La settima edizione della kermesse musicale "Note di notte" è ai nastri di partenza: lunedì a Villa Anna (Ispica) il Festival ospiterà, in esclusiva regionale, l’Orchestra Baobab, gruppo storico senegalese con quasi quaranta anni di storia musicale alle spalle.
Come da tradizione, prima del concerto, il pubblico sarà accolto da un drink di benvenuto e con Note di notte prenderà il via anche il Nonsolofestival con le sue esposizioni.
La storia dell'Orchestra Baobab. Si è formata a Dakar nel 1970, quando un gruppo di ministri del governo senegalese tra cui Adrien Senghor, Ousmane Diagne e Dame Drame decise di fondare un club privato dove incontrarsi con gli amici. L’Orchestra nasce in un seminterrato al 144 di Rue Jules Ferry, a due passi da Independence Square e dal palazzo presidenziale. Un albero di baobab decora pareti e soffitto: viene battezzato Baobab Club.
Tocca a Baro N’Diaye (sassofono) e Sidathe Ly (basso) scegliere gli altri membri con cui fondare il gruppo: Moussa Kane suona le congas e la toumba, Biteye è il primo batterista. Barthelemy Attisso (chitarra), Balla Sidibe (voce, batteria, chitarra e congas) e Rudy Gomis sono portati via al gruppo The Star Band. Laye M’Boup, star del National Troupe al teatro Daniel Sorano, entra nel gruppo con il suo look stupefacente, la sua conoscenza delle canzoni dei griot (cantastorie locali) una intonazione perfetta e un grande repertorio di canzoni Wolof.
Nasce così l’Orchestra Baobab.
All’inizio il gruppo suona al Baobab Club esclusivamente nei weekend, ma diviene così popolare da essere invitato ad esibirsi ogni sera.
Affermatissima in tutta l’Africa, dalla metà degli anni 70 è riconosciuta come la migliore orchestra del Senegal.
I suoi musicisti provengono da un miscuglio di culture che riflette le differenze etniche del paese, e non solo. Balla Sidibe, Rudy Gomis e successivamente Charly N’Diaye (basso) vengono da Casamance, provincia meridionale del Senegal con un ricco repertorio di canzoni Mandinka, Mandiago e folk dei Diola (tribù locali). Medoune Diallo rappresenta la musica Toucouleur del nord del Senegal. Issa Cissoko (sax tenore) e i cugini Mountaga Kouate (batteria) e Seydou Norou “Thierno” Kouate vengono dalla tribù Malinke del Mali. Barthelemy Attisso dal Togo e aggiunge ai suoi arrangiamenti tocchi di Congolese e altri stili della musica dell’Africa Occidentale. Latfi Ben Geloun (chitarra ritmica) è nato a St. Louis da genitori marocchini. Peter Udo (clarinetto) viene dalla Nigeria.
All’incrocio di tante influenze africane, nella cifra stilistica dell’Orchestra si aggiunge anche una forte componente latina.
Già dagli anni ’40 infatti, grazie al traffico merci del porto di Dakar, la musica cubana ha fatto il suo ingresso nel paese. Dalla fine degli anni ‘50, il Senegal e i paesi confinanti cercano l’indipendenza dalle leggi coloniali e rinsaldano il legame con Cuba incrementando anche l’interesse per la musica dell’isola.
Il mix cool e intrigante tra pachanga, salsa, cha cha cha e musica africana è la forza dell’Orchestra Baobab che, pur restando fedele al proprio sound, negli anni è sempre riuscita a rinnovarsi.
Dopo una battuta d’arresto alla fine degli anni ’80, nel 2001 si è riunita ed ha ricominciato ad incidere e a tenere concerti su palchi prestigiosi.
Nel 2003 l’Orchestra ottiene l’attenzione dei media statunitensi grazie ai musicisti Trey Anastasio e Dave Matthews che, durante un viaggio in Senegal, filmano il documentario Trey and Dave go to Africa in cui suonano con la Baobab.
Importante la produzione discografica con oltre venti album e la partecipazione a numerose compilation.
L’ultimo cd Made in Dakar (2007) dà il nome al nuovo tour dell’Orchestra Baobab che questa estate toccherà i più importanti festival europei.