Riccò c'é, ma il Tour resta la corsa più bella del mondo", sostiene Jacques Damiano. Per seguire la Grand Boucle è arrivato dalla vicina Francia. E come lui hanno fatto migliaia di suoi connazionali, mescolati ai tifosi italiani in nome del ciclismo. L'amore per questo sport ha fatto restare sotto la pioggia, a temperature tutt'altro che estive, tifosi provenienti dal resto del Piemonte e dalla vicina Liguria, ma anche dalla Lombardia, dalla Toscana e persino dalla Germania. Tutti incappucciati nei loro impermeabili colorati, lungo i curvoni che dai 2.748 metri del Colle dell'Agnello, in valle Varaita, hanno portato la corsa gialla a Busca e a Cuneo, fino al traguardo in salita. Una tappa per scalatori, "le più belle per chi ama questo sport", dice Alfonso, un tifoso toscano che stringe al fianco una bici da corsa rossa fiammante. "Aspettavo questo momento dal 1999 - aggiunge - quando il Tour era arrivato al Sestriere.Era proprio ora che si rifacesse vedere in Italia". E martedì si ripete. Dopo il riposo di domani, il primo oltreconfine nella storia della corsa francese con tanto di festa di gala al Castello di Racconigi, martedì il torpedone ripartirà da Cuneo. "E noi saremo di nuovo lì", dice papà Lodovico stringendo la mano ai suoi due figli, Francesco e Gustavo. "Eravamo in vacanza in Liguria - dice - e abbiamo fatto un salto quassù per vedere da vicino il nostro sport preferito". Dietro di lui si intravede la lunga fila dei camper, oltre 300, saliti da queste parti già ieri sera. "Per scendere a valle ci vorrà del tempo - dice il proprietario di uno di questi bestioni con le ruote - ma ne valeva la pena".
IN ITALIA VINCE GERRANS, F. SCHLECK IN GIALLO
Il Tour de France sconfina in Italia, ma sul traguardo di Prato Nevoso (Cuneo) si presenta per primo un australiano. E' Simon Gerrans, che ha trionfato in una tappa dove nessuno lo aspettava. Gli oltre 100 mila tifosi assiepati lungo il tracciato aspettavano Riccardo Ricco', che e' gia' stato spedito a casa dalla nota positivita' al doping, o comunque speravano nell'impresa dell'unico italiano in grado di firmarla, Damiano Cunego. Il capitano della Lampre, che nel corso della tappa e' pure finito a terra (ma senza conseguenze), sull'ultima salita, ha gettato la spugna, salutando forse definitivamente il podio della Grande boucle. Per un australiano che ride, un altro che piange, anche se solo fino a un certo punto.
Le lacrime (finte) sono quelle di Cadel Evans, che ha dovuto cedere la maglia gialla al lussemburghese Frank Schleck e alla fine si e' dovuto accontentare di scalare un'altra posizione nella graduatoria generale, visto che e' stato scavalcato anche dall'austriaco Kohl, protagonista sull'ultima salita. E' stata una giornata, la prima trascorsa in Italia dalla carovana del Tour, che ha offerto due corse parallele: una valida per la vittoria di tappa, l'altra per quella del Tour.
Ma e' stata anche una giornata caratterizzata da una lunga fuga avviata dopo 12 km da Egoi Martinez (Euskaltel), Jose' Luis Arrieta (Ag2r), Danny Pate (Garmin) e Simon Gerrans (Credit Agricole), che poi avrebbe vinto la tappa. E' stata la fuga vincente. Anche perche', non e' mai facile per nessuno nelle tappe in salita recuperare vantaggio che superano il quarto d'ora. E' stata anche una frazione caratterizzata dalle numerose cadute (una di queste ha procurato una frattura alla spalla allo spagnolo Pereiro). Damiano Cunego aveva messo davanti i propri compagni sul Colle dell'Agnello, ma alla fine non si e' fatto vedere.
Le sue gambe non hanno risposto quando la salita e' diventata dura, difficile e gli avversari hanno cominciato a pedalare con maggiore frequenza. Un po' meglio Vincenzo Nibali, ma anche lui alla fine e' giunto staccato all'arrivo. Qualcosa di meglio l'ha combinata il russo Menchov che, pero', e' stato fermato da una diabolica scivolata che gli ha tagliato le gambe. Ha recuperato, ma si e' accodato a Sastre e al sorprendente austriaco Kohl, fino all'arrivo di Prato Nevoso. La Csc ha vinto una battaglia, ma la guerra al Tour e' ancora lunga, dal momento che ci sono ben sei corridori compresi in appena 49''. Domani il Tour riposera', prima di affrontare la strada da Cuneo a Jausiers, 157 km di alta montagna con il Col de la Lombarde e la lunghissima ascesa alla Cime de la Bonette-Restefond (oltre 2.800 metri al 6,5 per cento di pendenza media), con 24 km di discesa fino al traguardo