"Il tasso di applicazione dell'affido condiviso in Italia è complessivamente molto buono ma restano delle problematiche consistenti che riguardano la vera applicazione della legge che molte volte è più teorica che pratica". E' il bilancio dell'avvocato Maurizio Paniz, estensore della legge sull'affido condiviso, a margine di un convegno dell'Ami a Taormina. Secondo Paniz "la legge è migliorabile ma intanto bisogna applicarla tutta, anche con il regime sanzionatorio che di fatto oggi è poco ascoltato". Cesare Rimini, decano degli avvocati matrimonialisti, parla dell'affido condiviso scegliendo un metafora:"E' - dice - un bambino che sta crescendo abbastanza bene, che per diventare adulto ha bisogno di maggiore presa di cognizione dei magistrati e qualche piccola rettifica legislativa". "La legge - sottolinea Rimini - quello che voleva l'ha ottenuto come coscienza sociale, nell'applicazione dei giudici ci sono ancora delle resistenze" Maurizio Quilici, presidente dell'Istituto di studi sulla paternità, parla di "discriminazione vera ed evidentissima in favore delle madri con la vecchia legge". "Oggi - osserva - sono cambiate le parole ma la sostanza è rimasta la stessa: anche con l'affido condiviso al padre si dà la possibilità di vedere i figli soltanto in giorni e tempi prestabiliti".
ci si affanna a dare rilievo al ruolo e alla presenza costante del padre, disponendo per legge l'affido condiviso. che senso ha determinare per legge il riconosciuto e dovuto contributo socio-psico-affettivo dell'altro genitore quando questi non ne ha mai fatto richiesta? quando non invita mai il figlio a trascorrere giorni tot con lui ma si limita ad incontri quindicinali di max n. 2 ore? a che serve la sentenza del giudice, quando il padre non si interessa delle vacanze del figlio nè in prima persona nè vuole contribuire alle necessarie iniziative che prende la madre per evitare di farlo "sclerare" da solo a casa? l'affetto e l'attenzione agli altri non si possono ordinare per legge, bensì si dovrebbe supportare maggiormente il genitore che da sempre si è fatto carico della cura del flglio, che i figli non si crescono solo con l'assegno di mantenimento disposto dal giudice! per questo basterebbero anche i servizi sociali che in tal caso non sarebbero chiamati PAPA'