Il titolo sarà Albakiara in onore della generazione "K" quella degli adolescenti ddi oggi dalla vita "spericolata" e priva di punti di riferimento. Il rocker, oltre che come autore di buona parte delle canzoni del film, figurerebbe anche come coproduttore e cosceneggiatore. Tra gli interpreti ci saranno anche Alessandro Haber, Dario Bandiera, Ivano Marescotti e l'esordiente Laura Gigante
Dopo l’annuncio di “piccolo grande amore” di Baglioni (che uscirà a San Valentino) ora è il turno di Vasco Rossi che vedrà la sua “Albachiara” sul grande schermo il prossimo autunno.
La regia è stata affidata a Stefano Salviati, al suo esordio nel lungometraggio, ma di comprovata esperienza nel mondo della musica: ha girato video per Gianna Nannini, Antonello Venditti e Zucchero, e, naturalmente, Vasco. Molti conoscono il suo video movie “È solo un rock'n'roll show”, formato da 12 clip. Adesso porta al cinema un film scritto da lui stesso insieme a Carlo Lucarelli e con la collaborazione di Ilaria Bernardini.
l protagonisti del film saranno Raz Degan e il figlio di Blasco: Davide Rossi affiancati da Alessandro Haber, Dario Bandiera, Ivano Marescotti e l'esordiente Laura Gigante. Il rocker, oltre che come autore di buona parte delle canzoni del film, figurerebbe anche come coproduttore e cosceneggiatore.
Il regista si è “preparato” intervistando oltre 800 studenti di scuole medie e licei prima di iniziare le riprese tra Modena e Bologna.
“Albakiara” (questo il titolo del film) uscirà in autunno in tutte le sale italiane (sono previste alcune centinaia di copie) con la distribuzione e coproduzione Mikado Film e Pixel Dna con la partecipazione di Rai Cinema, Movieweb e Peace.
La "K" del titolo allude alla cosiddetta "generazione K", quella di una realtà giovanile che colleziona storie anche forti. La pellicola si pone l’obiettivo di svelare il lato oscuro dei diciottenni di oggi: ancora acerbi in amore e incapaci di arrestare il degrado che li circonda. Una generazione senza valori, “allo sbando” in cui i sentimenti e i sogni si perdono nelle trasgressioni. Ma sempre di adolescenti parliamo e, secondo le intenzioni del regista, nonostante tutto, traspare l’umanità, l’innocenza, fino alla fine. "Una favola cattiva, un fumetto pop, un film tragicomico che è un pezzo di società mai raccontata" ha spiegato Salvati sulle pagine del 'Corriere della Sera'.
Laura Maggiore