Spettacoli • Musica

vasco? Un comandante come il Che. Parola di Jovanotti

13 aprile 2008
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Vasco? Un comandante, anzi 'il comandante': lo ha detto Jovanotti ospite di 'Viva Radiodue', il programma di Fiorello e Marco Baldini. Jovanotti si è rivolto a Vasco, intervenuto a sorpresa in collegamento telefonico. "Ci sono due comandanti, Che Guevara e Vasco!", ha detto Lorenzo. Il rocker di Zocca ha confidato di essersi appena svegliato: "Io mi sveglio, poi faccio la lettura dei giornali, poi faccio palestra, poi innaffio i fiori del giardino, poi lavo la macchina e finalmente sono pronto per affrontare la giornata", ha raccontato.

 

Insieme Fiorello, Vasco e Jovanotti hanno raccontato i rispettivi incontri. "Io arrivavo con un vespino truccato, Vasco mi incontrava e mi diceva 'ehi Fiorello, fammi Ramazzotti', io lo guardavo e lo facevo", ha ricordato Fiorello. "Vasco è un vero genio -ha detto Jovanotti- ci ha cambiato la vita, la sua apparizione al Festival di Sanremo è stato il giro di boa della musica italiana. Prima la musica italiana era piena di parole e aveva un immaginario lirico, poi è arrivato lui con Vado al massimo. Io ero davanti alla tv e mi è sembrato di vedere il mondo che cambiava". Infine insieme i tre hanno cantato 'Un senso'.

Fonte: Ansa
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Anonimo 14 aprile 2008   15:06

Quanto apprezzo i cantanti che NON fanno politica facile !

Anonimo 14 aprile 2008   14:16

Questi giudizi deliranti qualificano Jovanotti per quello che è ,un rampante invecchiato ,imbolsito che ormai ripete stolidamente parole d'ordine fuori posto e fuori logica. Una persona rimasta bloccata ai tempi della sua "prima versione".

Che c'entra la musica di Vasco col Che ? E che fastidio questo voler immischiare certe cose con tutto !

Ed uno che è miliardario con pochi meriti ,con quattro canzoni-cantilena, com'è che si mette a fare "l'impegnato a sinistra" ? Mi sembra snobismo allo stato puro .O forse è un modo (sfacciato) per prenotarsi per i prossimi Festival de "l'Unità".Giusto per pensare ad una carriera che deve continuare.

Questa faccenda dei nuovi ricchi che giocano a fare "gli amici degli umili" mi pare il colmo dell'ipocrisia.

Una specie di auto-lavaggio di coscienze spoeche.

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