Il Catania ce l’ha fatta. Finisce uno a uno allo stadio masimino.
L’Inter espugna il campo del Parma e vince lo scudetto, la Roma si deve accontentare del secondo posto. Giusto così, tutto sommato.Un pari sudato, fortemente voluto, meritatissimo. Una traversa quattro o cinque palle goal, un arrembaggio durato per 45 miknuti.
E’ stato trascinato dal suo pubblico, naturalmente, ma i giocatori, e l’allenatore, Zenga, ci hanno creduto ed hanno ottenuto quello che serviva per rimanere in seria A, per la terza volta. E’ stata sfatta quindi la leggenda, ancota una, che gli etnei non potessero restare nella massima divisione per più di un biennio.
Festa doveva essere al Massimo, ma soltanto per una delle due squadre in campo: fino al gol dell'Inter, per un'ora, hanno festeggiato i giallorossi, che erano virtualmente campioni d'Italia ma a cinque minuti dalla fine, a tricolore già sulle maglie nerazzurre, arriva la rete del pareggio del Catania e la festa è soltanto degli etnei. E' festa è stata nella bolgia del Massimino, dove i tifosi hanno gioito per quel gol che non voleva arrivare e che significava Serie A. La Roma ci ha creduto fino a quando l'Inter non ha messo il sigillo sul nuovo scudetto, poi è crollata psicologicamente, ma senza regalare alcunché ai siciliani, tanto che Doni alla fine é tra protagonisti, in positivo della gara, negando il gol salvezza al Catania in diverse occasioni. La partita è stata molto tesa, soprattutto nel primo tempo che il Catania sembra potere controllare. Ma la superiorità della Roma emerge subito, con una rete all'8' di Vucinic. Poi i giallorossi sembrano mettersi in attesa, controllano la gara in attesa di buone notizie da Parma, che alla fine non arriveranno, La partita comincia con il Catania che tenta di conquistare il campo, tenendo il possesso di palla, ma è la Roma ad avere le occasioni migliori. Il primo tiro è Pizzarro al 5', con palla fuori. Alla seconda opportunità i giallorossi segnano: merito di Vucinic che conquista palla sulla destra, salta tre difensori etnei e calcia un diagonale non potente ma preciso che batte Bizzarri. Tre minuti dopo Vucinic ha la possibilità di chiudere l'incontro: ruba palla a centrocampo a Terlizzi ma subisce il recupero della difesa del Catania quando sta per entrare da solo in area. Il Catania si vede la prima volta al 12' con un tiro di Vargas parato da Doni, e cinque minuti dopo Silvestri 'rischia' di trovare il gol dell'anno con un colpo di tacco. Al 30' ci prova Martinez ma il colpo di testa è a lato.
Un minuto dopo triangolazione tra Vucinic e Mancini con quest'ultimo che tira fuori. Al 34' arriva la migliore occasione del Catania: punizione calciata da Vargas, arriva Tedesco che colpisce al volo da pochi passi ma la palla rimpalla sulla gamba di Doni. Altre due opportunità di Vucinic e un tiro di Silvestri chiudono la cronaca del primo tempo., Nella ripresa comincia il Catania, con Morimoto al posto di Colucci. E subito gli etnei hanno due buone occasioni con Baiocco e Vargas. Al 12' allenta Vucinic con un bel tiro.
Il Catania spinge e si rende pericoloso con Biagianti e al 16' Morimoto di testa, su lancio di Stovini, colpisce la traversa. Un'altra traversa è colpita da Biagianti e intanto il Massimino si infiamma per le notizie che arrivano da Parma dove l'Inter segna. Al 27' una rovesciata di Martinez esce di poco a lato. Al 29' di nuovo Morimoto di testa e Doni ha uno splendido riflesso. Il giapponese poco dopo colpisce la traversa. Sembrano i prodromi del pareggio che arriva al 37' con Mascara, ma l'attaccante è in fuorigioco e l'arbitro annulla. Il gol 'buono' lo segna Martinez al 40' nell'ennesima azione d'attacco del Catania. Lo stadio esplode di gioia. E la festa comincia. Ma solo per i siciliani.