E' l'era del "cyber bullo". E' appassionato di computer e inizia le sue prepotenze gia' a 7 anni

25 giugno 2008
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Possiede un computer, naviga su Internet con dimestichezza, ha un cellulare con cui scambia foto, filmati e sms e ha un forte desiderio di autostima. E' il ritratto del moderno "cyber bullo", sempre più tecnologico, quindi, ma anche sempre più giovane. Preoccupante infatti l' abbassamento della soglia d'età in cui si verificano i primi fenomeni di bullismo, già dai 7 anni. Il Lazio e Roma sono, rispettivamente, la regione e la città in cui è più presente il fenomeno del bullismo mentre sulla preferenza dei luoghi dove mettere in atto le prepotenze nel nord Italia prevalgono bar e locali, nel centro la scuola e nel sud la strada. Per il 43% la motivazione riguarda il colore della pelle. Questa la fotografia scattata nel convegno "Bullismo: sos strategie preventive ed intervento sul territorio" organizzato al Sanit, il forum internazionale della Salute in corso a Roma.

"A partire dai sette anni - ha detto Vincenzo Mastronardi, criminologo clinico dell'Università La Sapienza di Roma - il 90% dei bambini ha un computer, per questo il cosiddetto cyber bullismo è da considerare un fenomeno molto preoccupante". Da un'indagine italiana condotta da Eurispes e Telefono Azzurro presentata da Mastronardi (che ha coinvolto 1680 bambini dai 7 ai 12 anni e 1960 adolescenti fino ai 19 anni) emerge che il fenomeno del bullismo è percepito dal 35% degli adolescenti che dichiara di esserne stato vittima e, per quanto riguarda i bambini, il 36,2% degli atti di bullismo dichiara che avviene all'interno della scuola, "é solo dal 2006 - ha aggiunto Mastronardi si è cominciato ad indagare il fenomeno anche sui bambini". Quanto alla diffusione sul territorio, il Lazio e Roma sono rispettivamente la regione e la città più colpite, con un indice regionale del 24,2% (ogni 10 mila denunce) e cittadino del 28,7%, su una media nazionale del 19,6%. In tutto il Nord Italia il bullismo è diffuso soprattutto nei locali e nei bar, al Centro (per il 55% dei casi) e nelle Isole (46,6%) si verifica nelle aule e nei corridoi scolastici, mentre al Sud è la strada, per il 42%, il luogo dove si confrontano bulli e vittime. Altro fenomeno che sta prendendo piede in Italia è quello delle baby gang: "Recentemente ne sono state individuate due a Genova e una a Milano - ha spiegato Mastronardi - si tratta di bande di giovani dove il bullo diventa un leader seguito dai compagni che lo appoggiano in azioni criminali come furti scippi, spaccio di sostanze stupefacenti". Il bullismo è diverso, poi, se vissuto o subito da maschi o femmine: i maschi sono più propensi a mettere in atto azioni aggressive come minacce e percosse, mentre le femmine tendono ad applicare strategie di esclusione sociale verso le proprie vittime. Le motivazioni alla base del fenomeno, indagate dalla ricerca, riguardano per il 43,2% il desiderio "di sentirsi più forti e più grandi", per il 28,6% "di farsi notare" e per il 2,2% "di scherzare". Infine per i giovani italiani le motivazioni che spingono a compiere atti di prevaricazione riguardano per il 43% il colore della pelle, per il 35% il modo di vestire, per il 32% la disabilità e il per 5% la differenza di genere.

Fonte: ansa
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Anonimo 26 giugno 2008   08:27

... forse c'è una H di troppo nel titolo ???

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