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Spettacoli • Musica

‘Estate. Sei calda come i baci che ho perduto’
Le canzoni che hanno narrato l’estate. 3 Gli amori estivi.

di Marcello Sajeva
30 giugno 2008
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‘Estate

Sei calda come i baci che ho perduto

Sei piena di un amore che è passato

Che il cuore mio vorrebbe cancellare’.

E’ proprio vero l’amore d’estate, quello che dura tre mesi e ha il sapore del mare, il sapore del sale, è il più bello di tutti gli amori. Anche di quelli che durano tutta la vita. L’emozione di un bacio in riva al mare, quando c'è la notte di luna calante, anche se si tratta di un solo bacio, vale più di mille baci invernali. Anche se poi l’indomani sarà un’altra storia per entrambi.

I grandi artisti della canzone italina hanno cantato le estati, le armi, gli amori della stagione più calda dell'anno. Magari saranno amori che si perdono nell’immensità del mare, che si sciolgono alle prime piogge di fine agosto. Quegli acquazzoni che durano non più di una mattinata, ma che ci fanno ricordare che ‘l’estate sta finendo’ che si ‘era d’estate’, ma ‘tanto tempo fa’ e che si torna alla vita di tutti i giorni alla solita routine casa lavoro pizza e cinema il sabato sera, con la solita fidanzata e i soliti amici.

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L’Estate

Che ha dato il suo profumo ad ogni fiore

L' estate che ha creato il nostro amore

Per farmi poi morire di dolore.'

Una canzone dal semplice titolo ‘Estate’ scritta del cantante e compositore Bruno Martino, con la collaborazione del paroliere Bruno Brighetti. Il brano parla di un amore finito sotto gli "splendidi tramonti" estivi. Il successo di 'Estate' arrivò dopo che fu interpretata in Brasile da João Gilberto. Da quel momento diventò un jazz standard, uno dei pochi brani italiani riusciti a entrare nel repertorio dei jazzisti di tutto il mondo. Non c'è piano bar o night club in cui questa canzone non sia mai stata eseguita, e le incisioni, compresa quella di Vinicio Capossela, sono innumerevoli. Il brano nacque con un altro titolo: "Odio l'estate", ma dopo un’ironica e dissacrante l'interpretazione di un altro grande jazzista italiano, Lelio Luttazzi, nelle successive riedizioni fu semplicemente intitolata "Estate".

E ‘Il sole che ogni giorno ci scaldava

Che splendidi tramonti dipingeva

Adesso brucia solo con furore.'

Ma a volte la chiamano estate anche senza lei ci ricorda Franco Califano:

‘E la chiamano estate

questa estate senza te’

ma non sanno che vivo ricordando sempre te.

Ma gli altri vivono, parlano, amano.

questa estate senza te.’

Un'altra canzone ‘d’autore’, da aggiungere al repertorio delle canzoni che hanno narrato l'estate porta la firma di Califano, Zanin e, ancora, di Bruno Martino. "E la chiamano estate" ci canta Franco Califano, ma senza di te che estate è aggiunge. Si tratta di un testo elegante, ma allo stesso tempo pieno di nostalgia e malinconia. Questa canzone è il pezzo adatto alle doti del cantante romano. Altre versioni della canzone saranno proposte, oltre che da Califano medesimo, da Mina e da Ornella Vanoni.

E ‘Il profumo del mare non lo sento,

non c'è più perché non torni qui, vicino a me.'

Un altro grande cantautore sempre con nostalgia di un amore perdutoci dice che.

‘Era d’estate e tu eri con me

Era d’estate poco tempo fa

Ora per ora noi vivevamo

Giorni e notti felici senza domani’

e conclude che

Era d’estate poco tempo fa

Ora per ora noi vivevamo

Giorni e notti felici senza domani.’

Quando l’estate volge al termine non c’è più niente da fare, gli amori estivi, quelli clandestini, quelli impossibili, quelli senza un perchè, vanno via con la stagione. Ce lo ricordano i Righiera quando cantano che

‘L'estate sta finendo

lo sai che non mi va

Io sono ancora solo

non è una novità

Tu hai già chi ti consola

a me chi penserà.

Languidi brividi…

L'estate sta finendo

e un anno se ne va

to diventando grande

lo sai che non mi va.

Una fotografia

è tutto quel che ho

ma stanne pur sicura

io non ti scorderò.. . .

E' inutile scrivere messaggi d’amore sulla sabbia. Perché non è come scrivere sui muri di una grande città, o a Ponte Milvio, o tre metri sopra il cielo. Ci provarono pure Franco IV e Franco I, con il loro  successo, ma anche in questo caso è stato il vento a cancellare scritta e amore, come ci narrano i primi tre versi della canzone:

Ho scritto t'amo sulla sabbia,

e il vento poco a poco

se l'é portato via con se....’

 

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