LE CANZONI CHE HANNO NARRATO IL CICLISMO
Omaggio al Giro d'Italia che partirà da Palermo

di Marcello Sajeva
23 aprile 2008
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'Ma dove vai bellezza in bicicletta,

così di fretta pedalando con ardor?

Le gambe snelle tornite e belle

m'hanno già messo la passione dentro al cuor! '

(………Bellezza in bicicletta)

 

Il ciclismo, per la sua particolare caratteristica epica, ha sempre ispirato artisti, poeti e scrittori per narrazioni di tipo letterario e musicale. Svariate sono le canzoni che hanno narrato la storia d’Italia in bicicletta e, in modo particolare, il Giro d’Italia e il Tour de France.

Anche la Grande Boucle, che si corre in territorio francese, ma con la partecipazione di campioni del nostro ciclismo, ha inciso profondamente nelle vicende sportive ed extra sportive della corsa stessa. Si vuole che sia stato Gino Bartali, trionfando al Tour de France nel 1948, a salvare l’Italia, dopo l’attentato a Palmiro Togliatti, il leader del Partito Comunista Italiano, da una guerra civile. Ma questo compito lasciamolo agli storici. Noi ci affidiamo ai versi e alla musica di Paolo Conte.

Al Poggetto

“Oh, quanta strada nei miei sandali

quanta ne avrà fatta Bartali

quel naso triste come una salita

quegli occhi allegri da italiano in gita

e i francesi ci rispettano

che le balle ancora gli girano

e tu mi fai - dobbiamo andare al cine - -

e vai al cine, vacci tu. “

Ma il ciclismo non è soltanto il grande campione che vince e che crea attorno a se un epopea da legenda. Il ciclismo, negli occhi della gente e nel nostro immaginario, è anche il gregario, il portatore d’acqua, magnificamente cantato dal Quartetto Cetra in Ciao Mamma

“Ciao Mama,

il medico che dice,

se faccio sta salita,

s'infiamma l'appendice,

ma in cima alla salita c'è la fama,

Ciao Mama, Ciao Mama "

qualcuno dalla macchina mi chiama,

Ciao Mama vedrai che vincerò...”

Il ciclismo è anche riscatto sociale è amore e amicizia fino alle estreme conseguenze, come la storia di amicizia tra il bandito (Sante Pollastri) e il campionissimo Costante Girandengo, cantata da Francesco De Gregari. "

"Due speranze del ciclismo, due ragazzi e il borgo/cresciuti troppo in fretta/un'unica passione/per la bicicletta/ma al proprio destino/nessuno gli sfugge.”

Sante Pollastri, ricercato per rapina a mano armata, non resiste alla tentazione di andare al traguardo per applaudire l’ennesima vittoria del suo amico Costante Costante Girardengo.

“Cercavi giustizia/ma trovasti la legge/ma un bravo poliziotto/che sa fare il suo mestiere/sa che ogni uomo ha un vizio/che lo farà cadere/e ti fece cadere/la tua grande passione/di aspettarel'arrivo/dell'amico campione/quel traguardo volante/e' finito in manette/brillavano al sole come due biciclette/sante pollastri/il tuo giro e' finito/e gia' si racconta/che qualcuno ha tradito."

Chiudiamo con l’ultima legenda del nostro ciclismo. Pantani, il pirata, magnificamente cantato da Francesco Baccini.

"Vai vai vai

Pirata sei tutti noi

Mai...Mai...Mai e poi mai

Nessuno ti fermerà."

 

 

 

Buon riposo Pirata. Lassù scalerai le più belle montagne insieme all’Airone Fausto Coppi. E i francesi avranno voglia d’incazzarsi.

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