Un serpentone pieno di bandiere arcobaleno e con un'orchestrina a suonare 'Rosamunda'. Così il corteo del Gay Pride nazionale sotto le due torri a Bologna. Ad aprire il corteo lo striscione del 'Bologna Pride' con un'acclamatissima Vladimir Luxuria con una tiara in testa e un gonnellino bianco. Sullo striscione d'apertura, le tre parole d'ordine della manifestazione: 'Dignita', parità, laicita". A tenerlo ci sono, tra gli altri, Aurelio Mancuso, presidente nazionale di Arcigay, Marcella Di Folco, leader del Movimento transessuali italiani (in mise nera in segno di lutto, ha spiegato) e l'ex deputata Luxuria.
"Avevano previsto una Bologna grigia e nuvolosa, siamo venuti a colorare questa città", ha spiegato Vladimir Luxuria. In testa la tiara con la scritta 'No angel'. Alla domanda sul perché di quella scritta, ha risposto: "Perché, meno male, non sono un angelo".
A sfilare in corteo anche Nicki Vendola, presidente della Regione Puglia, Vittoria Franco, 'ministro ombra' del Pd per le Pari opportunità, e Sergio Lo Giudice, presidente onorario di Arcigay. Lungo il percorso molti cartelli a favore della laicità ed anche uno dal tono un po' spinto rivolto al ministro Carfagna: "Carfy, te la sbatto in faccia la cravatta", che allude all'invito rivolto dal ministro ad un Pride meno appariscente in giacca e cravatta.
A BERLINO SFILATA CON SOPRAVVISSUTO NAZISTI Mascherati da angelo o da diavolo, agitando i fianchi al ritmo di samba e con vestito in tema, oppure abbigliati più semplicemente in jeans e maglietta, decine di migliaia di gay e lesbiche hanno celebrato oggi a Berlino la giornata dell'orgoglio omosessuale, con la 30ma sfilata in memoria del Christopher Street Day, per la prima volta partita dalla parte orientale di Berlino. In 500 mila avrebbero partecipato a manifestazione.
La discrepanza che molti gay dicono di provare a Berlino tra la vita quotidiana continuamente a rischio di violenza e l'obiettivo della parità di trattamento perseguito ufficialmente ha dato oggi nuova carica alla giornata commemorativa, celebrata nella capitale tedesca con due cortei e aperta questa mattina da una cerimonia al neo-inaugurato monumento alle vittime delle persecuzioni naziste contro gli omosessuali. Davanti al monumento vicino sia alla Porta di Brandeburgo sia al memoriale all' Olocausto ebreo, si sono raccolti quest'anno per la prima volta i rappresentanti delle associazioni di lesbiche e gay. Alla testa del corteo principale partito dalla storica Unter den Linden c'era Rudolf Brazda, 95 anni, forse l'ultimo sopravvissuto degli omosessuali perseguitati e rinchiusi dal nazismo in campi di concentramento. Brazda, tedesco ma dal dopoguerra residente in Alsazia (Francia), ha trascorso quattro anni in un lager nazista per omosessuali a Buchenwald (Turingia) tra il 1941 e il 1945.
"Era una vita terribile" ha detto Brazda durante la cerimonia di commemorazione dei compagni di prigionia, a proposito del campo di concentramento. Alla domanda su cosa prova oggi, ha assicurato: "Devo dirlo, mi sento come nel Paradiso della democrazia". Alla sfilata ha preso poi parte sul carro allestito dalle associazioni di lesbiche e gay di Berlino e Brandeburgo. Insieme al corteo principale, che si è concluso sotto la statua della Vittoria con l'angelo alato d'oro in cima, dove per tutta la notte è stato organizzato un programma di musica e balli, un secondo corteo di dimensioni minori ma ormai entrato nella tradizione si è svolto nei quartieri più proletari, tra Kreuzberg e Neukoelln.
Secondo gli organizzatori circa 500mila partecipanti hanno preso parte a questa 30ma edizione del Christopher Street Day a Berlino, in memoria del 28 giugno 1969 quando per la prima volta un gruppo di omosessuali si ribellò alla polizia nell'omonima strada di New York. All'inizio sotto la pioggia battente, con una temperatura intorno ai 17 gradi. Poi è uscito un sole brillante che ha messo in particolare risalto i colori delle bandiere arcobaleno sventolate dai partecipanti.