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Spettacoli • Musica

Claudio Baglioni incanta Palermo. Al velodromo il Gran concerto, macchina del tempo di energia e nostalgia

06 luglio 2009 19:49
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(eb/esa)  L’ennesimo viaggio nel tempo senza i segni del tempo, nei luoghi della memoria e nel cuore di generazioni intere di fans. Nel senso profondo di quel piccolo grande amore che “anche se non dura tutta una vita, la cambia per sempre”. Pochi dubbi: è stato un altro tripudio di gioia quello regalato al pubblico del velodromo Borsellino di Palermo da Claudio Baglioni, che sabato sera ha riaperto l'album dei ricordi in un'inebriante miscela fra note, parole ed immagini di vecchie e nuove pellicole riprodotte sul maxischermo.

 

La macchina del tempo, insomma, non ha fallito. Per la seconda tappa siciliana del Gran concerto-Qpga, dopo la performance “minimalista” del teatro greco di Siracusa, il cantautore romano ha servito il consueto condensato di emozioni, nostalgia ed energia. Partendo dal brano che lo ha lanciato nella storia – riproposto attraverso spezzettamenti tematici che hanno dato nuova linfa all'Lp del 1972 (coinvolgenti i riarrangiamenti) – Baglioni ha percorso un sentiero artistico che ha toccato il film, il romanzo ed il doppio cd che uscirà in autunno (dal vivo, presentati gli inediti In viaggio, Nuvole e sogni, Torta di nonna, Così come sei tu e Quanta strada da fare).

Master mediazione familiare

 

Nella notte del Gran concerto, passato e presente hanno viaggiato fianco a fianco, ma in una rivisitazione in chiave moderna, nuova, proiettata in avanti. “Il passato è come il sale, si scioglie per dare sapore al futuro” si legge sulla scena dello spettacolo. Una storia che non si ferma, dunque, ma che guarda al domani.

Tema di fondo, la rielaborazione di Questo piccolo grande amore, brano che il pubblico ha potuto riascoltare per intero soltanto in chiusura della prima parte. Suggestiva la sequenza di immagini alle spalle del cantante: il nuovo ed il vecchio vivono nello sguardo di due giovani attori (i protagonisti del film Questo piccolo grande amore, di Riccardo Donna) che fra luci ed ombre, musica e parole, scandiscono i passaggi di ogni canzone, di ogni ricordo.

 

Anche a Palermo, un Baglioni in gran forma. Brillante e spigliato soprattutto nella seconda parte, quando si alza il sipario sul capitolo delle “altre storie”. Prima tappa per il visibilio dei fans, il medley da solista al piano con Amore bello, Sabato pomeriggio, Solo ed E tu come stai. Nella tranche finale, è la volta di Avrai e delle immancabili Mille giorni di te e di me, Quante volte, Sono io, E tu, Io sono qui, Strada facendo, Via e La vita adesso. Per condire, infine, la coda, con un frammento in versione-dedica di Tutti qui: autentico salto dal parlato al cantato come ultima breve ma intensa emozione della serata. Poi, spazio alla standing ovation degli aficionados palermitani. Come sempre, tutti lì, sotto il palco e sotto la luna, sabato piena per l'occasione. Anche lei, insomma, quella luna idiota, in abito da sera. 
 

Enzo Bonsangue
Emanuela Savio

 

 

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