Il diavolo ci ha messo la coda. Maghi e stregoni interrogano le stelle. Chi ha suggerito l’esonero di Hector Cuper e il penalty, sbagliato, a Materazzi?

13 maggio 2008
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L’ultima partita, l’ultima missione, l’ultimo esonero per Hector Cuper, il magnifico perdente. La storia del campionato di calcio esce dalla comunità dei tifosi per approdare nei luoghi del mistero e dell’enigma.

Chi non vede le partite di calcio, chi non ama il pallone, o semplicemente non segue le vicissitudini interiste o “parmigiane”, sbircia dietro le quinte di un episodio che è senza precedenti, come quello scontro a quattro fra le due possibili promosse e le due possibili bocciate. Sorti che s’intersecano, fortune che si mescolano, sventure che si contagiano. Alla vigilia dell’ultimo confronto, che deciderà della permanenza nella masima divisione del Parma e dello scudetto all’Inter, la società emiliana ha esonerato il suo allenatore, Hector Cuper.

Non era mai avvenuto che venisse esonerato un allenatore alla vigilia dell’ultima partita. Ma non basta, Cuper non è uno dei tanti Mister che lasciano la panchina e sono cacciati via dalla società ma è lo stesso allenatore che il 5 maggio 2002 guidava l’Inter che perdette l’ultima partita di campionato con la Lazio, dando l’addio allo scudetto.

Al Poggetto

Una data che i tifosi interisti non dimenticano, rimasta scolpita nel cuore e nella mente di tutti. Cuper non fu il responsabile della sconfitta, ma fu l’allenatore di quella squadra. Quanto basta per fare gli scongiuri.

Ora, questa circostanza avrebbe dovuto consigliare il Parma a tenere ben stretto l’allenatore che “sconfisse” l’Inter, pur non volendolo. Insomma, portò male ai nerazzurri. Invece se n’è liberato. E’ prevalso un altro ragionamento: Cuper perde tutto all’ultimo momento, gli capita tante volte, sarebbe capitato anche in questa circostanza. Ma questo non ha niente a che vedere con l’abilità del trainer, con le sue qualità tattiche e le sue strategia di gioco né – a quanto pare – con il suo carisma all’interno del team. Siamo entrati nelo regno della superstizione. Maghi e stregoni avrebbero preso il sopravvento?I novanta minuti conclusivi del campionato diranno se il Parma ha fatto bene a liberarsi di Cuper per tempo.

Certo, lo strappo sorprendente sembra associare l’episodio al blitz perdente di Materazzi che strappa il pallone dai piedi di Cruz per calciare il penalty sbagliato.Gli incroci della sorte sono innumerevoli. E chissà che i parmensi non debbano pentirsi della loro scelta scaramantica.In casa interista la cacciata di Cuper ha avuto un impatto stranamente soffice.

Non viene commentato, Né esorcizzato. Hanno altro cui pensare? Forse, ma Mancini in cuor suo avrebbe voluto Cuper, quello che perde alla fine del campionato. Se avesse potuto decidere lui, Hector, il magnifico perdente, sarebbe rimasto alla testa dei gialloblu. Avranno studiato le stelle del successore per arrivare a tanto, Manzo, il titolare della primavera? Può darsi.

A questo punto non sanno a quale santo votarsi pèer cambiare le carte in tavola e dirigerela sorte sulla strada favorevole.Certo è che questo finale di torneo non avrebbe potuto essere progettato meglio per suscitare vilolente scosse di adrenalina.

La Roma a Catania, l’Inter a Parma. Agli etnei basterebbe anche il pareggio, se l’Inter battesse il Parma. Ma con due risultati di parità, a Parma e Catania, lo scudetto è interista. I giallorossi devono fare il risultato a Catania, non hanno altro modo per competere, e il Parma deve fare il risultato pieno per evitare la bocciatura. Il pari non basta. Una sciarada infernale. 

L'esonero scaramantico di Cuper lo testimonia. 

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