Due bacchettate sul leggio, l'orchestra suona; senza sbagliare un solo accordo. Un andante, un crescendo. Con la sola, piccola, eccezione della terza ed ultima sessione di prove libere della MotoGp, appannaggio dello spagnolo della Honda Daniel Pedrosa, Casey Stoner non ha steccato una sola nota. Sua la pole position del Gp di Germania, suoi i galloni di favorito di lusso al gradino più alto del Sachsenring. Grazie a un pilota consistente, poche parole e tanto gas, grazie ad una moto che, nelle sue mani, sembra uno Stradivari. E da quando la Ducati è tornata affilata come un rasoio, l'australiano non sbaglia un colpo. Impressionando la diretta concorrenza ad ogni uscita. Subito veloce, subito troppo veloce e terribilmente a punto. Per tanti, per tutti. Solo nelle qualifiche il missile rosso di Borgo Panigale sembra utilizzare un profilo più basso, riducendo consumi e prestazioni velocistiche. Come se volesse far vedere di cosa è capace per poi tornare a tarature più miti pensando alla corsa e ai soli 21 litri di carburante disponibili da bere, per lanciarsi dal semaforo alla bandiera a scacchi. Ecco perché dopo aver 'bastonerato' tutti nelle libere, infliggendo distacchi pesanti alla concorrenza anche sul circuito bonsai della Sassonia, Stoner e la Ducati hanno preceduto Pedrosa di tre decimi e mezzo di secondo nel turno ufficiale, Colin Edwards, buon terzo con la miglior Yamaha, di quattro e mezzo, Andrea Dovizioso di quasi sei decimi.
L'australiano ha demolito la precedente pole, firmata lo scorso anno da Pedrosa e dalla sua Honda ufficiale, di quasi sette decimi e mezzo. Non poca cosa. Negare che il canguro e la rossa sono pronti al tris di vittorie consecutive, dopo quelle di Donington e Assen, tra i cupi boschi di Dresda sarebbe una follia.
Ben lo sa Valentino Rossi che, al di là del settimo tempo in griglia - a quasi otto decimi da Stoner - ha dimostrato di avere un buon passo in condizioni di gara ma, nonostante tutto, sa di non poter aspirare al successo. Nelle intenzioni del pesarese della Yamaha, rallentato nelle qualifiche da assetti ed inconvenienti vari, c'é la corsa al podio. Aspira al gradino numero due, con lo spagnolo Pedrosa terzo incomodo. Di lottare nel finale con la Ducati, il re folletto non dichiara neppure la più remota delle possibilità. Meglio di Rossi hanno fatto anche Jorge Lorenzo, quinto, e Randy De Puniet. Proprio l'iberico, suo compagno di team, potrebbe dare una mano a Valentino.
Tredicesimo s'é piazzato uno stoico Loris Capirossi, penultimo l'imbarazzante Marco Melandri, giunto alla sua probabile penultima gara in sella alla Ducati.
Nella 250 ha firmato la pole Marco Simoncelli. Il riccionese, per la prima volta in gara con la Gilera in versione ufficiale, ha preceduto gli spagnoli Julian Simon (Ktam) e Hector Barbera (Aprilia). E' stato costretto al quarto posto il finlandese Mika Kallio, sbirillato nel finale del turno dal tailandese Wilairot.
Nella 125 s'é confermato in pole l'ungherese Gabor Talmacsi, davanti al britannico Bradley Smith, al tedesco Stefan Bradl e al romano Simone Corsi, in una prima fila tutta targata Aprilia.