La moglie se ne va il marito sta in città.
Le canzoni che hanno narrato l’estate. 4.Estate in città

di Marcello Sajeva
16 luglio 2008
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 ‘Arriva l’estate che caldo infernale

Le case infuocate ognuno sta male

soltanto le mogli son tutte partite

con mille bagagli ai monti ed al mar

La moglie se ne va il marito sta in città

il povero marito rimane incustodito

La moglie se ne va ma il marito pensa già

A quella scappatella che da tempo vuole far '

‘Mariti in città’ è una canzone di Domenico Modugno datata 1958. Negli anni cinquanta rappresentava la radiografia delle vacanze degli italiani. L’immaginario collettivo era proprio questo. Le mogli partivano per la villeggiatura con figli e suocere al seguito, mentre i mariti rimanevano in città a lavorare. E l’estate evoca sempre l’evasione coniugale sia al mare che in città. Figuriamoci del marito degli anni cinquanta.

Non tutte le canzonette che narrano l’estate devono necessariamente parlare di mare e di spiaggia. L’estate è estate, anche se si rimane in città, da soli o in compagnia, anche se si va in montagna a ‘prendere il fresco, a casa propria con l’aria condizionata, o a pedalare una bella bicicletta, anziché sul pedalò. Quando l’avvocato Paolo Conte scrisse Azzurro, canzone portata nell’estate del sessantotto al successo da Adriano Celentano, pensava a chi, rimasto quell’estate in città, cerca un’evasione contro la noia: ma è frustrato da desideri e pensieri che “vanno all’incontrario”. Cercava ‘L’estate tutto l’anno’, per poi vedersela spuntare all’improvviso, ma aggiunge, ‘lei è partita per le spiagge’ e lui si sente ’solo quassù in città,’ e ’sento fischiare sopra i tetti /un aeroplano che se ne va. ‘Tutti sono partiti. Ci si deve contentare del pomeriggio che si è ‘Azzurro, il pomeriggio è troppo azzurro e lungo e triste ’ e sovviene il desiderio della propria donna, ma canta ‘ mi accorgo di non avere più risorse senza di te’.Non resta che prendere il treno e raggiungere la persona amata. Ma è proprio destino che lo perseguita infatti,‘il treno dei desideri, dei miei pensieri all'incontrario va. ‘Ma non si perde d’animo e cerca ‘un po' d'Africa in giardino tra l'oleandro e il baobab, ma c'è gente, e non si può più:e non c'è il leone, chissà dov'è.’ Rimane solo e gli ‘Sembra quand'ero all'oratorio con tanto sole, tanti anni fa... quelle domeniche da solo in un cortile a passeggiar... ora mi annoio più di allora: neanche un prete per chiaccherar...’
Ma non va meglio a chi ha deciso che di rubare una bicicletta e cantare che ‘Sotto questo sole è bello pedalare sì ma c'è da sudare Sotto questo sole rossi e col fiatone e neanche da bere Allora so io cosa facciamo facciamo che andiamo c'è gente che ha pagato non può finire qui.’ Sotto questo sole è una gustosissima canzone scritta e cantata da Francesco Baccini e dal gruppo Ladri di Biciclette.

E arriva subito la Domenica d’agosto a Boddy Solo viene la voglia di andare al mare ma poi pensa che La spiaggia è un girarrosto, non servirà bere una bibita se in fondo all'anima sogno l'oceano. Slash!’ Domenica d'agosto che sera blu! In cielo c'e' una stella che guarda giù.'

 

La soluzione per un’estate senza mare ce la propone ancora Bobby Solo con Siesta.

‘Al mio paese quando il sole picchia sulle case tutta la gente chiude gli occhi e chiude le persiane.'Quando è l'ora della siesta è festa per me, invece di dormire io vado a passeggiare da solo col mio amore.'

 

Come tutte le storie anche questa ha una fine e

'La moglie tornerà e il marito che farà

Il povero marito è triste ed avvilito

La moglie tornerà e la cosa sfumerà

E quella scappatella tanto bella non farà'

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