Barzagli traccia il bilancio: "fare il capitano una faticaccia, non è detto che vada via"

16 maggio 2008
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Non alza più la voce Andrea Barzagli. Il capitano del Palermo, alla fine della stagione e, molto probabilmente, alla fine del suo ciclo in rosanero, smorza le polemiche. Anche sul saluto mancato al pubblico del Barbera i toni sono dimessi e concilianti. "E' stato giusto così - dice Barzagli - Io ho disputato tutto il campionato ed era meglio giocasse qualcuno più fresco di me". Ma il sapore amaro dell'esclusione torna a farsi sentire e il capitano si tradisce: "Nonostante questo avrei voluto salutare i tifosi per l'ultima partita della stagione - spiega - La festa post partita si poteva organizzare meglio, fare un giro di campo".

Casali di Margello

Quattro anni al Palermo, da protagonista nel bene e nel male, non si dimenticano. "Sono stato benissimo", dice. Poi si corregge: "Comunque, non ho ancora firmato nulla, non ho accordi con nessuno - ribadisce Barzagli -. Quindi per il momento sono un giocatore del Palermo e non c'é nulla che mi possa far pensare che cambierò sicuramente maglia. Non ho parlato né con la Fiorentina né con il Wolfsburg. Non è detto che debba lasciare per forza il Palermo. Per restare ci vogliono i presupposti, incontrerò i dirigenti a fine anno e vedremo. Al momento non c'é nulla".

"Ricoprire il ruolo di capitano del Palermo è stata una faticaccia, ma mi ha dato molte soddisfazioni. In qualunque squadre ed in ogni piazza il ruolo di capitano ti dà grandi responsabilità - ha proseguito Barzagli - ma è bellissimo sentirsi chiamare ’capitano’ dai tifosi. Per la mia successione chi vedrei bene in questo ruolo? Il primo nome che faccio è quello di Barzagli perchè, ripeto, non è detto che vada io. Dopo vedo molto bene i palermitani Rinaudo e Tedesco ed, infine, anche Migliaccio che è uno di quei giocatori che non molla mai ed esce dal campo sempre con la maglia sudata e strappata". Per quanto riguarda il tormentone che ha animato la settimana scorsa, avara di motivazioni e argomenti, Barzagli chiarisce subito che é andato tutto come previsto. "Dato che non ho giocato era giusto che la mettesse Amauri - dice - Se giocavo io sarei stato il capitano. E' una polemica che hanno creato i giornalisti".

Nessun problema, quindi, neanche con i tifosi. "Il mio rapporto con i nostri supporter è bello, tutti mi dimostrano grande affetto - spiega Barzagli - Mi dispiace che non li ho salutati domenica per bene. Alcuni me li sono messi contro io per alcune dichiarazioni di inizio anno, ma non sono diplomatico. Me ne sono un po' pentito". Che vada via o meno, per Barzagli è comunque tempo di bilanci. "L'andamento di questi quattro anni è assolutamente positivo - ammette il difensore rosanero - Sono stato con il Palermo in serie A, abbiamo fatto tanti record, abbiamo giocato in Coppa Uefa. Ci sono stati dei momenti negativi, ma per me è stato un periodo importantissimo. In rosanero sono approdato alla nazionale, ho vinto il mondiale. Forse il mio ciclo era finito due anni fa, dopo la vittoria in coppa del mondo. Ma poi sono restato, sono diventato capitano e sono contento. Per il momento non ci voglio neanche pensare a tornare al Barbera con un'altra maglia, però sono convinto che i tifosi mi applaudirebbero".

Anche senza Barzagli, Zaccardo e Amauri, il Palermo, secondo il capitano, sarà una bella squadra. "La società sta entrando nel giro delle grandi - spiega - Tanti campioni del mondo sono passati o sono ancora qui. E' normale che il presidente Zamparini, con tutti i suoi sforzi, non può trattenere giocatori allettati dalle proposte delle big. La voglia di costruire una squadra da Champions c'é sempre stata, poi devi azzeccare l'annata perfetta".

Fonte: ansa
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