Parma in B. "Non è solo una retrocessione, è la fine di un'epoca". P

18 maggio 2008
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 "Non è solo una retrocessione, è la fine di un'epoca". Parla l'ex arbitro internazionale Alberto Michelotti, parmigiano doc, lo spirito è quello di tutta una città. Dopo diciotto anni in massima serie il Parma scivola nella cadetteria. Una retrocessione che arriva nell'anno in cui i tifosi avevano ricominciato a guardare in alto: l'arrivo di Tommaso Ghirardi e la fine del periodo buio del crac Parmalat avevano fatto nuovamente sognare i supporter emiliani,

Casali di Margello
ma il sogno si è infranto su una stagione a dir poco fallimentare. Eppure dopo tre incredibili salvezze in serie, il Parma sembrava diventato invincibile.

Senza una società vera alle spalle, con un mercato bloccato da budget risicati, era sempre riuscito a rimanere a galla. Nella stagione 2004/05 grazie a uno spareggio col Bologna, due anni fa con uno strepitoso girone di ritorno condotto da Mario Beretta, lo scorso anno grazie all' energia di Claudio Ranieri, ora alla Juve, e i gol di Giuseppe Rossi, passato in estate agli spagnoli del Villareal. Prima il Parma era andato vicino al baratro della serie B una sola volta, nella stagione 2001/02, ma alla fine la classifica assegnò il decimo posto al club ducale. Fu la prima delle due salvezze conquistate da Pietro Gedeone Carmignani, allenatore della Primavera chiamato a reggere le sorti della prima squadra in quella stagione e tre anni più tardi quando il Parma restò in serie A condannando il Bologna. Cinque anni di sofferenze in coda alla classifica, ma ben tredici anni di grandi successi.

Dal 9 settembre del 1990, giorno in cui il Parma debuttò in serie A al Tardini contro la Juventus, la formazione emiliana è stata una delle squadre più vincenti anche a livello internazionale. In diciotto anni sono finiti nella bacheca della società due coppe Uefa, una coppa delle Coppe, una Supercoppa Europa, tre coppe Italia e una Supercoppa Italiana. Quattro le coppe invece sfumate in finale, mentre solo una volta il club ducale è riuscito ad approdare in Champions League fermandosi però al girone eliminatorio.

Sulla panchina del Parma sono sfilati tecnici del calibro di Nevio Scala, Carlo Ancelotti, Alberto Malesani, Arrigo Sacchi, Renzo Ulivieri e, non ultimo, Cesare Prandelli. Disse no al Parma solo Fabio Capello, dopo avere già firmato il contratto, convinto all'ultimo momento dalle lusinghe del Real Madrid. In campo invece il pubblico del Tardini ha avuto la possibilità di applaudire, fra gli altri, campioni del calibro di Gianfranco Zola, Tino Asprilla, Gigi Buffon, Fabio Cannavaro, Lilian Thuram, Enrico Chiesa, Hernan Crespo, Marco Di Vaio, Adrian Mutu, Sebastien Frey e, allora inarrestabili, Alberto Gilardino e Adriano.

Un gruppo di campioni che al primo anno di serie A, stagione 1990/91, raggiunse subito la qualificazione per la Coppa Uefa e che l'anno dopo si "accontentò" con la prima Coppa Italia. I tifosi, quell'anno, vinsero un'altra coppa: quella della simpatia quando, dopo l'eliminazione dalla Coppa Uefa al primo turno contro il Cska di Sofia, festeggiarono ugualmente allo stadio tagliando diverse coppe, di maiale si intende, distribuendole a spettatori e squadra.

Da allora per il Parma è stato un crescendo. Per due volte ha anche sfiorato lo scudetto finendo secondo alle spalle della Juventus nelle stagioni 1994/95 e 1996/97 e, nel 98/99, conquistò in cento giorni tre coppe, le ultime due nell'arco di una sola settimana.

Poi, nel dicembre del 2003, con il crac Parmalat si chiuse traumaticamente l'era Tanzi. Il Parma passa a Enrico Bondi e finisce in amministrazione controllata. Grazie al decreto Marzano si salva dal fallimento, cambia nome e da Parma A.C. diventa Parma F.C. Gli investimenti però non sono più quelli di una volta, ma con il lavoro di Cesare Prandelli la squadra resta una fra le più competitive del campionato. Poi è storia di oggi, con le tre salvezze consecutive e il crollo di quest' anno. Finisce così l'era Parma in serie A: dalle ceneri toccherà al presidente Tommaso Ghirardi fare sorgere, come diciotto anni fa, una nuova araba fenice, tutta gialloblù.

Fonte: ansa
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