Il ct dell'Iraq Adnan Hamad ha lanciato un appello alla Fifa ed al governo dell'Iraq affinche' trovino un accordo per le questioni politico-sportive che hanno portato allo scioglimento della federcalcio locale e alla decisione, da parte di quella internazionale, di sospendere l'Iraq da ogni competizione.
''La politica sta uccidendo i nostri sogni - ha commentato Hamad, per la quarta volta in carriera alla guida della nazionale, attuale campione d'Asia - in particolare quello di partecipare al prossimo Mondiale. Per me ed i giocatori e' difficile accettare una situazione del genere. Ora siamo sospesi, ma ditemi voi quanti dei miei giocatori avranno un'altra occasione di partecipare ai Mondiali. Eppure il calcio e' stata l'unica cosa capace di portare unita' e felicita' in un paese martoriato come il nostro''.
Hamad ha vissuto da giocatore l'esperienza di prendere parte ai Mondiali, giocando nell'Iraq che disputo' quelli del 1986 in Messico. Il ct ha comunque precisato che la squadra volera' domani in Australia, dove domenica e' in programma, a Brisbane, la partita valida per le qualificazioni mondiali. ''Partiamo - ha detto Hamad - anche se non sappiamo se potremo scendere in campo''.