Valentino concede il bis in Francia

18 maggio 2008
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 Ad attenderlo dietro l'angolo della vittoria numero 90 in carriera c'era niente meno che Angel Nieto. Con lo spagnolo, 13 volte re delle minime cilindrate, Valentino Rossi era già d'accordo per festeggiare il suo successo targato 90, appunto come Nieto. E l'ex fantino iberico, rigorosamente in tuta di pelle nera, stile anni ruggenti e con la scritta 'bravo Valentino' sulle spalle, lo ha traghettato in un giro d'onore quanto mai gradito. E non solo per la bandiera sventolata che inneggiava ai 90+90 successi a spasso per il circuito Bugatti in sella alla stessa moto. Con quello ingoiato di prepotenza a Le Mans, Rossi è stato il primo pilota a doppiare il traguardo delle due vittorie stagionali ed è, inoltre, tornato a sedersi in vetta alla classifica iridata provvisoria della MotoGp. Un primato che gli mancava dalla Spagna del 2006. Come dal medesimo anno non riusciva a vincere due gare di seguito (Mugello e Barcellona).

Come se non bastasse, la giornata trionfale di Valentino s'é trasformata anche in una giornata di gloria per la Yamaha: il marchio dei tre diapason ha piazzato sul podio anche Jorge Lorenzo e Colin Edwards. Una tripletta che latitava dal Gp di Germania, disputato al Sachsenring nel 2001. Allora, quando la classe regina era motorizzata 500, furono Max Biaggi, Carlos Checa e Shinya Nakano a firmare il tris monomarca. Clima più freddino e un'azzeccata scelta di gomma hanno trasformato il sogno di Rossi in realtà. Il pesarese è scattato puntando al podio per poi scoprire che poteva brindare su un gradino più alto. Detto fatto. All'ottavo passaggio, dopo aver fatto un sol boccone di Nicky Hayden (ottavo al traguardo), Chris Vermeulen, Daniel Pedrosa e Casey Stoner, Valentino ha iniziato la sua fuga trionfale. Un affondo concluso col gesto di chi suona il campanello sotto la bandiera a scacchi, forte di un vantaggio di quasi cinque secondi. Alle sue spalle uno stoico Jorge Lorenzo, due caviglie fratturate in Cina e due botti nelle prove di Le Mans, due secondi dietro il texano Colin Edwards. E re Valentino ha anche fatto registrare il record del circuito transalpino al giro numero 11, col miglior tempo di 1'34"215 (media 159,910 Km/h). Dopo un buon avvio s'é piazzato quarto Daniel Pedrosa. Lo spagnolo della Honda ha puntato l'indice contro le gomme. Lo hanno seguito l'australiano della Suzuki Chris Vermeulen e il forlivese della Honda Andrea Dovizioso, buon sesto davanti a Loris Capirossi. Sfortunata la gara di Casey Stoner. L'australiano della Ducati, dominatore delle prime sette tornate di gara, è stato costretto alla resa dai capricci del suo bolide rosso. Così la Ducati s'é dovuta accontentare del misero punticino raccolto con Marco Melandri, penultimo. Dopo la vittoria di Le Mans, Rossi guida la classifica del mondiale MotoGp con 97 punti. Lo seguono Lorenzo e Pedrosa con 94, Stoner con 56. Nella classe 250 ha, invece, conquistato il suo primo successo in carriera lo spagnolo Alex Debon. Il trentaduenne catalano della Aprilia ha letteralmente dominato la corsa, concludendo la prova anche lui con circa cinque secondi di vantaggio.

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Sul podio l'hanno raggiunto Marco Simoncelli e Mattia Pasini. Dopo che il riccionese della Gilera è riuscito a bruciare il riminese della Aprilia solamente alla penultima curva. Nel mondiale conduce ora Mika Kallio (93 punti), seguito da Pasini (77) e Debon (59). La gara della minima cilindrata s'é trasformata in una volata di appena cinque tornate, poco meno di ventuno km. Perché uno scroscio di pioggia ha costretto la direzione di gara a sospendere la prova e, come vuole il regolamento, la distanza restante ha fatto gara a sé. Una bagarre di pochi giri che ha consentito al francese della Derbi Mike Di Meglio di vincere davanti al pubblico di casa.

Un successo che un francese non riusciva ad ottenere nella 125 in quel di Le Mans dal lontano 1979. Ovvero da quando Guy Bertin portò la sua Motobecane alla vittoria. Dietro a Di Meglio si sono piazzati il britannico Bradley Smith e lo spagnolo Nicolas Terol, entrambi su Aprilia. Quinto l'abruzzese Andrea Iannone, solo 13/o il romano Simone Corsi, passato così da leader provvisorio a terzo assoluto nel mondiale, alle spalle di Di Meglio e Terol. 

Fonte: ansa
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