Il sorriso di Ronaldinho sbarca a Milanello. Oggi il matrimonio con i rossoneri

16 luglio 2008
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Milan e Barcellona hanno raggiunto "un principio di accordo" per il trasferimento di Ronaldinho al club rossonero. Lo annuncia il Milan sul suo sito. Il brasiliano sarà oggi a Milano per le visite mediche e la firma di un contratto triennale.

 

 

DA GREMIO A MILAN EROE DUE MONDI Il sorriso di Ronaldinho sbarca a Milanello, dopo settimane di trattative, tra proclami e smentite. Da questa sera è ufficiale, il fuoriclasse brasiliano, quello che diverte e si diverte, che è allegria, danza e spettacolo, è un giocatore del Milan per il piacere non solo del presidente Berlusconi e dei tifosi rossoneri. Perché se è vero che Ronaldinho viene da due stagioni da dimenticare, in cui tra infortuni veri e presunti, ha giocato poco e male, rimane un campione in grado di vincere dappertutto, incantando anche i tifosi avversari, come il 19 novembre 2005 al Bernabeu, dove firmò due incredibili gol nel 3-0 che il Barcellona rifilò al Real Madrid, beccandosi una 'standing ovation' di tutto lo stadio. L'evento è rarissimo e solo Maradona, quando giocava nel Barcellona, ebbe l'onore di riceverlo prima di lui. Tutto il suo talento lo ha mostrato nel Barcellona, con cui ha trionfato due volte in campionato (2005 e 006) e nella Champions League del 2006, ma anche con la nazionale verdeoro con cui ha dominato il Mondiale del 2002: il Dentone di Porto Alegre mise il proprio timbro sul quarto di finale vinto contro l'Inghilterra, sorprendendo il portiere avversario Seaman con una punizione strana quanto micidiale, calciata da 35 metri.

Ronaldinho piace anche fuori dal campo. Fa tenerezza perché ha i denti come il coniglio Bugs Bunny, nel suo paese è diventato anche un personaggio dei fumetti, disegnato dal più celebre 'cartoonista' brasiliano, Mauricio de Sousa, piace perché emblema di un calcio che fa innamorare, anche nel mondo virtuale: quel pallone televisivo che sbatte contro una traversa e poi torna a lui, che lo rimanda contro quella traversa quattro volte, è gonfio di dubbi e perplessità: il clip sembra taroccato, nessuno riuscirebbe in una simile performance, ma forse i suoi piedi sono programmati per qualsiasi impresa. Ronaldo de Assis Moreira, conosciuto nel suo continente come Ronaldinho Gaucho (in Europa è solo Ronaldinho, per distinguerlo dall'altro asso brasiliano avviato alla fine della carriera e che a sua volta, quando vinse il Mondiale di Usa '94, veniva chiamato Ronaldinho perche' in nazionale c'era un altro Ronaldo, difensore centrale), è nato a Porto Alegre, città del sud del Brasile e seconda patria di Giuseppe Garibaldi dove si sono forgiati i Falcao, Batista, Renato Portaluppi (sempre grande in patria), Dunga ed Emerson, fino appunto a Ronaldinho ed ora Pato.

Da bambino comincia a giocare a 'futebol de salao', ovvero il calcio a cinque, più tardi si dedica ai campi in erba, per spirito di emulazione nei confronti del fratello Roberto, che poi diventerà suo procuratore e che da calciatore professionista sostenne un provino con il Torino. Quando durante una partita locale, alla tenera età di 13 anni, segna 23 gol i media si accorgono delle potenzialità del fenomeno, poi la sua reputazione cresce grazie ai suoi numerosi gol e alla dimostrazione di tecnica che porta il Brasile alla vittoria del Mondiale under 17 nel 1996-97. La carriera professionistica inizia nel Gremio, quando alla guida c'é Luiz Felipe Scolari, futuro ct brasiliano. Ronaldinho esordisce nella Libertadores nel 1998. Solo un anno più tardi approda in nazionale: esordisce il 26 giugno 1999, segnando al Venezuela. Il Brasile vincerà poi la Coppa America. Nel 2001 molti club europei vogliono portar via al Gremio il suo campione. Le inglesi sembrano le più interessate, ma Ronaldinho firma con i francesi del Paris Saint-Germain, sostenendo che per ambientarsi meglio in Europa "é meglio cominciare con un campionato meno difficile, come quelli di Francia o Portogallo".

Nel 2002 è tra i protagonisti del Mondiale nippo-coreano vinto dal Brasile e per questo il suo valore a livello internazionale sale molto. Nel 2003, dopo aver cercato di accaparrarsi David Beckham, che invece finisce al Real Madrid, il Barcellona riesce ad ingaggiare il Gaucho: non se ne pentirà, fino alla fine del 2006 quando qualcosa cambia nella testa del giocatore, che nel frattempo (2005) ha vinto anche il Pallone d'Oro: il suo rapporto con la società blaugrana arriva ai minimi termini nella stagione 2007-2008, con Ronaldinho, ingrassato, svogliato e pronto ad andarsene. Umile, sempre sereno, Ronaldinho ogni volta che calca un terreno di gioco sembra impersonare lo spirito puro e infantile del calcio. Sul campo Dinho parte sulla fascia e poi va al centro e poi dribbla, scatta, gol, torna indietro, accarezza il pallone, ci sale sopra, come fece anche contro il Milan nella Champions del '04-'05 regalando con una magia il 2-1 al Barcellona. Bellissimo anche un suo gol al Chelsea, sempre in Champions. Adesso quel pallone Ronaldinho lo accarezzerà a Milano, ma prima farà una sosta a Pechino per regalare al Brasile un'altra grande gioia.

Fonte: ansa
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