La decisione di vietare la trasferta ai tifosi romanisti è stata presa, sottolinea l'Osservatorio nazionale per le manifestazioni sportive, con il "massimo rigore" tenendo in considerazione tutti i criteri che fino ad oggi sono stati seguiti nelle decisioni dell'organismo.
In particolare, sono state valutate "le notizie provenienti dalle autorità preposte alla tutela dell'ordine e della sicurezza pubblica, i precedenti incontri diretti ed i livelli di pericolosità espressi dalle frange più facinorose delle diverse tifoserie, individuati sulla base dell'osservazione dei comportamenti tenuti prima, durante e dopo le partite di calcio tenutesi negli ultimi tempi".
Ecco dunque il perché della decisione di invitare i prefetti - non solo di Catania (per Catania-Roma), ma anche di Roma (Lazio-Napoli), Lecce (Lecce-Bari) - Verona (Verona-Pro Patria e Chievo-Vicenza) e Perugia (Perugia-Ancona) a valutare "l'opportunità di disporre limitazioni nella vendita dei tagliandi ai tifosi ospiti". Ciò significa che ogni prefetto deciderà autonomamente che tipo di limitazioni adottare: dalla vendita del biglietto individuale alla chiusura del settore ospiti.
La prima reazione è del presidente del Catania Antonino Pulvirenti "Come uomo di sport non mi fa piacere, ma questa è la strada intrapresa dalle autorità e le regole valgono per tutti". Questo il primo commento, ai microfoni di Radio Radio,patron rossoblù alla decisione di vietare la trasferta ai tifosi giallorossi a Catania in occasione dell'ultima giornata di campionato decisiva per la lotta scudetto.
Il no dell'Osservatorio può alterare la fase finale del campionato? "Non sono la persona giusta per rispondere - aggiunge Pulvirenti - So solo che anche ai nostri tifosi è stato impedito di andare a Roma. Comunque non credo che la presenza di 1.000 tifosi romanisti potesse alterare o influire sull'andamento dell'incontro. La Roma è una squadra molto forte. Per noi - conclude il presidente del Catania - la salvezza equivale a qualcosa in più di uno scudetto".
Nella polemica s'inserisce l'ex deputato dei Verdi Paolo Cento: "una decisione iniqua, che rischia di alimentare tensioni e polemiche", così il presidente del Roma Club Montecitorio, valuta la scelta dell'Osservatorio del Viminale di vietare la trasferta a Catania ai tifosi giallorosso. "La decisione di vietare la trasferta dei tifosi romanisti a Catania è incomprensibile e di fatto penalizza la Roma che non potrà essere sostenuta dai propri tifosi nella partita decisiva - dice Cento - Il diverso trattamento riservato ai tifosi dell'Inter in trasferta a Parma è di fatto un elemento di inequità che può solo suscitare polemiche e tensioni". "In un paese civile - conclude Cento - il compito del Ministero degli Interni è quello di garantire lo svolgimento delle partite di calcio e non quello di impedire le trasferte dei tifosi".
A Cento si unisce il presidente della Lega calcio Antonio Matarrese"I tifosi della Roma devono poter andare a Catania, questo è il calcio che vogliamo". "Non accettiamo disparità - ha aggiunto Matarrese - una decisione di forza creerebbe una rottura e non vorrei rompere i rapporti con l'Osservatorio. Nessuno mette in dubbio le difficoltà di ordine pubblico, ma vanno governate: le forze dell'ordine hanno la forza per farlo".
Conclude la querelle il prefetto di Catania che ammonisce: sportivamente parlando è un peccato ma c'era reale la possibilità di scontri". Così Giovanni Finazzo commenta la decisione dell'Osservatorio del Viminale di vietare ai tifosi della Roma di seguire la loro squadra nella trasferta di domenica prossima al Massimino."Abbiamo registrato - aggiunge il prefetto Finazzo - un'aria di forte tensione che era foriera di possibili scontri tra i tifosi perché alcuni 'ricordi' sono ancora troppo recenti. Speriamo che domenica sia soltanto una giornata di sano sport e che si possa festeggiare tutti insieme".