A Cannes si apre il toto-Palma: partecipa anche Cantet

24 maggio 2008
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Un professore giovane, con la voglia di insegnare, avere un rapporto sincero con i suoi studenti ma anche di far rispettare loro le regole è il protagonista di La Classe, il nuovo film di Laurent Cantet, il Ken Loach francese di Risorse Umane e Tempo pieno, che entra di diritto nel Toto-palma, scatenatosi sulla Croisette, a concorso quasi finito, come d'abitudine.

La maratona del gruppo di giurati, presieduti da Sean Penn, prevede ancora oggi pomeriggio My magic di Eric Zhoo da Singapore, stasera l'esordio dello sceneggiatore premio Oscar Charlie Kaufman e stanotte Il divo di Sorrentino, oltre a Palermo Shooting di Wim Wenders. Voci semi ufficiali sul Palmares non esistono, come sempre a Cannes, e i tentativi di sapere dai giurati come vanno le cose falliscono miseramente anche di notte e dopo vari bicchierini di vodka (bocche cucite dai modaioli Sean Penn, Alfonso Cuaron, Natalie Portman, che non perdono una festa purché esclusiva e con guardie del corpo intorno). Restano ad oggi solo le valutazioni dei critici o i ragionamenti geo-strategici, come quello che con insistenza vorrebbe come impossibile da ignorare tra i premi il film cinese di Jia Zhangke, 24 city, come segnale di vicinanza con il popolo cinese colpito dal sisma. La vulgata italica sulla Croisette parla di un ritorno qui del team di Gomorra ed è realistica: Matteo Garrone è tornato per ritirare oggi il premio Città di Roma e il suo attore Toni Servillo è tornato da ieri essendo anche protagonista del Divo di Paolo Sorrentino.

Una lotta fratricida, dopo aver visto entrambi i film, non è da escludere: sia Garrone che Sorrentino hanno avuto elogi dalla stampa e potrebbero aver colpito la giuria, sostenuti dal nostro Sergio Castellitto. L'affresco di Cantet su una classe-tipo di adolescenti francesi, non troppo periferica e non troppo centrale, colpisce per freschezza ed efficacia. Seguendo uno stile non-fiction, il film mette in scena, attraverso le lezioni, la società francese e dunque europea, le difficoltà dell'integrazione, la scuola che si sostituisce alla famiglia, la comunicazione tra il mondo dei grandi e quello di chi lo deve diventare, il ragazzo cinese diligente e volenteroso che vuole imparare in fretta il francese, il giovane di origine africana che si sente di seconda generazione e dunque si proclama francese, quello invece con una sura del Corano tatuata sul braccio e solo le origini marocchine in testa. Usando il registro documentario come linguaggio cinematografico - una tendenza che sta diventando sempre più importante nel panorama del cinema mondiale, come si è visto anche qui con Gomorra o Linha de Passe di Walter Salles, entrambi nella rosa del Palmares - Cantet riesce a cogliere il valore fondante dell'insegnamento nella costruzione del futuro.

Tra i film francesi, che non vincono da anni, potrebbe battersela per un premio insieme alla famiglia a pezzi di Un Conte de Noel di Arnaud Desplechin. Il film più 'classico', e dunque sulla carta più vicino alla sensibilità generale, in una edizione senza capolavori assoluti, resta The Exchange di Clint Eastwood, in testa al Totopalma immaginario pur con le difficoltà di Penn di premiare l'opera di un suo grande amico (e grazie al quale ha vinto un Oscar per Mystiv River). Secondo i critici poi, il film turco Le tre scimmie di Ceylan é da Palma d'oro, così come pure si dovrebbe tenere conto del dramma dell'immigrazione dall'Est, messo in scena dai Dardenne nel Silenzio di Lorna, pazienza se per loro sarebbe la terza Palma.

L'animazione di Ari Folman, Waltz with Bashir, sul massacro di Sabra e Chatila, è nella rosa dei premi di seconda importanza, s'immagina sostenuta dalla giurata Satrapi che lo scorso anno portò qui Persepolis. Ad aspirare al premio come migliori attori sono ad oggi Joaquin Phoenix di Two lovers, Philip Seymour Hoffman di Synecdoche, New York e Benicio Del Toro affascinante santino di Che Guevara, senza dimenticare il Servillo del Divo. Per le donne, oltre ad Angelina Jolie, madre di irriducibile coraggio per Eastwood, alla Lorna dei Dardenne (l'attrice del Kosovo, Arta Dobroschi), è certamente da considerare la protagonista del film turco di Ceylan, Hatice Aslan.
 

Fonte: ansa
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