"Il diritto di famiglia produce più morti ammazzati l'anno di mafia, camorra e 'ndrangheta insieme: ci sono circa 900 fatti di sangue all'anno legati alla pessima gestione di separazioni e divorzi". Lo ha affermato il presidente dell'Associazione matrimonialisti italiani, l'avvocato Gian Ettore Gassani, a margine di un convegno nazionale dell'Ami a Taormina sull'affido condiviso. Di questi episodi di violenza, ha rivelato il legale, in particolare "legati all'affidamento, ci sono circa 340 tra omicidi e suicidi all'anno per vicende che magari sono gestite male". "L'affidamento condiviso dei figli in Italia - ha osservato Gassani - è applicato nell'80% dei casi che arrivano in tribunale, ma la maggior parte di loro è soltanto formale: uno dei due genitori, e per lo più il padre, è escluso di fatto dalla vita dei figli". "L'Italia da questo punto di vista - ha detto il presidente dell'Ami - è fanalino di coda in Europa e questo è legato a un problema culturale, ma i genitori si separano tra di loro non dai figli". Figli che, secondo l'avvocato, "non vengono sentiti da chi deve prendere le decisioni". Per Gassani "i padri sono discriminati rispetto alla madri nell'affido dei figli per un problema storico-culturale che oggi non ha più ragione di esistere". In Italia, secondo i dati dell'Ami, ci sono circa 70 mila tra separazioni e divorzi l'anno.