Disoccupazione in Sicilia: per i giovani e’ sempre piu’ difficile trovare lavoro ma essere “bamboccione” è una scelta oppure no?

di Alessio Ferlazzo
26 giugno 2008
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Sono stati soprannominati “bamboccioni” solo perché a 30 anni non trovano un lavoro e non sono andati a vivere da soli. Ma forse qualcuno si chiede il perché? A nessuno piace trovarsi a questa età chiedendo ancora la “paghetta” ai genitori. Sono in molti a non capire che non c’entra la pigrizia(forse in alcuni casi si ma nella maggior parte no). Bisogna provare per credere. Purtroppo chi vive in Sicilia sa che il problema del lavoro è una cosa seria e la cosiddetta fuga di cervelli è ormai un dato di fatto.

Vi siete mai chiesti perché? Aprendo un qualsiasi giornale per trovare lavoro ci accorgiamo che gli annunci sono sempre gli stessi: call center e venditori di qualsiasi genere (dai tappeti ai depuratori dell’acqua passando per gli aspirapolvere). O fai una cosa o fai l’altra. Ma avete mai provato a chiedere ad un giovane laureato in ingegneria o architettura (magari con 110/110) di andare a vendere porta a porta per tutta la vita un aspirapolvere Kirby? Nel 99,9% vi risponderà che non ha studiato 5 anni all’Università per fare un lavoro diverso. Provate a dargli torto. Certo la soluzione più facile è quella della raccomandazione. In una società dove la meritocrazia non esiste ma si va avanti nella maggior parte delle volte essendo “figlio di...” o “amico di...” non c’è molto spazio per chi sa davvero lavorare e vuole raggiungere una posizione da solo senza aiuti di alcun genere. Ma non tutti hanno questa possibilità. Aprendo i giornali del lavoro troviamo poi altri annunci che si rivelano nella maggior parte dei casi “specchietti per le allodole” dove si celano dietro sempre delle truffe. Lo Stato non aiuta i giovani visto che i politici sono i primi orgogliosi fautori della raccomandazione. Le aziende in Sicilia sono poche, piene di problemi economici e utilizzano nella maggior parte dei casi la disoccupazione come scusa per sfruttare al meglio giovani senza lavoro pagandoli pochi euro. Certo ci sono anche le aziende serie in Sicilia ma si contano sulla punta delle dita e da sole non potrebbero mai risolvere questo problema.

Quindi forse se lo Stato, la Regione e le aziende aiutassero questa nostra terra probabilmente i “bamboccioni” sarebbero lieti di alzarsi dai propri divani per andare a lavorare.

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