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“Thriller” aveva compiuto 25 anni, è il disco più venduto della storia della musica

26 giugno 2009 08:12
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Aveva festeggiato un quarto di Secolo il disco più venduto nella storia della musica, Thriller di Michael Jackson. L’album infatti è stato pubblicato il 1.12.1982. Thriller raggiunse subito le vette delle classifiche negli Stati Uniti e in Europa e ci rimase per mesi. Thriller ha venduto oltre 105.000.000 di copie e si calcola che ne continui a vendere circa 400.000 l’anno. L’opera è stata premiata con 27 dischi di platino.Oggi 12 febbraio negli U.S.A. viene

commercializzato, in occasione del 25° anniversario, un CD ed un DVD con le tracce originali dell'album.

Alcuni pezzi sono stati remixati e la versione giapponese di "Thriller: 25th anniversary", questo il nome dell’opera, conterrà anche "Got The Hots" e i 3 video estratti dall'album (Billie Jean, Beat it e Thriller).Jackson non era uno sconosciuto, ma nonostante tanti esperimenti insieme a componenti della sua estrosa famiglia di artisti e cantanti, come il gruppo “Jackson five”, rimaneva nelle retrovie del Pop Rock, anche se aveva avuto l’intuizione di contaminare la sua musica con il Soul e con altri generi musicali.

Questo disco lo consacrò definitivamente al grande pubblico e lo consegnò alla storia della musica.Il disco, ed il pezzo Thriller in particolare, riuscirono perfettamente nella fusione dei generi (c’è dentro anche del Funk e della disco dance). Viaggia su un ritmo sostenuto in tutti i pezzi, smalto d’autore ed esecuzione brillante, atmosfere evocative e futuriste: ma buona parte del successo di questo album è da attribuire ai video che sono stati associati ad alcuni singoli da esso estratti (Billie Jean, Beat it).

Il video più famoso è comunque il cortometraggio che accompagnava Thriller, che invero venne girato dopo l'uscita dell'album. Il video di thriller, del regista John Landis, la cui la coreografia è stata scritta dallo stesso Jackson, è ritenuto unanimemente ancora oggi il miglior video musicale della storia. Ed in effetti il video è veramente innovativo ed è da considerare il capostipite dei moderni video clip. E’ il primo ad avere avuto una trama ed una specifica coreografia, ed è il primo ad aver utilizzato copiosamente gli effetti speciali, con uno dei quali Jackson viene trasformato in uno zombie.

La velocità dell’azione e la ripresa con più telecamere in stile film, insieme alla coralità del movimento, lo fissano nella mente dello spettatore in modo indelebile: chi può dimenticare gli zombies che sbucano dalle tombe?

Ma quanto detto non basta a spiegare il successo tecnico, di critica e di pubblico ottenuto, né la portata innovativa che ebbe sui video-clip. Infatti la chiave di lettura che il regista riuscì a dare del brano, capovolse la prospettiva e le letture scenografiche fino ad allora utilizzate, ovvero riuscì, non ad illustrare la musica con immagini più o meno evocative ed assonanti, ma a compenetrare il ritmo dell’azione con la musica.

Un vero capolavoro di identificazione tra le immagini ed i suoni che non scorrono uno sopra l’altro, ma avanzano come un corpo unico verso lo spettatore e lo avvolgono, come i malandati zombies.

Il ritmo sostenuto ed incalzante, l’ottima fattura della musica ed i movimenti, anch’essi “innovativi” di Michael Jackson, fanno il resto. Esteticamente ammirevole la pulizia dell’immagine del protagonista, a tratti stagliata sulla penombra della scena attorno a lui.Sui passi che l’artista presenta, parte non trascurabile della coreografia, bisogna aggiungere che si tratta proprio di una ricerca un po’ maniacale cominciata molti anni prima. In questo Jackson non è un capostipite: i movimenti di scena, le figure ovvero più comunemente i “passi”, sono stati oggetto di lungo e attento studio da parte di diversi cantanti americani: Elvis Presley preparava in modo meticoloso i suoi movimenti sul palcoscenico.In un primo progetto il disco avrebbe dovuto intitolarsi StarLight, ma in seguito proprio Jackson cambiò idea.

Come tutto ciò che è originale veramente, il disco e soprattutto il video, sono stati “saccheggiati” dal mondo dello spettacolo, costituendo spesso, troppo spesso, un modello da imitare, da evocare, ma si sa che alcune creazioni, nate da casuali ispirati incontri di sinergie, da studio, applicazione e passioni profonde, restano inimitabili
 

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