Bobo Vieri, una vita tra gol, veline ed infortuni: "Che errore lasciare la Juventus, tra due anni smetto"

14 maggio 2008
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Se tornassi indietro, non andrei mai via dalla Juventus, ma in quel momento era giusto cosi'". L'attaccante della Fiorentina, Christian Vieri, si racconta in un'intervista a 'I signori del gol' in onda domani alle ore 21.00 su Sky Sport 1. "Ci fu una richiesta dell'Atletico e mi sembrava giusto andare per tanti motivi -racconta Vieri in merito al suo addio alla Juve-. Se tornassi indietro, non andrei mai via dalla Juventus, ma in quel momento era giusto cosi'. Anche a livello economico era molto importante per me e quindi sono partito".

 

Quella Juve, dice Vieri "era una squadra talmente forte che era troppo bello per essere vero. C'erano dei grandissimi campioni. Insieme a me sono arrivati altri giovani e ci siamo tolti delle belle soddisfazioni perche' quell'anno abbiamo vinto Scudetto, Supercoppa Europea e anche la Coppa Intercontinentale". Manco' la vittoria della Champions League, persa in finale col Borussia Dortmund. "Se avessi vinto anche quella finale, avrei smesso di giocare -commenta l'attaccante-. Abbiamo preso una scoppola impressionante. Peccato, perche' vincere in un anno quattro competizioni, sarebbe stato troppo bello".

 

Quella Juve era allenata da Marcello Lippi, e Vieri si sofferma sul suo rapporto con il tecnico toscano: "E' stato un incontro di boxe . Ci siamo presi un po', durante l'anno. C'e' stato uno scambio di opinioni abbastanza forte. Durante un Juventus-Atalanta, io ero entrato al 40' e dopo cinque minuti fini' il primo tempo. Lui mi disse qualcosa negli spogliatoi e io gli risposi".

"Furono bravi i miei compagni a separarci -prosegue 'Bobo'-. Forse e' stata quella la scintilla che ci ha fatto conoscere. Siamo entrambi toscani e ci piace dire le cose in faccia. Quella sera Peruzzi mi chiamo' per andare fuori a cena e mi porto' nel ristorante dove c'era anche Lippi. Andai a chiedergli scusa, abbiamo parlato un po'". "Poi -aggiunge- l'ho ribeccato all'Inter. Ci sono andato perche' c'era lui".

 

I 6 anni in nerazzurro, spiega Vieri, sono stati importanti anche senza le vittorie: "Con l'Inter non ho vinto niente pero' sono stati sei anni importanti della mia carriera. Sei anni sono tanti e purtroppo non ci sono state vittorie. Non eravamo forti come la Juventus e il Milan. Abbiamo perso lo Scudetto il cinque maggio all'ultima giornata. Con un po' piu' di fortuna potevamo vincere lo Scudetto e le cose sarebbero cambiate". Il capitolo piu' brutto con l'Inter e' legato alla storia del pedinamento. "E' difficile trovare le parole. Io penso di aver dato tanto all'Inter e non meritavo un trattamento cosi' -afferma Vieri-. Cosi' e' uno schifo, non e' bello. Hanno fatto una cosa non bella, e' una vigliaccata andare ad intercettare le telefonate delle persone. Non si fa. E' illegale. Infatti c'e' una causa in corso".

 

Grande, poi, la delusione per la mancata partecipazione ai Mondiali del 2006. "Ero andato via dal Milan per giocare, Anche se poi, se dovessi tornare indietro, non sarei mai andato via -spiega l'attaccante-. Avevo l'obiettivo del Mondiale e nonpotevo piu' andare per l'infortunio. Poi a me i Mondiali piacciono, li ho sempre preparati bene, purtroppo e' stato brutto".

 

Dopo l'esperienza 'mancata' con la Sampdoria c'e' stata l'Atalanta e ora la Fiorentina. "Avevo voglia di venire qui, quando mi e' stato proposto ho detto subito di si' perche' e' una squadra in cui lavorano tanto a livello fisico e io avevo bisogno di lavorare perche' dopo un anno fermo -spiega Vieri-, dovevo fare una bella preparazione. E' una societa' seria e quindi meglio di cosi' non poteva andare. Sono tornato un atleta sano, per bene, e questo era quello che volevo".

Superati i problemi al ginocchio, Vieri non ha ancora intenzione di appendere gli scarpini al chiodo:"L'importante e' che non abbia piu' male al ginocchio, questa e' la cosa piu' importante, che riesca a fare l'atleta e il calciatore, lo faro' ancora per un paio di anni, poi smettero'". "So che prima o poi dovro' smettere di giocare ma mi trovero' bene lo stesso -conclude-. Mi mancheranno lo spogliatoio e gli allenamenti, le partitelle, andare in giro con la squadra perche' ridi tanto".

Fonte: adnkronos
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