(Azzurra Sichera) Da una parte chi ribadisce con nuova fermezza il suo dissenso e dall’altra chi scende in battaglia con rinnovato fervore. Stiamo parlando di Francesco Belletti, presidente del Forum delle Associazioni Familiari e della la Lega italiana per il Divorzio Breve che a suon di dichiarazioni, articoli e comunicati, prende posizione in merito alle tre nuove proposte di legge sul divorzio breve appena giunte alla Camera, avanzate sia dalla maggioranza che dall’opposizione dopo il tentativo fallimentare del 2003.
Le proposte mirano alla riduzione del periodo che intercorre tra la separazione dei coniugi e la richiesta di divorzio: dopo la diminuzione da 5 a 3 anni approvata nel 1987, si prospetta di accorciare l’intervallo ad un anno se non addirittura a sei mesi. L’avvocato Eugenio Mete, curatore del sito www.ilmatrimoniointribunale.it
Ma non tutti la pensano allo stesso modo sull’argomento. C’è chi punta sulla stabilità matrimoniale come valore sociale chiedendo al Parlamento di venire incontro alle coppie in difficoltà piuttosto che introdurre percorsi facilitati; e chi invece considera l’ennesimo accorciamento del termine interlocutorio e di eventuale ripensamento una scelta ipocrita e “zuccherosa” proponendo invece l’azzeramento dei tempi di attesa, il divorzio come alternativa alla separazione e la soluzione dei problemi con l’introduzione nel nostro ordinamento dei patti prematrimoniali.
Solitamente si dice che la verità stia nel mezzo anche se, in questo caso, il 70% dei cittadini italiani si ritiene favorevole al divorzio breve, ed è possibile che «pur trattandosi di una legge la cui approvazione può comportare elevate possibilità di rapporti coniugali soggetti a crisi immediate – continua Eugenio Mete - e quindi ad una inarrestabile corsa al divorzio breve, il Parlamento la approvi, per soddisfare le istanze socio-politiche dei cittadini».
Probabilmente queste esigenze sono il frutto di una società che ha subito profondi cambiamenti: nulla fa più scandalo, figuriamoci un divorzio; le famiglie hanno assunto connotati e dimensioni notevolmente differenti rispetto a quelle di 40 anni fa, e in Europa altri paesi hanno già avviato e concluso percorsi per facilitare le procedure burocratiche.
Maria Luisa Missiaggia, avvocato divorzista specializzato in diritto di famiglia, consulente per la RAI e curatrice del sito www.studiodonne.it, dichiara che «la separazione non è un errore di percorso ma un’occasione da cui partire per ricostruire la propria affettività compromessa da un rapporto ormai concluso. Sganciare il passato in fretta accettando le decisioni di conclusione e ridurre i tempi tra la separazione e il divorzio aiuta sicuramente le parti a non ostinarsi e concentrarsi su ciò che procura dolore. E poi perché restare sposati con chi non ci vuole più? Questa è la domanda ricorrente a cui spesso dai clienti non ho risposta. In realtà l’orgoglio e la mancata accettazione di una decisione che non abbiamo preso oltre che la smania di controllo esagerata non vanno alimentati allungando tempi che favoriscono solo l’inasprimento dei rapporti e il disagio dei minori».
Infatti il cosiddetto tempo di riconciliazione in molti casi non fa che peggiorare i rapporti già deteriorati che intercorrono tra marito e moglie, con conseguenze di malessere anche per i figli e la connessa difficoltà di crearsi una nuova vita. «È comunque auspicabile che le persone siano libere di costruirsi, in tempi brevi, una nuova famiglia – conclude l’avvocato Eugenio Mete - senza le attese dovute non solo al termine triennale per il divorzio, ma anche alla lunghezza dei processi nel nostro paese. Allo stesso tempo però, vi sono concreti rischi che pure la nuova unione non sia stabile e duratura e sia seguita da un nuovo divorzio “sprint” e così di seguito. A mio parere, il limite non dovrebbe essere inferiore a dodici mesi. Va rilevato che proprio la normativa del divorzio breve, ove facilitasse in modo ancor più veloce le coppie senza figli, sarebbe uno stimolo contro la procreazione».
Anche se le eccezioni alla regola non mancano e le nuove famiglie allargate composte da ex con il nuovo compagno e relativa progenie fanno ben sperare, sappiamo che sono soltanto casi fortunati e decisamente sporadici.
Il divorzio.. non dico che dovremmo importare l'uso dei paesi arabi dove basta inviare 1 sms per divorziare e nemmeno l'uso di Las Vegas dove oggi ti sposi e domani divorzi, pero' un qualcosa di accettabile.
IO concordo con il distacco fra separazione e divorzio trascorri un lasso di tempo di 12 mesi, pero' dare più efficacia alla separazione, e cioè dalla data della sentenza di separazione entro 1 anno a richiesta di 1 dei 2 la conferma del divorzio, senza per questo fare di nuovo la trafila.
Prassi odierna:
i 2 sposi decidono di separarsi consensualmente/giudiziale, prima di essere convocati da 1 giudice trascorrono circa 6 mesi durante i quali nella convivenza coatta o meno comincia la guerra o cercata o lanciata tramite causus belli, arrivati davanti al giudice, prima tenta di conciliare e se non vi sono spazi non fa altro che ratificare ciò che vi è nella consensuale oppure sentenzia nella giudiziale.
dopo questo giorno i rapporti non fanno altro che peggiorare in un crescendo in stile GUERRA DEI ROSES e tutto il rancore le ripicche ed altro non fanno altro che ricadere nei figli di cui di uno diventano alleati e li usa come arma di ricatto, e dall'altro li vede come nuovi nemici buoni solo a considerarti solo ed esclusivamente come un bancomat da mungere.
Quindi un inutilità immane il periodo di 3 anni dalla separazione perchè bene o male si arriva a 4 o 5 alla sentenza di divorzio.
ripeto i conteggi
la coppia si deteriora e fra tentennamenti ed altro trascorrono almeno 1 anno in un linbo prima di arrivare dall'avvocato, 6 mesi prima di arrivare dal giudice, dopo 3 anni per chiedere il divorzio, e di nuovo almeno 6 mesi per arrivare davanti al giudice
quindi 1+1/5+3+1/5=cinque anni e devo dire che mi sono tenuto molto basso.
Sentenza di divorzio che stabilisce solo che 2 persone da quella data non sono più sposati,
PARTE SECONDA
per quanto riguarda alimenti e assegno divorzile non si chiude mai, per chi deve sborsare è una cambiale a vita, per chi deve incassare è solo una voce di accredito nel conto corrente che spera in qualche escamoutagge di farla aumentare, perchè in qualsiasi momento 1 degli ex si può appellare al giudice e richiedere la rimodulazione dell'assegno
quindi che senso ha trascinare un rapporto per ulteriori 3 anni quando nella Parte SECONDA non vi è mai fine??
e poi scusate tanto anche da divorziati nessuno vi impedirà mai in caso di riappacificamento di sposare nuovamente la vostra ex.
per quel che mi riguarda sono come nella Guerra DEI ROSES, dopo il divorzio 1 udienza giudice di pace per spese extra, 2 per assegno divorzile, insomma gli avvocati non hanno da lamentarsi.
cosa spero??? una possibilità su 1 milione chessò un meteorite, un fulmine, un treno, insomma che qualcuno da lassu'o meglio laggiù la chiami........ :-))
Caro AMico condivido tutto quanto hai detto. Sono un altro che spera nel fulmine.. purtroppo ho l sensazione che con i tempi assurdi che la legge impone questo colpirà prima me. Nah che dire.. speriamo bene In bocca al lupo
Antonio Catania
Il divorzio.. non dico che dovremmo importare l'uso dei paesi arabi dove basta inviare 1 sms per divorziare e nemmeno l'uso di Las Vegas dove oggi ti sposi e domani divorzi, pero' un qualcosa di accettabile.
IO concordo con il distacco fra separazione e divorzio trascorri un lasso di tempo di 12 mesi, pero' dare più efficacia alla separazione, e cioè dalla data della sentenza di separazione entro 1 anno a richiesta di 1 dei 2 la conferma del divorzio, senza per questo fare di nuovo la trafila.
Prassi odierna:
i 2 sposi decidono di separarsi consensualmente/giudiziale, prima di essere convocati da 1 giudice trascorrono circa 6 mesi durante i quali nella convivenza coatta o meno comincia la guerra o cercata o lanciata tramite causus belli, arrivati davanti al giudice, prima tenta di conciliare e se non vi sono spazi non fa altro che ratificare ciò che vi è nella consensuale oppure sentenzia nella giudiziale.
dopo questo giorno i rapporti non fanno altro che peggiorare in un crescendo in stile GUERRA DEI ROSES e tutto il rancore le ripicche ed altro non fanno altro che ricadere nei figli di cui di uno diventano alleati e li usa come arma di ricatto, e dall'altro li vede come nuovi nemici buoni solo a considerarti solo ed esclusivamente come un bancomat da mungere.
Quindi un inutilità immane il periodo di 3 anni dalla separazione perchè bene o male si arriva a 4 o 5 alla sentenza di divorzio.
ripeto i conteggi
la coppia si deteriora e fra tentennamenti ed altro trascorrono almeno 1 anno in un linbo prima di arrivare dall'avvocato, 6 mesi prima di arrivare dal giudice, dopo 3 anni per chiedere il divorzio, e di nuovo almeno 6 mesi per arrivare davanti al giudice
quindi 1+1/5+3+1/5=cinque anni e devo dire che mi sono tenuto molto basso.
Sentenza di divorzio che stabilisce solo che 2 persone da quella data non sono più sposati,
PARTE SECONDA
per quanto riguarda alimenti e assegno divorzile non si chiude mai, per chi deve sborsare è una cambiale a vita, per chi deve incassare è solo una voce di accredito nel conto corrente che spera in qualche escamoutagge di farla aumentare, perchè in qualsiasi momento 1 degli ex si può appellare al giudice e richiedere la rimodulazione dell'assegno
quindi che senso ha trascinare un rapporto per ulteriori 3 anni quando nella Parte SECONDA non vi è mai fine??
e poi scusate tanto anche da divorziati nessuno vi impedirà mai in caso di riappacificamento di sposare nuovamente la vostra ex.
per quel che mi riguarda sono come nella Guerra DEI ROSES, dopo il divorzio 1 udienza giudice di pace per spese extra, 2 per assegno divorzile, insomma gli avvocati non hanno da lamentarsi.
cosa spero??? una possibilità su 1 milione chessò un meteorite, un fulmine, un treno, insomma che qualcuno da lassu'o meglio laggiù la chiami........ :-))