Uomo al voltante pericolo costante'. Andrebbe cosi' cambiato il vecchio adagio, visto che il sesso forte risulta coinvolto in sette incidenti urbani su dieci, contro i tre casi su dieci delle donne. Nettamente superiore anche la percentuale degli uomini che ha perso punti della patente, sono il 20,6% contro il 9% del gentilsesso. I dati sono contenuti nel 'Rapporto automobile 2008', presentato oggi dalla Fondazione Censis e dall'Automobile Club d'Italia, da cui emerge che ''le donne al volantesono molto piu' sicure degli uomini''. La differenza si fa ancora piu' ampia se ci riferiamo all'incidentalita' a 2 ruote in ambito urbano: 83% di maschi contro il17% delle femmine. Nello specifico su un totale di 192.509 incidenti alla guida dell'autovettura in citta' sono rimasti coinvolti 135.518 maschi e 56.991 femmine, alla guida delle due ruote su un totale di 73.889 incidenti, 61.372 hanno avuto per ''protagonisti'' maschi, 12.517 donne. Secondo i dati le patenti attive intestate a uomini sonoil 57% contro il 43% intestate a donne. Il rapporto uomo-auto, secondo il rapporto, e' piu' ''istintivo e intenso'', mentre quello donna-auto e' piu' ''razionale e pratico''.''Impariamo a usare l'auto dalle donne, che -spiegano Censis e Aci- hanno con le quattro ruote un rapporto caratterizzato da maggiore freddezza decisionale, piu' disponibilita' all'intermodalita', minore aggressivita' alla guida e, di conseguenza, anche minore incidentalita' e meno punti patente persi''. Se, per tutti, l'auto ideale e' affidabile (45,3%), sicura (37,3%) ed economica (32,4%), lui la sogna potente (16,6% rispetto al 3,6% delle donne), veloce, bella (14,0% rispetto all' 8,8% delle donne) e tecnologica (11,4% rispetto al 4,6% delle donne); lei la vuole parcheggiabile, maneggevole, economica e capace di rendere piu' semplice il quotidiano. Le donne sono piu' interessateall'acquisto di un'utilitaria di medie dimensioni (56,6% rispetto al 37,3% dei maschi) e di una city car (15,5% contro 8,1%). I maschi, invece, sono propensi, in misura mediamente maggiore, all'acquisto di una berlina di grandi dimensioni ( 12,6%) e di una station wagon (7,0%). Dal rapporto emerge poi che l'uomo ''e' piu' autocentrico, la donna piu' intermodale (3 su 10 usano mezzi pubblici contro 2 uomini su 10, 4 su dieci si muovono anche a piedi contro 3 su 10 tra gli uomini)''. L'uomo, infatti, ha tassi di incidentalita' molto sostenutie nel 51% dei casi non rinuncerebbe all'uso dell'auto per una scelta di mobilita' pubblica. La donna, invece, pone condizioni e standard marisulta piu' favorevole all'ipotesi di scambio auto-mezzi pubblici (64% di disponibilita'). Le donne, molto pratiche ed attente quando scelgono che tipo di macchina acquistare, non sono altrettanto attentequando si tratta di manutenzione. La cura dell'auto, infatti, viene ancora percepita come 'un compito da maschi'. Nel caso uno sconosciutodanneggiasse lievemente la carrozzeria, gli uomini la farebbero riparare immediatamente a proprie spese nel 40,2% dei casi rispetto al21,7% delle donne. Le donne, da parte loro, sceglierebbero nella maggioranza dei casi (40,2%) di farla riparare solo se intervenisse l'assicurazione e di non farla riparare in oltre il 20% dei casi. Il risultato, secondo il rapporto, e' legato probabilmente alla 'migliore' condizione socio professionale del genere maschile ed al fatto che sono in maggioranza gli uomini ad occuparsi della manutenzione dell'auto: le donne nel 17,8% dichiarano di non interessarsene rispetto al 3,8% degli uomini. In tema di manutenzione dell'auto, considerando tre aspetti fondamentali (lavaggio, pressione gomme e controllo generale dal meccanico) le donne risultano molto meno attente degli uomini. Nel corso dell'ultimo anno, infatti, hanno ammesso di non aver 'mai': fatto lavare l'auto nel 13,3% dei casi (uomini 4,5%); controllato la pressione delle gomme nel 14,4% (uomini 3,3%); fatto controllare l'auto dal meccanico in oltre il 16% dei casi (contro il 5,3% dei maschi).