Le Olimpiadi tra passato e futuro: da simbolo di pace universale a palcoscenico dei drammi dell’umanità.

di Giuseppe Di Bella
02 maggio 2008
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Le Olimpiadi affondano le loro remote radici nella mitologia greca. Si narra che Ercole al termine della sua sesta fatica, ovvero la pulizia delle stalle di Augia, non venne ricompensato come pattuito.

Ercole aveva proposto ad Augia di pulire le sue enormi e stalle in un sol giorno, in cambio di un decimo dei suoi armenti. Il Re incredulo accettò la sfida.Il mitico eroe aprì due buchi nei muri delle stalle, e deviò il corso di due fiumi l’Alfeo ed il Peneo, così che le acque invasero le stalle ripulendole dallo sterco accumulatosi negli anni.

Augia ingiustamente gli negò la ricompensa promessa adducendo di essere stato ingannato, perché i fiumi avevano ripulito le stalle e non Ercole.Una delle tante versioni di questo mito, racconta che Ercole tornò con un esercito, uccise Augia ed i suoi figli e per ringraziare Giove olimpico, istituì dei giochi ai quali parteciparono anche Apollo e Marte.

Oltre il mito, la storiografia antica ci tramanda che nel 776 A.C., Ifito re di Elide riprese la tradizione dei giochi consacrandoli a Giove, nell’intento di salvaguardare la neutralità della città. Infatti lo svolgimento di giochi dedicati a Giove, sospendeva tutte le ostilità.Altre versioni, pur concordando con la data, riferiscono che le Olimpiadi antiche si disputarono per la prima volta ad Olimpia, e che i giochi fossero in realtà consacrati ai defunti e ad alcune divinità.Le olimpiadi antiche perdono vigore attorno al 200 A.C..

In epoca moderna, esattamente nel 1894, si torna a parlare di olimpiadi con al fondazione da parte di Pierre De Coubertin, del Comitato Olimpico Internazionale (CIO) che nasce con il preciso scopo di far rivivere l’antica tradizione, organizzando le prime olimpiadi dell’era moderna.

L’idea di De Coubertin era quella di utilizzare lo sport come strumento per promuovere la pace e la fratellanza universale tra i popoli. Egli si ispirava all’Iliade e immaginava i giochi come un deterrente per le guerre.

Progettava di organizzare di nuovo i Giochi Olimpici con lo spirito dell’Antica Grecia, e di far in modo che atleti di tutto il mondo si confrontassero nello sport piuttosto che nella guerra.Il pensiero di De Coubertin traeva ispirazione dalle tesi educative di Thomas Arnold, che aveva riformato il sistema scolastico - educativo del Regno Unito: enucleò così i principi ispiratori dello sport moderno, che secondo le sue teorie, doveva essere indirizzato alla crescita fisica dell’atleta-cittadino, ma soprattutto alla sua crescita morale. Il fine ultimo dello sport doveva identificarsi nel far emergere i migliori, ma soprattutto nel costituire occasione di miglioramento per tutti gli atleti, ed attraverso il loro esempio ottenere un globale miglioramento etico della società.In questo contesto, l’onestà e la lealtà nello sport dovrebbero trasporsi nella società e diventarne principio ispiratore; a De Coubertin si attribuisce la frase: “L' importante non è vincere, ma partecipare”.Per De Coubertin, la sede “naturale” dei primi giochi, non poteva che essere Atene, dove effettivamente nel 1896 si svolsero le prime olimpiadi dell’era moderna.Le olimpiadi moderne, nonostante i principi ispiratori, sono state caratterizzate in passato anche da alcuni aspetti discriminatori, come nei confronti delle donne, escluse dai giochi fino al 1928. l’onore di essere l’ultimo tedoforo, sarà concesso ad una donna solo nel 1968 a Città del Messico.

La tregua in tutte le guerre durante lo svolgimento dei giochi, non è stata mai ottenuta, è rimasta un’utopia.Lo svolgimento delle olimpiadi moderne, è divenuto da subito un evento di importanza planetaria, e i giochi sono diventati il più importante palcoscenico, con la più estesa platea immaginabile.

Lo sviluppo dei media ha fatto il resto.

Era inevitabile che la politica ed i potenti del mondo, si appropriassero nel bene e nel male, di questo avvenimento.

Così le olimpiadi del 1936 costituirono una ribalta mondiale per il regime nazista, che le utilizzò a fini propagandistici e di ostentazione di potenza organizzativa e soprattutto con l’obiettivo di trasporre nello sport, al massimo livello, le folli teorie della superiorità della razza ariana, di cui il nazismo si alimentava. Ma Hitler non era per niente entusiasta di ospitare in Germania, quella che egli definì “una rassegna di ebrei”.

Sarà il Ministro della propaganda del regime, Joseph Gobbels, a convincerlo degli enormi vantaggi che avrebbe apportato l’ospitare una rassegna sportiva di risonanza mondiale e la pubblicità che l’avvenimento avrebbe procurato al regime, alle sue idee, al suo potere assoluto sugli uomini e sulle coscienze.

Hitler percepì allora che si trattava di una grande occasione per mostrare al mondo la potenza tedesca, e decise massicci investimenti per lo svolgimento delle olimpiadi di Berlino.Paradossalmente, mentre entravano in vigore le leggi antiebraiche, per salvare la faccia, la Germania fu costretta ad inserire nella squadra olimpica una decina di atleti tedeschi di origine ebrea.Il primo Agosto del 1936, la cerimonia di apertura fu un trionfo di gelide millimetriche geometrie, di aquile d’attacco, di gagliardetti e bandiere con la svastica.

La parata inaugurale si svolse in un ordine formale mai visto, irripetibile, una coreografia evocativa che mostrò al mondo una potenza organizzativa senza precedenti e dalla quale trasudava una forza militare invisibile e ostentata, quella che da li a poco si sarebbe scatenata su tutto il continente.Cerchi, Quadrati e triangoli, disegnarono a passo d’oca quel labirinto mentale del male, che era già nella testa del Fhurer.

Su tutto aleggiava incombente l’evocazione della mitologia teutonica e la purezza drammatica del ciclo dei Nibelunghi.

Una scenografia Wagneriana in cui gli anelli dei cinque continenti, incatenano l’uomo all’ineluttabilità del suo destino, alle sue debolezze, al cammino di sofferenza della storia dell’umanità verso l’elevazione dello spirito.

L’ordine marziale, formale ed impeccabile della parata, in cui un mare di uomini diventavano automi senza anima, riuscì a rappresentare alla perfezione la notte di terrore che stava calando sull’Europa: l’oblio dell’intelletto, il sonno della pietà umana.

Il mantello nero della morte oscurava ogni libero arbitrio: la falce dell’oscura signora scintillava nella notte di Berlino, pronta a ghermire un’intera generazione.Alla fine Hitler uscì moralmente sconfitto dalle olimpiadi e preferì abbandonare lo stadio piuttosto che premiare l’atleta di colore Jesse Owens, che era la prova vivente della stupidità della teoria della superiorità della razza ariana.

Le olimpiadi del 1972 a Monaco saranno il teatro di una efferata azione terroristica del gruppo palestinese “Settembre Nero”.La risonanza mondiale dell’avvenimento, proprio ciò che i terroristi volevano, fu immensa perché a Monaco di Baviera erano presenti, per commentare i giochi ben quattromila giornalisti che rilanciarono in diretta in tutto il mondo la notizia e tutte le fasi del clamoroso sequestro degli atleti israeliani.All’alba del 5 settembre 1972 un commando palestinese composto da otto uomini armati, era riuscito a penetrare nel villaggio olimpico e a sequestrare nove atleti.

Due erano stati gia uccisi perché avevano tentato di avvisare i compagni.Venne richiesta la liberazione di duecentotrenta prigionieri politici detenuti in Israele. Il governo israeliano rifiutò di scendere a patti con i terroristi.Le autorità tedesche decisero di intervenire nel tentativo di liberare gli ostaggi.

Vennero piazzati dei cecchini ai margini della pista dell’aeroporto, dove i terroristi stavano arrivando in elicottero con gli ostaggi, per imbarcarsi su un aereo.La polizia tedesca aprì il fuoco: il conflitto durò 65 minuti ed i terroristi uccisero con una bomba a mano tutti gli ostaggi. Rimase ucciso anche un poliziotto e cinque dei terroristi palestinesi. Tre di essi furono catturati. Il primo Ministro israeliano, Golda Meir, decise per ritorsione il bombardamento di alcune basi dell’OLP in Siria e in Libano, che causò oltre 200 morti tra i palestinesi. (continua)Giuseppe Di Bella

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Anonimo 05 luglio 2008   21:42

Si avvicinano a grandi passi le Olimpiadi di Pechino. Il Tibet messo a tacere, i diritti umani dimenticati: un grande spettacolo

 

Anonimo 24 giugno 2008   18:12
L'utente ha risposto al commento anonimo del 24 giugno 2008. Visualizza »

Commenti brevi ed incisivi. Indice di idee chiare, ma chi governa il pianeta, ONU, FMI etc. che idee ha su come far sopravvivere il mondo?

L'idea del profitto, che poi è l'unica che funzione e fa girare il mondo. L'idealismo non interessa ai potenti, interessa ai diseredati,  ma questa è la loro unica ricchezza, che purtroppo non toglie la fame e la sete.

Anonimo 24 giugno 2008   11:33

Commenti brevi ed incisivi. Indice di idee chiare, ma chi governa il pianeta, ONU, FMI etc. che idee ha su come far sopravvivere il mondo?

Anonimo 24 giugno 2008   10:13

Lo spettacolo deve andare avanti... ad ogni costo

Anonimo 24 giugno 2008   08:14

E' disgustosa l'indfferenza dell'Occidente

Anonimo 23 giugno 2008   23:09

Morire di fame o di sete, o di AIDS in Congo: non importa all'Occidente ricco ed egoista. Viva le Olimpiadi di pace e fratellanza (?)

Anonimo 22 giugno 2008   19:25
L'utente ha risposto al commento anonimo del 22 giugno 2008. Visualizza »

Eliminiamo le Olimpiadi, i mondiali di calcio, insomma tutti i tornei e giochi internazionali e nazionali: migliorerebbe qualche cosa nell'animo umano??

Faremo in fretta, perché quel bambino che muore ogni tre secondi di fame, possa vedere i cento metri ...

Anonimo 22 giugno 2008   18:38
L'utente ha risposto al commento anonimo del 22 giugno 2008. Visualizza »

Eliminiamo le Olimpiadi, i mondiali di calcio, insomma tutti i tornei e giochi internazionali e nazionali: migliorerebbe qualche cosa nell'animo umano??

Quindi facciamo le olimpiadi come se niente fosse ...

Anonimo 15 giugno 2008   22:05

Eliminiamo le Olimpiadi, i mondiali di calcio, insomma tutti i tornei e giochi internazionali e nazionali: migliorerebbe qualche cosa nell'animo umano??

Anonimo 31 maggio 2008   11:32

una medaglia di sangue per gli assassini

Anonimo 29 maggio 2008   22:08
L'utente ha risposto al commento anonimo del 29 maggio 2008. Visualizza »

ciao perchè sei così negativo è proprio bello

Le Olimpiadi... ce le siamo giocate. Baci

Anonimo 29 maggio 2008   21:51

Come hai fatto? Sembra un messaggio subliminale!!!

Anonimo 13 maggio 2008   14:49
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I potenti si appropriano di tutto, è una legge ferrea alla quale la storia non sfugge.

ciao perchè sei così negativo è proprio bello

Anonimo 13 maggio 2008   14:48
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I potenti si appropriano di tutto, è una legge ferrea alla quale la storia non sfugge.

ciao perchè sei così negativo è proprio bello

Anonimo 03 maggio 2008   19:03

Così fate anche voi pubblicità alle olimpiadi cinesi che hanno distrutto centinaia di ettari di vegetazione per costruire i nuovi impianti. Già avevano prosciugato una preziosa palude, habitat di rare specie animali, par costruire l'autodromo di formula 1.

Anonimo 03 maggio 2008   18:57

Dal 1936 in poi le Olimpiadi sono un fatto politico più che sportivo. Una manifestazione che serve ai poteri forti e basta.

Anonimo 03 maggio 2008   18:54

De Coubertin si è rigirato nella tomba quando ha visto che le olimpiadi sono diventate una passerella  di atleti gonfiati da anabolizzanti a da droghe sempre più pericolose. Niente a che vedere con i suoi ideali.

Anonimo 03 maggio 2008   11:07

I potenti si appropriano di tutto, è una legge ferrea alla quale la storia non sfugge.

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